Il Tirreno

Neri l’onnipresente fra calci al pallone millefoglie e sicurezza

Claudio Figaia
Neri l’onnipresente fra calci al pallone millefoglie e sicurezza

Una giornata al seguito dei candidati a sindaco

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MASSA. L’auto di rappresentanza sotto casa, il fidato autista Domenico alla guida. La giornata elettorale di Fabrizio Neri “l’ubiquo” comincia, apparentemente, come tante altre giornate da sindaco. Ma attenzione ai dettagli: l’auto -. un’Alfa 156 4x4 da 200 cavalli nuova di zecca è sì di rappresentanza, però non è del Comune: è stata messa a disposizione del candidato Neri da «alcuni sostenitori» (lo riferisce lo stesso primo cittadino). E l’autista, Domenico Grassi è sì l’autista municipale, però è fuori servizio, a fare volontariato per il sindaco (cioè a fare gratis ciò che gli altri giorni fa per lavoro). Insomma, auto e autista non li paga la collettività. Distinzione importante in questa campagna elettorale dove la giornata di Neri è scandita da appuntamenti “da sindaco” e da candidato a volte poco distinguibili. Alle 9,30, il primo cittadino - giacca azzurra e immancabile cravatta “unusual” (sabato con fiori e api) - è già nell’aula magna del liceo classico Rossi a presenziare ala giornata di studio “Il marmo: dalla natura all’arte”, organizzato da Astra Ambiente. Impegno più istituzionale che elettorale, anche se c’è da dire che - forse - se non ci fossero state le elezioni, Neri avrebbe by-passato l’appuntamento al liceo.

«Sono giorni intensi l’attività è raddoppiata - dice il primo cittadino - perché alle attività istituzionali: riunioni di giunta, incontri e adempimenti d’ufficio si affiancano gli impegni elettorali». Che sono (almeno nella giornata di sabato 5 ndr.) tantissimi. Alle 10,30 il sindaco è già alla Partaccia, al ristorante Da Mauro per un incontro con Achille Serra, ex prefetto di Roma, candidato per il Pd al Parlamento. È sabato, c’è il sole, l’orario è inusuale ma la saletta si riempie di militanti, simpatizzanti, operatori balneari. Serra non delude: parla da tecnico, da poliziotto: “La Bossi-Fini non è tutta da buttare, ma ha fallito; quando saremo al governo toglieremo poliziotti e carabinieri da scrivanie e scorte per metterli sulle strade, basta con i Cpt ma il nostro paese non si può permettere i clandestini...” E ancora: “Gli imbrattatori di muri, i bulli nelle classi e nei quartieri, i venditori abusivi molesti: c’è una sfera di comportamenti che non sono reati ma che aumentano la percezione di insicurezza, nelle città. Occorre uno sforzo culturale per sconfiggerla, come occorre una giustizia certa e rapida per ridare fiducia ai cittadini”.

Neri svolge - qui come negli altri appuntamenti - un altro ruolo: lui più che addentrarsi nell’analisi dei problemi, dà la carica: «Il centrodestra comincia ad essere spiazzato, le sicurezze di Berlusconi vacillano»; Oppure, a seconda delle situazioni, detta la linea politico amministrativa: «Per 5 anni abbiamo dovuto fare i conti con una maggioranza litigiosa che frenava ogni nostra iniziativa. Ora siamo liberi di fare e faremo della zona Partaccia, una zona che in inverno ha 2mila abitanti e in estate 50mila, una zona più sicura, più viva, più bella». A fare il porta a porta, poi, ci penseranno i suoi uomini. Neri semina, la squadra ara: «Sì è un po’ così». E che il raccolto sarà abbondante è per lo staff una quasi certezza. Dopo il dibattito, il pranzo a base di pesce offerto dai titolari di “Da Mauro”. Prima di riprendere il suo tour, tuttavia, Neri un salto a casa lo fa. «Anche se per un’oretta, a casa a vedere mia moglie e i miei figli voglio esserci. Sempre, anche perché i ragazzi hanno bisogno della presenza di un padre...», dice il primo cittadino. Il salto a casa deve avergli fatto bene, perché - nel pomeriggio - il candidato Neri appare più pimpante del mattino. Ore 15,30: inaugurazione della tribuna dello stadio Oliveti.

Il sindaco è spumeggiante: sorride, scherza, tira due calci al pallone, lancia un paio di frecciate ai dirigenti della Massese, stringe mani, batte pacche sulle spalle. Si risale in auto e si torna in città. Il programma prevede un incontro con gli abitanti di Ortola sulle “problematiche del quartiere”. Ma prima c’è giusto il tempo per un salto nella galleria vicino a piazza Liberazione, dove la pasticceria Fruzzetti festeggia con un maxi millefoglie le mille torte preparate dalla riapertura. Neri stringe altre mani, saluta, brinda e si ri-infila in auto per un altro fuori-programma: destinazione Ronchi, dove Ernesto Manfredi inaugura il suo gazebo elettorale. C’è aria di casa, lì nella soleggiata piazza del quartiere: ancora brindisi - è la terza volta in poco più di un’ora che si stappano bottiglie di spumante per il candidato sindaco -, battute, sorrisi. L’aria è distesa, il clima di fiducia. Deve essere quello che lo spinge a un pronostico, anzi una battuta da “fuori onda”: «Tanto vinco anche con una gamba sola». Sono le 17 quando è il turno di Ortola e delle “problematiche del quartiere”, organizzato da Luigi Torre, consigliere uscente e candidato Pd.

Neri appare infaticabile; alle 18 è già dall’altra parte della città: di nuovo a Ronchi per un incontro con gli elettori organizzato dall’assessore Bugliani al “Fortino”. Da lì alla Partaccia per l’ennesimo “incontro con gli elettori” organizzato dalla candidata Marica di Capua, alla trattoria “Dal Baffo”; e poi a quello organizzato da Maria Moratti, al circolo “Il Cavallo” di Poveromo. Nel frattempo la squadra è cambiata. L’autista Domenico ha lasciato il volante a Modesto Ricci, presidente della Casa di riposo Ascoli e promoter della campagna elettorale del Pd. Ricci, a sua volta, ha passato la guida del pulmino tutto imbandierato che segue Neri in ogni appuntamento, a un altro militante dello staff. L’impressione è quella di una macchina ben oliata. Ma a fare impressione è quel che si intuisce “dietro”: un esercito di almeno duecento persone che si muove, attacca manifesti, organizza eventi (e vi partecipa), raccoglie voti attraverso una capillare e indefessa campagna casa per casa, elettore per elettore. Neri ci mette del suo: non salta un appuntamento, un’inaugurazione. Sabato scorso non ha fatto eccezione, coprendo in oltre 15 ore di tour quasi senza soste il territorio comunale, da un estremo all’altro, da un target all’altro.

Alle 20,30 era ancora in pista, a Canevara per partecipare alla premiazione dei piloti dell’Associazione sportiva “Carretto Pazzo” nella sala parrocchiale del paese. E per finire, un dibattito a ruota libera, al comitato elettorale della Partaccia. Sono le due del mattino quando l’Alfa scarica il candidato Neri sotto casa. Dopo oltre cento chilometri percorsi, chissà quante strette di mano, decine di brindisi e buffet. «Io, comunque - confessa il sindaco - in campagna elettorale dimagrisco: devo parlare, arrivo fuori fase, quando il pranzo è finito o l’aperitivo ancora da servire. Almeno alla linea questa attività fa bene». In forma per il giorno successivo, dunque: per altre inaugurazioni, strette di mani, partecipazioni.

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