Il Tirreno

Si fa riempire di botte dalle amiche per nascondere i brutti voti

I carabinieri davanti alla scuola (foto Cuffaro)
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I carabinieri davanti alla scuola (foto Cuffaro)

Le tre ragazze denunciate alla Procura dei minori

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PONTREMOLI. «Una ragazza è stata violentata all'uscita della scuola. Anzi, no: la giovane ha subìto un atto di bullismo, di fatto picchiata a sangue da quattro suoi coetanei. No, non erano quattro ma due, tutte ragazze». Le notizie si sono accavallate poco dopo le 13,30 di ieri, mettendo in allarme un po' tutti. Poi la verità è venuta gradatamente a galla: era tutta una messinscena.
 Tutto accade dopo le 13, orario di uscita delle scuole: teatro della "drammatica" vicenda che poi ha assunto i contorni del grottesco, è l'ex istituto Malaspina, attualmente liceo Da Vinci.
 I ragazzi sciamano all'esterno, ma alcuni di loro indugiano e poi fanno retromarcia, infilandosi in un giardinetto interno della scuola.
 E qui inizia il fattaccio.
 Una ragazzina attorno ai 15 anni, "assistita" da due coetanee, mette in scena un pestaggio che, secondo lei, dovrebbe servire a sviare l'attenzione dei suoi genitori, in vista dell'incontro coi gli insegnanti della scuola, appunto fissato nel pomeriggio.
 Forse un brutto voto ha fatto scattare l'idea di allestire una violenza gratuita il cui autore doveva apparire "un ragazzo alto, brutto e cattivo". Sta di fatto, però, che l'aggressione e le conseguenti botte ci sono state davvero, cosa peraltro messa in preventivo dalla giovanissima regista dell'episodio al fine di renderlo più reale.
 Ma ciò che la ragazzina non aveva considerato è stato un testimone alla scena (pare un'altra studentessa del liceo) che ha dato l'allarme.
 Ed è qui che la situazione è sfuggita di mano un po' a tutti, con le immaginabili conseguenze. Un'ambulanza della Misericordia di Mulazzo giunge a sirene spiegate e contemporaneamente una pattuglia dei carabinieri parte dalla locale stazione allertata dal Nucleo operativo. Attimi concitati: una ragazza è a terra nel cortile antistante la scuola: attorno a lei compagne e insegnanti.
 Caricatala sulla barella, la ragazza viene trasportata al pronto soccorso. Intanto sul posto arrivano altri carabinieri specializzati in indagini specifiche, mentre altri militari interrogano studenti e abitanti della zona.
 Poi il mosaico inizia a ricomporsi. I carabinieri non hanno infatti creduto alla prima versione dei fatti raccontati dalle ragazze e così raschiano il barile.
 Anche i sanitari del pronto soccorso intuiscono che non è proprio andata come sembra. E avvisano gli investigatori.
 La ragazza in ospedale è stata, sì, picchiata, ma non da estranei, bensì dalle stesse compagne, con lei d'accordo per simulare un atto di violenza oppure di bullismo.
 Sottoposte a domande incalzanti, anche se condotte con tatto vista l'età, le due ragazzine confessano il tutto. «Macchè aggressione, è stata lei a chiederci di picchiarla. Voleva una scusa per non far incontrare i suoi genitori con i prof della scuola» pare abbiano detto con voce rotta dall'emozione.
 La "vittima", invece, ha rischiato di trovarsi con le ossa rotte, dato che le due amiche hanno picchiato sul serio.
 Conclusioni. Tutte e tre sono state denunciate alla Procura minorile di Genova per simulazione di reato, mentre le picchiatrici anche per tentate lesioni. Infine il referto medico della ragazzina ricoverata in ospedale: guaribile in 21 giorni.

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di Redazione web