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ELEZIONI MASSA

Massa: otto candidati a sindaco

Massa: otto candidati a sindaco

I giochi sono fatti. Sono otto i candidati alla carica di sindaco. Nessuna novità dell'ultima ora, nessuna clamorosa esclusione. Fabrizio Neri si presenta con l'appoggio di 4 liste, Pucci con tre. Gli altri sei candidati correrano con una sola lista di appoggio. Il sindaco uscente Neri si dice sicuro di vincere al primo turno. In ogni caso in corsa per il ballottaggio sono di fatto solo tre candidati: Neri, Pucci e Corrado Amorese, candidato a sindaco per il Popolo delle Libertà.

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I giochi sono fatti. Sono otto i candidati alla carica di sindaco. Nessuna novità dell'ultima ora, nessuna clamorosa esclusione. Fabrizio Neri si presenta con l'appoggio di 4 liste, Pucci con tre. Gli altri sei candidati correrano con una sola lista di appoggio. Il sindaco uscente Neri si dice sicuro di vincere al primo turno. In ogni caso in corsa per il ballottaggio sono di fatto solo tre candidati: Neri, Pucci e Corrado Amorese, candidato a sindaco per il Popolo delle Libertà.

Parte dunque la campagna elettorale. Venerdì a palazzo Ducale c'era Sandro Bondi (con relative turbolenze), ieri nella sede della Sinistra Arcobaleno ha incontrato la stampa e poi i militanti Franco Giordano, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
 Si va al voto - al Comune ma anche alla Provincia - con il partito democratio che si è trovato diviso sul candidato a sindaco. E' questa la novità più clamorosa del voto del 13 e 14 aprile. In realtà la nascita del Partito Democratico ha provocato anche la risorgenza di una terzo candidato, quel Marco Andreani che ha lasciato la Margherita dopo la fusione con i Ds.
 Di Andreani si parla abbastanza poco, eppure è un personaggio che può acchiappare voti. Perchè il centro è stato in parte smilitarizzato dal Popolo della Libertà. Il partito berlusconiano candida un elemento di Allenza Nazionale. Sicuramente moderato, ma sempre con la fascetta An.
 E d'altra parte il Popolo delle Libertà deve guardarsi a destra, dove gli uomini di Storace piazzano un personaggio blockbuster come Stefano Benedetti.
 Insomma uno scenario fluido, reso ancora più difficile da interpretare perchè le comunali si svolgono - mai successo - insieme alle politiche.
 Da qui un voto amministrativo - ovvero un voto molto personale, magari di buon vicinato - che potrebbe essere modificato dalle appartenenze, visto che in ballo c'è anche il governo nazionale.
 Il successo di un candidato è legato anche alla capacità degli uomini in lista di raccogliere consenso, in italiano voti. Si pensi ad uomini popolari dalla scarsa dialettica in consiglio comunale ma grandi portatori di voti.
 L'anomalia massese è nota e riguarda la forza dei tesserati. Il partito democratico ha visto votare per gli organi direttivi qualcosa come 7000 cittadini, iscritti alla nuova formazione politica. Una massa d'urto non indifferente a disposizione di un Fabrizio Neri che si dice molto tranquillo di quanto sta succedendo.
 In realtà le candidature di Pucci al Comune e di Buffoni alla Provincia sono novità che potrebbe portare a risultati meno prevedibili.
 Inutile nascondere, ad esempio, una certa ansia nel Partito democratico per la corsa alla Provincia. La variabile Bondi muta uno scenario che sembrava ampiamente scontato a favore di Osvaldo Angeli.
 Per Franco Giordano la situazione massese è ideale: «Vogliamo che finisca questa egemonia centrista sul partito democratico».
 Insomma a Massa ed in Provincia non si sceglierà solo un sindaco ed un presidente, ma ci sarà una sorta di referendum sui rapporti di forza - peraltro ben delineati il 2 febbraio scorso - all'interno del partito veltroniano. Condito dal ritorno a casa di Sandro Bondi.

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