Sicurezza
Si schianta un aereo da turismo: tre morti
Fra le vittime anche un istruttore di volo di Carrara
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Tre persone sono morte nel pomeriggio di ieri nello schianto di un aereo da turismo a Baganzola, alle porte di Parma. Le vittime, a quanto si è appreso da fonti investigative, sono Sergio Annoni, 65 anni, residente ad Avenza di Carrara e istruttore di volo a Padova; Giancarlo Piva, 44 anni, di Schio (Vicenza); Giuliano Marini, 57 anni, della provincia di Verbano Cusio Ossola.
Il velivolo, un Piper, secondo quanto hanno ricostruito le forze dell'ordine, era decollato da Domodossola e, dopo un atterraggio a Padova, stava arrivando a Parma quando, alle 17.15, è avvenuto l'incidente. Sulle cause sono state avviate indagini; fino a tarda sera tutte le ipotesi, dal guasto a un errore di manovra, ad un malore del pilota, erano al vaglio degli inquirenti.
Durante la caduta il piccolo aereo ha tranciato anche cavi dell'alta tensione: alcune zone della città sono rimaste senza corrente elettrica e l'azienda multiservizi Enia ha potuto riprendere l'erogazione grazie ad un elettrodotto messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato. Per ragioni di sicurezza, le Fs hanno disabilitato il tratto della vicina linea elettrica di alimentazione dell'Alta velocità, in fase di costruzione, e hanno fermato il passaggio dei mezzi sulla linea.
«Ho visto l'aereo cadere improvvisamente, poi ho sentito uno schianto e ho visto il fumo», ha riferito un testimone, un operaio che stava lavorando non lontano dal campo dove l'aereo si è schiantato, a pochi passi dalla rotonda della nuova complanare.
Nell'impatto il velivolo ha perso le ali e parte della coda. A dare l'allarme sono stati anche i dipendenti dell'ente Fiere. Sono immediatamente intervenute pattuglie di polizia e carabinieri, ambulanze del 118, protezione civile e vigili del fuoco. I corpi delle vittime sono rimasti a lungo tra i rottami; in un primo momento si era parlato di due morti, forse - dicevano alcune voci - tedeschi, poi in serata, durante le operazioni di soccorso, il bilancio si è aggravato e si è avuta la conferma che le persone a bordo erano tutte italiane.
Testimoni avrebbero notato alcune evoluzioni anomale poco prima dello schianto, qualcuno ha ipotizzato un'errata simulazione di stallo, ma si parla anche di un check, un controllo di volo a cadenza periodica. L'Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) ha aperto un'inchiesta tecnica e ha inviato sul posto un investigatore.
Il velivolo, un Piper, secondo quanto hanno ricostruito le forze dell'ordine, era decollato da Domodossola e, dopo un atterraggio a Padova, stava arrivando a Parma quando, alle 17.15, è avvenuto l'incidente. Sulle cause sono state avviate indagini; fino a tarda sera tutte le ipotesi, dal guasto a un errore di manovra, ad un malore del pilota, erano al vaglio degli inquirenti.
Durante la caduta il piccolo aereo ha tranciato anche cavi dell'alta tensione: alcune zone della città sono rimaste senza corrente elettrica e l'azienda multiservizi Enia ha potuto riprendere l'erogazione grazie ad un elettrodotto messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato. Per ragioni di sicurezza, le Fs hanno disabilitato il tratto della vicina linea elettrica di alimentazione dell'Alta velocità, in fase di costruzione, e hanno fermato il passaggio dei mezzi sulla linea.
«Ho visto l'aereo cadere improvvisamente, poi ho sentito uno schianto e ho visto il fumo», ha riferito un testimone, un operaio che stava lavorando non lontano dal campo dove l'aereo si è schiantato, a pochi passi dalla rotonda della nuova complanare.
Nell'impatto il velivolo ha perso le ali e parte della coda. A dare l'allarme sono stati anche i dipendenti dell'ente Fiere. Sono immediatamente intervenute pattuglie di polizia e carabinieri, ambulanze del 118, protezione civile e vigili del fuoco. I corpi delle vittime sono rimasti a lungo tra i rottami; in un primo momento si era parlato di due morti, forse - dicevano alcune voci - tedeschi, poi in serata, durante le operazioni di soccorso, il bilancio si è aggravato e si è avuta la conferma che le persone a bordo erano tutte italiane.
Testimoni avrebbero notato alcune evoluzioni anomale poco prima dello schianto, qualcuno ha ipotizzato un'errata simulazione di stallo, ma si parla anche di un check, un controllo di volo a cadenza periodica. L'Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) ha aperto un'inchiesta tecnica e ha inviato sul posto un investigatore.
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