Sicurezza
Il Pd conquista consensi, il Pdl si ricompatta
Corrado Benzio
Sinistra e socialisti sotto choc per il voto che li mette fuori dal Parlamento
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MASSA CARRARA. Non era la giornata dedicata al voto locale, almeno come interesse. Lo sarà quella di oggi con lo scrutinio delle schede per Provincia e Comune di Massa. Alcuni accadimenti nazionali hanno poi ulteriormente distolto l’attenzione per spostarla dalle Apuane a Roma. Dove dal Parlamento sparisce tutta la Sinistra oltre il Pd, i socialisti, la Destra estrema. Dove non c’è più traccia dei Verdi. In una realtà come quella apuana, dove la Sinistra ha sempre avuto ruolo e peso (Rifondazione ma anche il PdCI), lo choc è notevole. Anche perchè a livello locale la Sinistra l’Arcobaleno è dimezzata. Ma pensate anche al sindaco di Carrara Angelo Zubbani, socialista. Il suo partito di fatto esiste solo a livello locale. Chi ha ragione di esultare sono i partiti maggiori. Il Pd non aggancia Berlusconi a Roma, ma si conferma il primo partito a Massa. Anzi, dal 32 e passa per cento dell’Ulivo di due anni fa e salito ad oltre il 38. Andrea Rigoni torna a Roma, e lo stesso farà Fabio Evangelisti non appena Di Pietro opterà (come previsto) per un altro collegio (insomma per l’esponente di Idv bisognerà aspettare il 29 aprile per la nomina ufficiale). Il Popolo delle Libertà ha ugualmente di che esultare.
Sandro Bondi ha ricompattato una piazza riottosa come Carrara, ha tenuto insieme la Lunigiana (dove ha tirato veramente il solo Lucio Barani, il quale attende di sapere se tornerà a Roma) ha tenuto bene anche Amorese a Massa. Resta da verdere come si è comportato l’elettorato del Pdl alle Comunali massesi. Se reggerà sopra il 30%, Neri rischia il ballottaggio (con Amorese). Se ci sarà la solita slavina da Forza Italia a Fabrizio Neri, il sindaco uscente potrà andare in vacanza senza attendere il 27 (nel senso di ballottaggio). Bondi è uomo accorto. C’è quindi da capire se la strategia elettorale che il Pdl ha tenuto a Forza Italia è stata da lui approvata o gli è sfuggita di mano. Facciamo un solo esempio. In oltre 40 giorni di campagna elettorale ai quotidiani non è arrivato un solo comunicato del partito di Berlusconi contro il sindaco. Ergo, non sarà facile per Amorese tenere anche oggi quella massa di voti. Ritornando a Bondi. A metà pomeriggio si saprà se avrà costretto Osvaldo Angeli al ballottaggio. Certo il voto negativo della Sinistra alle politiche potrebbe far pensare ad un Buffoni non decisivo alle Provinciali, ma le incognite anche in questo caso sono tante.
Rispetto al voto di oggi alla Provincia e al Comune è infatti fondamentale un doppio dato: quanto regge, rispetto alla caduta nazionale, la Sinistra l’Arcobaleno, e quanti dissidenti del Pd hanno attirato Buffoni e Roberto Pucci? L’ex sindaco di Massa è arrivato al suo comitato elettorale intorno alle 18. Era rammaricato, ma non sorpreso, per il voto nazionale e ha fatto un paio di considerazioni sul voto locale al Partito Democratico. «Non mi sembra un buon risultato questo 38 per cento, rispetto al voto che il Pd ha ottenuto nel resto della Toscana. Qui a Massa siamo quasi a 10 punti pecentuali in meno». Anche lui, come Amorese, ostenta poi fiducia sulla possibilità di andare al ballottaggio con Fabrizio Neri. Se il voto nazionale ha già creato problemi alle forze locali, figuriamoci cosa succederà da stasera in poi. O forse fin da stamani. Quando leggeranno le dichiarazioni che Giulio Andreani ha fatto a favore di Sandro Bondi per un eventuale ballottaggio. Quell’Andreani che resta il consulente personale del sindaco di Carrara, il quale guida una giunta di centrosinistra con Rifondazione dentro.
Parole, quelle di Andreani, di totale adesione al progetto-Bondi. Come le prenderà Angelo Zubbani, soprattutto se il duello Angeli-Bondi finisse ai tempi supplementari? Di sicuro il clima, almeno a Massa, non è dei più tranquilli. Per quanto può valere c’è già stato ieri sera, un piccolo corteo dell’estrema sinistra con slogan. Ma qualcosa di più potrebbe succedere. Nell’aria aleggia un ricorso contro il voto della Comunità Rumena a Massa. Ma qualcuno potrebbe andare oltre il ricorso alla commissione elettorale e presentarsi alla Procura della Repubblica. Alla fine i nuovi comunitari al voto erano pochi e sicuramente non decisivi, ma già ieri pomeriggio aleggiava la voce di una conferenza stampa per rivelare i retroscena dell’«organizzazione» del voto. Visto che per Comune e Provincia l’ipotesi di ballottaggio non è remota e quindi ci si preparebbe ad altre due settimane di campagna elettorale (con conclusione in una data troppo simbolica, il 25 aprile), sarà meglio che tutti mantengano la calma.
Sandro Bondi ha ricompattato una piazza riottosa come Carrara, ha tenuto insieme la Lunigiana (dove ha tirato veramente il solo Lucio Barani, il quale attende di sapere se tornerà a Roma) ha tenuto bene anche Amorese a Massa. Resta da verdere come si è comportato l’elettorato del Pdl alle Comunali massesi. Se reggerà sopra il 30%, Neri rischia il ballottaggio (con Amorese). Se ci sarà la solita slavina da Forza Italia a Fabrizio Neri, il sindaco uscente potrà andare in vacanza senza attendere il 27 (nel senso di ballottaggio). Bondi è uomo accorto. C’è quindi da capire se la strategia elettorale che il Pdl ha tenuto a Forza Italia è stata da lui approvata o gli è sfuggita di mano. Facciamo un solo esempio. In oltre 40 giorni di campagna elettorale ai quotidiani non è arrivato un solo comunicato del partito di Berlusconi contro il sindaco. Ergo, non sarà facile per Amorese tenere anche oggi quella massa di voti. Ritornando a Bondi. A metà pomeriggio si saprà se avrà costretto Osvaldo Angeli al ballottaggio. Certo il voto negativo della Sinistra alle politiche potrebbe far pensare ad un Buffoni non decisivo alle Provinciali, ma le incognite anche in questo caso sono tante.
Rispetto al voto di oggi alla Provincia e al Comune è infatti fondamentale un doppio dato: quanto regge, rispetto alla caduta nazionale, la Sinistra l’Arcobaleno, e quanti dissidenti del Pd hanno attirato Buffoni e Roberto Pucci? L’ex sindaco di Massa è arrivato al suo comitato elettorale intorno alle 18. Era rammaricato, ma non sorpreso, per il voto nazionale e ha fatto un paio di considerazioni sul voto locale al Partito Democratico. «Non mi sembra un buon risultato questo 38 per cento, rispetto al voto che il Pd ha ottenuto nel resto della Toscana. Qui a Massa siamo quasi a 10 punti pecentuali in meno». Anche lui, come Amorese, ostenta poi fiducia sulla possibilità di andare al ballottaggio con Fabrizio Neri. Se il voto nazionale ha già creato problemi alle forze locali, figuriamoci cosa succederà da stasera in poi. O forse fin da stamani. Quando leggeranno le dichiarazioni che Giulio Andreani ha fatto a favore di Sandro Bondi per un eventuale ballottaggio. Quell’Andreani che resta il consulente personale del sindaco di Carrara, il quale guida una giunta di centrosinistra con Rifondazione dentro.
Parole, quelle di Andreani, di totale adesione al progetto-Bondi. Come le prenderà Angelo Zubbani, soprattutto se il duello Angeli-Bondi finisse ai tempi supplementari? Di sicuro il clima, almeno a Massa, non è dei più tranquilli. Per quanto può valere c’è già stato ieri sera, un piccolo corteo dell’estrema sinistra con slogan. Ma qualcosa di più potrebbe succedere. Nell’aria aleggia un ricorso contro il voto della Comunità Rumena a Massa. Ma qualcuno potrebbe andare oltre il ricorso alla commissione elettorale e presentarsi alla Procura della Repubblica. Alla fine i nuovi comunitari al voto erano pochi e sicuramente non decisivi, ma già ieri pomeriggio aleggiava la voce di una conferenza stampa per rivelare i retroscena dell’«organizzazione» del voto. Visto che per Comune e Provincia l’ipotesi di ballottaggio non è remota e quindi ci si preparebbe ad altre due settimane di campagna elettorale (con conclusione in una data troppo simbolica, il 25 aprile), sarà meglio che tutti mantengano la calma.
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