Sicurezza
E’ caccia all’assassino del viado
Corrado Benzio
Raimondo è spirato a Pisa per le gravi ferite. Sospetti su un cliente
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MASSA. Aveva 25 anni. Era partito da Rio de Janeiro pieno di speranze (anche se sapeva di fare la prostituta) per poi farsi ammazzare su una stradina del Cinquale. E’ il destino del viado brasiliano massacrato di botte nella notte fra il 26 ed il 27 febbraio. La mattina alle 7,30 venne ritrovato in fin di vita sul ciglio di via Marradi. Ieri mattina, dopo 72 ore di agonia e un intervento al cervello, è spirato all’ospedale Santa Chiara di Pisa. I carabinieri non ne forniscono ancora il nome (lo chiameremo Raimondo) anche se è già stato avvertito il fratello che è partito dal Brasile. Domani a medicina legale ci sarà l’autopsia. Ma non dovrebbe rivelare niente di clamoroso. Ad uccidere questo ragazzone, alto ma esile, sono stati i colpi ricevuti, sopratutto alla testa. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri del capitano Stefano Nencioni, pubblico ministero è il dottor Leonardo Tamborini. Non si esclude la pista del cliente che ha perso la testa, ma è più probabile che quel pestaggio selvaggio sia figlio del racket della prostituzione o della droga.
Due le ipotesi su questo fronte. Il giovane viado, arrivato in Italia ad ottobre, si è subito messo in mostra per la sua avvenenza e questo ha provocato scompensi sul mercato. Da qui un avvertimento dai magnaccia che seguono gli altri viados. Ma c’è anche la pista della droga, in particolare della coca. Di polvere si fanno i viado, ma spesso anche i clienti. Che qualche partita non sia stata pagata, oppure che sia stata ordinata al pusher sbagliato? Su questo fronte le indagini sono rivolte ai clan albanesi che da tempo viaggiano fra il mercato del sesso e quello della droga. Per saperne di più, i carabinieri hanno portato a termine una retata giovedì notte. Un pattuglione che è servito non solo a controllare chi sta sulla strada, ma anche per eventualmente «strizzare» qualche squillo che sapeva troppo. L’ipotesi del cliente è praticata ma quasi per dovere. Perchè i clienti che sbarcano al Cinquale sono tutti di fatto «schedati» da chi sta sulla strada, per una sorta di controllo reciproco. Se io monto su una macchina, la «collega» controlla cliente, auto, targa, mancato ritorno sulla postazione. Ma i brasiliani ascoltati dicono di non avere visto niente di anomalo. Quindi il cliente-killer del viado è ad oggi solo un’ipotesi.
Due le ipotesi su questo fronte. Il giovane viado, arrivato in Italia ad ottobre, si è subito messo in mostra per la sua avvenenza e questo ha provocato scompensi sul mercato. Da qui un avvertimento dai magnaccia che seguono gli altri viados. Ma c’è anche la pista della droga, in particolare della coca. Di polvere si fanno i viado, ma spesso anche i clienti. Che qualche partita non sia stata pagata, oppure che sia stata ordinata al pusher sbagliato? Su questo fronte le indagini sono rivolte ai clan albanesi che da tempo viaggiano fra il mercato del sesso e quello della droga. Per saperne di più, i carabinieri hanno portato a termine una retata giovedì notte. Un pattuglione che è servito non solo a controllare chi sta sulla strada, ma anche per eventualmente «strizzare» qualche squillo che sapeva troppo. L’ipotesi del cliente è praticata ma quasi per dovere. Perchè i clienti che sbarcano al Cinquale sono tutti di fatto «schedati» da chi sta sulla strada, per una sorta di controllo reciproco. Se io monto su una macchina, la «collega» controlla cliente, auto, targa, mancato ritorno sulla postazione. Ma i brasiliani ascoltati dicono di non avere visto niente di anomalo. Quindi il cliente-killer del viado è ad oggi solo un’ipotesi.
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