Il dolore
Piscina, sauna, chef e 10 nuovi posti di lavoro
Alessandra Vivoli
La rivoluzione dei cantieri Cerri: e nell'area Asi nasce l'azienda modello
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CARRARA. Dieci nuovi posti di lavoro nel giro di un anno e mezzo: dai 16 di oggi si passerà a 26 nel 2008. Un nuovo capannone, per un insediamento totale di 6mila cinquecento metri fra coperto e scoperto già dalla prossima estate. E, infine una concezione innovativa del lavoro: con piscina, cromo e musico terapia per i dipendenti, palestra e una mensa con cucina stile «San Lorenzo», il locale più alla moda di Londra, e tre chef che prepareranno pasti caldi, nulla di precotto, ogni giorno. E' questa la ricetta dei cantieri Cerri che nell'area Asi raddoppiano gli spazi per creare un cantiere modello.
IL CANTIERE PERFETTO. Dimenticatevi i turni di lavoro massacranti, i volti tirati e la corsa per uscire dalla fabbrica. I cantieri Cerri tentano un esperimento innovativo: l'azienda diventa un luogo nuovo e moderno, dove ci si ferma per guardare i telegiornali, si ascolta la musica in filodiffusione in bagno e, nelle giornate calde, si possono anche fare due vasche in piscina per tenere lontano lo stress.
Il progetto ha già gambe: è stato illustrato con grande passione dal direttore dei Cerri, Adone Pucci, e sarà realtà fra pochi mesi, per l'inizio della prossima estate.
L'obiettivo è ambizioso: «Vogliamo che chi lavora da noi lo faccia in un ambiente il più possibile accogliente e rilassante- spiega Pucci - Siamo convinti che questo alla fine premi anche sotto il profilo della produttività. Per i nostri dipendenti, come per i nostri clienti, vogliamo il meglio. E' questo che ci deve contraddistinguere e a cui puntiamo con tutte le nostre energie». Di sicuro anche finanziarie visto che questo distaccamento della nautica approdato a Carrara perché, come dice con franchezza il patron Carlo cerri: «A Viareggio non c'erano più spazi» di strada ne ha fatta parecchia. E' partito nel 2003 con un capannone e 2 dipendenti: oggi sono sedici, nel giro di un anno ne arriveranno altri 10. Le squadre che abitualmente ci lavorano, da ditte esterne, contano una cinquantina di uomini in media. Insomma un vero e proprio piccolo esercito.
PISCINA, SAUNA E RISTORANTE. Certo chiamarla mensa sarebbe un po' riduttivo. Basti pensare che nella cucina che installeranno nel nuovo capannone dei cantieri Cerri perfino gli infissi sono stati studiati nei minimi dettagli: sono in acciaio spazzolato, come nel mitico San Lorenzo, il ristorante inglese amato da Madonna e Cherie Blair. Ai fornelli arriveranno tre chef specializzati che - ci spiega il direttore del cantiere - faranno la spesa giorno per giorno: «Tutta roba fresca i surgelati sono banditi».
Insomma un pranzo da ristorante a tre stelle e poi, per impiegare al meglio le pause durante i turni di lavoro più pesanti ci sarà anche la piscina. Ma non una «pozza» d'acqua qualsiasi: una vasca con musico e cromo terapia per il relax completo. Se non bastasse ecco, nel centro fitness all'interno dell'azienda, la palestra di cento metri quadrati attrezzata con macchine dell'ultima generazione. A fianco sauna e bagno turco.
E, se è vero che l'ingresso è il biglietto da visita di un'azienda, ai cantieri Cerri hanno pensato anche a questo: sono state già piantate 20 querce nell'area antistante i capannoni e presto sarà allestito anche il giardino con il prato all'inglese: un piccolo polmone verde che si ritaglierà il suo prezioso posto fra segherie, grandi aziende. In piena area industriale. E anche questo è un piccolo miracolo.
«QUASI QUASI MI FACCIO LA BARCA». Questo devono aver pensato i clienti, tutti big dell'alta finanza italiana e internazionale, che hanno fatto lievitare il giro d'affari dei cantieri Cerri spa: 10 «pezzi» venduti l'anno. E si intende gioiellini che vanno dai 4 agli 8 milioni di euro a botta.
Insomma di gente che vuole farsi la barca, e di prima qualità come un Cerri, ce n'è ancora parecchia.
«E quest'anno, per la prima volta siamo andati ai grandi saloni della nautica di Cannes e Genova - spiega Carlo Cerri - con un prodotto già venduto: si tratta di un Cerri 102 da 31 metri, prenotato da un industriale milanese».
Un altro Cerri modello 86, di 26 metri, è in costruzione nel capannone all'interno dell'Asi: è di un uomo d'affari indiano che risiede a Londra. Ma i nomi dei clienti, e questa è un'altra regola d'oro nel «cantiere modello», sono top secret.
CALCIATORI E VELINE, NO GRAZIE. Non troverete le mega barche della cerri fotografate, come succede ogni estate, sulle riviste patinate, con a bordo calciatori e le veline di turno. E' una scelta di campo bene precisa che - spiega il patron Carlo cerri - è venuta da sé. «Le nostre barche sono destinate a una clientela matura, gente che ama il mare, che non è al primo yacht e, soprattutto, conosce tutto della produzione, dall'autoclave alle cerniere. Insomma - sottolinea Carlo Cerri - chi viene da noi cerca il massimo della qualità e la sobrietà. Ho spesso paragonato i miei prodotti agli orologi Patek Philip: un classico che non va mai giù di moda. Insomma da noi un motoscafo cangiante come quello di Roberto Cavalli non uscirà mai».
Una clientela selezionata, grandi nomi dell'imprenditoria e della finanza e un sogno: «Fare la barca a Carlo d'Inghilterra».
IL CANTIERE PERFETTO. Dimenticatevi i turni di lavoro massacranti, i volti tirati e la corsa per uscire dalla fabbrica. I cantieri Cerri tentano un esperimento innovativo: l'azienda diventa un luogo nuovo e moderno, dove ci si ferma per guardare i telegiornali, si ascolta la musica in filodiffusione in bagno e, nelle giornate calde, si possono anche fare due vasche in piscina per tenere lontano lo stress.
Il progetto ha già gambe: è stato illustrato con grande passione dal direttore dei Cerri, Adone Pucci, e sarà realtà fra pochi mesi, per l'inizio della prossima estate.
L'obiettivo è ambizioso: «Vogliamo che chi lavora da noi lo faccia in un ambiente il più possibile accogliente e rilassante- spiega Pucci - Siamo convinti che questo alla fine premi anche sotto il profilo della produttività. Per i nostri dipendenti, come per i nostri clienti, vogliamo il meglio. E' questo che ci deve contraddistinguere e a cui puntiamo con tutte le nostre energie». Di sicuro anche finanziarie visto che questo distaccamento della nautica approdato a Carrara perché, come dice con franchezza il patron Carlo cerri: «A Viareggio non c'erano più spazi» di strada ne ha fatta parecchia. E' partito nel 2003 con un capannone e 2 dipendenti: oggi sono sedici, nel giro di un anno ne arriveranno altri 10. Le squadre che abitualmente ci lavorano, da ditte esterne, contano una cinquantina di uomini in media. Insomma un vero e proprio piccolo esercito.
PISCINA, SAUNA E RISTORANTE. Certo chiamarla mensa sarebbe un po' riduttivo. Basti pensare che nella cucina che installeranno nel nuovo capannone dei cantieri Cerri perfino gli infissi sono stati studiati nei minimi dettagli: sono in acciaio spazzolato, come nel mitico San Lorenzo, il ristorante inglese amato da Madonna e Cherie Blair. Ai fornelli arriveranno tre chef specializzati che - ci spiega il direttore del cantiere - faranno la spesa giorno per giorno: «Tutta roba fresca i surgelati sono banditi».
Insomma un pranzo da ristorante a tre stelle e poi, per impiegare al meglio le pause durante i turni di lavoro più pesanti ci sarà anche la piscina. Ma non una «pozza» d'acqua qualsiasi: una vasca con musico e cromo terapia per il relax completo. Se non bastasse ecco, nel centro fitness all'interno dell'azienda, la palestra di cento metri quadrati attrezzata con macchine dell'ultima generazione. A fianco sauna e bagno turco.
E, se è vero che l'ingresso è il biglietto da visita di un'azienda, ai cantieri Cerri hanno pensato anche a questo: sono state già piantate 20 querce nell'area antistante i capannoni e presto sarà allestito anche il giardino con il prato all'inglese: un piccolo polmone verde che si ritaglierà il suo prezioso posto fra segherie, grandi aziende. In piena area industriale. E anche questo è un piccolo miracolo.
«QUASI QUASI MI FACCIO LA BARCA». Questo devono aver pensato i clienti, tutti big dell'alta finanza italiana e internazionale, che hanno fatto lievitare il giro d'affari dei cantieri Cerri spa: 10 «pezzi» venduti l'anno. E si intende gioiellini che vanno dai 4 agli 8 milioni di euro a botta.
Insomma di gente che vuole farsi la barca, e di prima qualità come un Cerri, ce n'è ancora parecchia.
«E quest'anno, per la prima volta siamo andati ai grandi saloni della nautica di Cannes e Genova - spiega Carlo Cerri - con un prodotto già venduto: si tratta di un Cerri 102 da 31 metri, prenotato da un industriale milanese».
Un altro Cerri modello 86, di 26 metri, è in costruzione nel capannone all'interno dell'Asi: è di un uomo d'affari indiano che risiede a Londra. Ma i nomi dei clienti, e questa è un'altra regola d'oro nel «cantiere modello», sono top secret.
CALCIATORI E VELINE, NO GRAZIE. Non troverete le mega barche della cerri fotografate, come succede ogni estate, sulle riviste patinate, con a bordo calciatori e le veline di turno. E' una scelta di campo bene precisa che - spiega il patron Carlo cerri - è venuta da sé. «Le nostre barche sono destinate a una clientela matura, gente che ama il mare, che non è al primo yacht e, soprattutto, conosce tutto della produzione, dall'autoclave alle cerniere. Insomma - sottolinea Carlo Cerri - chi viene da noi cerca il massimo della qualità e la sobrietà. Ho spesso paragonato i miei prodotti agli orologi Patek Philip: un classico che non va mai giù di moda. Insomma da noi un motoscafo cangiante come quello di Roberto Cavalli non uscirà mai».
Una clientela selezionata, grandi nomi dell'imprenditoria e della finanza e un sogno: «Fare la barca a Carlo d'Inghilterra».
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