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L'economia tira il freno: lapideo in crisi nera

L'economia tira il freno: lapideo in crisi nera

L'economia apuana tira il freno. E così, dopo due anni caratterizzati da segnali di ripresa che avevano fatto vedere davvero più vicina l'uscita dal tunnel della grande crisi, si comincia a rallentare. Il dato emerge dal «Rapporto economia 2007» curato dall'Istituto studi ricerche. Crolla l'export dei marmi lavorati, cresce solo quello dei blocchi per la Cina

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CARRARA. L'economia apuana tira il freno. E così, dopo due anni caratterizzati da segnali di ripresa che avevano fatto vedere davvero più vicina l'uscita dal tunnel della grande crisi, si comincia a rallentare. Il dato emerge dal «Rapporto economia 2007» curato dall'Istituto studi ricerche e presentato ieri mattina alla Camera di Commercio, davanti a una platea di istituzioni e operatori economici che ha osservato, con solennità, il minuto di silenzio in memoria dello statista Aldo Moro.
 Alberghi e ristoranti Ko. Se le flessioni sono (per il momento) lievi nel settore lapideo (-0,57%) con un saldo in negativo, in termini di imprese, di 4 unità, per il terzo anno consecutivo le note sfavorevoli più preoccupanti arrivano dal commercio (dove la perdita è del -1,20%) dove spariscono ben 81 imprese.
 Ma il trend è negativo anche per quel che riguarda alberghi e ristoranti: con la chiusura di 123 attività a fronte di solo 95 nuove aperture. Insomma con un saldo in negativo di 28 unità.
 Le nuove imprese. Il 2007 si è chiuso con 362 nuove imprese: un saldo positivo rispetto al 2006 quando il dato si era assestato a 277.
 E' da evidenziare che quasi il 6,1% del totale degli imprenditori presenti in provincia sono immigrati, per un totale di 2.226 unità: 133 in più rispetto al 2006. Di questi 707 sono provenienti da paesi comunitari e 1.5198 da paesi extracomunitari.
 Per quel che riguarda le aziende al femminile, negli ultimi quattro anni, sono passate da 5182 del 2003 alle 5473 di fine 2007. Una crescita costante attenuata unicamente dalla leggera contrazione avvenuta nell'ultimo anno dove le aziende con la presenza femminile sono diminuite di circa 37 unità.
 Marmo: i blocchi vanno in Cina. Confrontando il 2007 con il 2006 emerge innanzitutto un rallentamento della crescita: quella della produzione si è quasi dimezzata, la produttività del lavoro è tornata negativa, ma soprattutto si sono ridimensionate le esportazioni passando nel giro di un solo anno dal +10% del 2006 al +3% attuale. Se un netto calo si registra sul mercato Usa (-8%), soprattutto per i lavorati, e in altri mercati europei come Francia (-29%) Germania (-6%) e Regno Unito (-3%).
 I mercati tradizionali sono in crisi ma, e questo è il dato che fa riflettere, crescer prepotentemente quello cinse: con un +21%, soprattutto per i materiali grezzi. Quelli che, per intenderci, vengono poi lavorati con manodopera a costo zero e immessi di nuovi nei mercati europei e mondiali.
  «L'economia apuana? Sta male». Un mare di dati. Un'analisi attenta e scrupolosa svolta, con la professionalità di sempre, dall'Isr. E, alla fine una diagnosi molto semplice e diretta effettuata dal commercialista, e personaggio mediatico del giorno, Giulio Andreani.
 «Gli spunti di riflessione sono stati ma partendo da una considerazione: l'economia apuana sta male».

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