Sicurezza
Ex Motta, sgombero e messa in sicurezza
Forze dell'ordine mobilitate, il progetto di rilancio della Porto di Carrara Spa
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MARINA DI MASSA. Ricovero per disperati, tossici, stranieri senza permesso; discarica abusiva; luogo simbolo delle battaglie della destra “ordine-sicurezza-intolleranza”, oggetto di ripetute proteste da parte di turisti e residenti. Ma anche comparto capace di accendere grossi interessi immobiliari. È la colonia ex Motta che - finalmente - sarà pulita, messa in sicurezza, igienizzata e, infine, recintata. Quando? A partire da lunedì. Lo annuncia l’amministrazione comunale. L’ecomostro con vista mare di viale delle Pinete (ecomostro in riferimento non all’edificio che fu, anzi, uno dei gioielli architettonici del litorale, ma al degrado che lo avvolge, ai rifiuti che lo invadono e ai pericoli di crollo che contiene) attendeva da anni questo intervento. Che non si annuncia facile. Perchè alcune parti della struttura sono occupate, senza titolo, da persone - stranieri extracomunitari in prevalenza - che soltanto lì hanno trovato un tetto sotto cui vivere.
Per questo, allo scopo di garantire il regolare svolgimento delle operazioni, i lavori di risanamento della ex colonia saranno avviati alla presenza delle forze dell’ordine. Un piano già concordato da tempo fra amministrazione e vertici di carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza in un vertice davanti al prefetto tenutosi lo scorso settembre. Le condizioni disastrose del complesso edilizio sono da anni davanti agli occhi di tutti. Più volte lo stabile è stato teatro di blitz della polizia a caccia di autori di reati o semplicemente di irregolari. Di recente, un sopralluogo effettuato dai Vigili del fuoco e dai tecnici comunali aveva certificato lo stato di forte degrado, evidenziando come alcune strutture portanti dell’immobile siano lesionate, l’occupazione abusiva di alcune ali dell’edificio, il suo utilizzo come deposito di sporcizia e materiali di inerti.
L’amministrazione comunale aveva poi emesso un’ordinanza con cui venivano disposti interventi «urgenti e improcrastinabili onde evitare pericoli alla pubblica incolumità». Ad accelerare l’operazione sgombero e risanamento ha contribuito anche la diffida che, nel giugno scorso, i consiglieri comunali di An Stefano Benedetti e Stefano Porzano inviarono al sindaco Fabrizio Neri, al prefetto Carlo Striccoli - e per conoscenza alla Procura per denunciare «abusi e abbandono, rischi e danni» e per chiedere l’intervento del rappresentante del governo. Ma che fine farà la ex Motta dopo la pulizia? Un progetto c’è: è quello della Porto di Carrara Spa, che attraverso la sua controllata “Sgs Logistica Srl.” ha messo sul piatto - vedi articolo qui sopra - 6,9 milioni di euro per pagare i creditori del fallimento e, ottenere in cambio, la proprietà della ex Motta. E trasformarla in un maxi centro turistico-residenziale.
Per questo, allo scopo di garantire il regolare svolgimento delle operazioni, i lavori di risanamento della ex colonia saranno avviati alla presenza delle forze dell’ordine. Un piano già concordato da tempo fra amministrazione e vertici di carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza in un vertice davanti al prefetto tenutosi lo scorso settembre. Le condizioni disastrose del complesso edilizio sono da anni davanti agli occhi di tutti. Più volte lo stabile è stato teatro di blitz della polizia a caccia di autori di reati o semplicemente di irregolari. Di recente, un sopralluogo effettuato dai Vigili del fuoco e dai tecnici comunali aveva certificato lo stato di forte degrado, evidenziando come alcune strutture portanti dell’immobile siano lesionate, l’occupazione abusiva di alcune ali dell’edificio, il suo utilizzo come deposito di sporcizia e materiali di inerti.
L’amministrazione comunale aveva poi emesso un’ordinanza con cui venivano disposti interventi «urgenti e improcrastinabili onde evitare pericoli alla pubblica incolumità». Ad accelerare l’operazione sgombero e risanamento ha contribuito anche la diffida che, nel giugno scorso, i consiglieri comunali di An Stefano Benedetti e Stefano Porzano inviarono al sindaco Fabrizio Neri, al prefetto Carlo Striccoli - e per conoscenza alla Procura per denunciare «abusi e abbandono, rischi e danni» e per chiedere l’intervento del rappresentante del governo. Ma che fine farà la ex Motta dopo la pulizia? Un progetto c’è: è quello della Porto di Carrara Spa, che attraverso la sua controllata “Sgs Logistica Srl.” ha messo sul piatto - vedi articolo qui sopra - 6,9 milioni di euro per pagare i creditori del fallimento e, ottenere in cambio, la proprietà della ex Motta. E trasformarla in un maxi centro turistico-residenziale.
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