La manifestazione
L’impero dell’acciaio vuole Carrara
Alessandra Vivoli
In campo l'indiana Arcelor Mittal: in vista 200 posti di lavoro
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un colosso dell'acciaio, la Arcelor Mittal del multimilardario anglo indiano Lakshmi Mittal, ha messo gli occhi su Carrara. O meglio su un'area da 150mila metri quadrati che si estende da viale Galilei fino all'ex deposito della Spintermar, dove potrebbe sorgere un deposito per lo stoccaggio e una fabbrica per il taglio delle lamiere. Tradotto in soldoni oltre 200 nuovi posti di lavoro, ricadute sull'indotto e sui traffici del porto di Marina di Carrara.
Insomma una autentica boccata d'ossigeno per un territorio che grazie alla rivoluzione infrastrutturale in arrivo (terza corsia, raddoppio della Pontremolese e autostrada del mare) potrebbe avere nuova vita anche dal punto di vista produttivo e occupazionale. Il sindaco Angelo Zubbani non si sbilancia sul nome del gruppo che potrebbe insediarsi a Carrara.
In questa fase sceglie la strada della riservatezza ma ammette.
«Ho avuto contatti con una grande azienda straniera - dice - che ha chiesto la disponibilità di aree sul nostro territorio. Sarebbe il più grosso insediamento dai tempi della Dalmine e delle aziende a partecipazione statale. Con un valore aggiunto: trattandosi di un'azienda manifatturiera le ricadute sull'indotto sarebbero enormi».
Gli occhi su Carrara. La multinazionale anglo indiana avrebbe le idee già molto chiare: e c'è anche un clamoroso retroscena dietro all'obiettivo Carrara per il nuovo insediamento legato alla filiera dell'acciaio. Pare, infatti - ed è molto più di una voce - che in passato gli occhi fossero finiti sulla zona industriale di Sarzana: tutto sfumato però sia perché la città ligure ha puntato la sua economia più sul terziario, commercio & co, che sulla grande industria. Sia perché con le opere infrastrutturali in arrivo la posizione sul viale Galilei sarebbe quanto mai opportuna per avere porto, autostrada e ferrovia a un tiro di schioppo. A riprova che quello della Arcelor Mittal sia un interesse serio e fondato ci sarebbe stato anche un blindatissimo sopralluogo da parte di alcuni tecnici e architetti della multinazionale anglo indiana. Ma al momento le bocche sono cucite: ma non è escluso che gli sviluppi, a livello istituzionale, possano già esserci nel giro di due settimane.
Il maxi-insediamento. Ma qual è l'insediamento che potrebbe essere localizzato dalla Arcelor Mittala proprio a Carrara? Un maxi-deposito per lo stoccaggio delle lamiere e una fabbrica per il taglio. In sintesi al porto di Marina arriverebbe la materia prima, i rotoli di lamiera dalla casa madre. Qui in zona sarebbero stoccate e tagliate per poi essere di nuovo imbarcate per raggiungere i mercati internazionali, destinate a varie tipologie di industria, dalla carpenteria alla meccanica fino alla produzione di soft wear.
I numeri di un colosso. L'Arcelor Mittal è un colosso leader mondiale nel settore acciaio, nato dalla fusione di due delle più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal.
Il multimiliardario Lakshmi Mittal è l'uomo chiave dell'azienda che ha una produzione di acciaio che arriva a 130 milioni di tonnellate ogni anno. Il fatturato supera i 58 miliardi di dollari e la compagnia fornisce ai proprietari utili netti per circa 5 miliardi e mezzo. Conta 320mila dipendenti e la capitalizzazione di mercato è pari a circa 46 miliardi.
La ricetta di Zubbani. E' proprio grazie al piglio deciso del sindaco, insediato nella stanza dei bottoni di Palazzo civico dallo scorso maggio, che è stata impressa un'accelerazione sui tempi sulle opere infrastrutturali più importanti per il rilancio del territorio. E adesso è da qui che potrebbe arrivare la rinascita dell'economia carrarese che il settore lapideo fatica sempre più a sostenere, ponendo la città e i suoi nuovi insediamenti industriali al centro di traffici importantissimi. E soprattutto darebeb la spinta al porto di Marina di Carrara.
«Sarò ben contento - dice Angelo Zubbani - di parlare con chi ha intenzione di creare posti di lavoro e indotto sul nostro territorio: sono i benvenuti».
E così la nuova Carrara guarda oltre il marmo.
Insomma una autentica boccata d'ossigeno per un territorio che grazie alla rivoluzione infrastrutturale in arrivo (terza corsia, raddoppio della Pontremolese e autostrada del mare) potrebbe avere nuova vita anche dal punto di vista produttivo e occupazionale. Il sindaco Angelo Zubbani non si sbilancia sul nome del gruppo che potrebbe insediarsi a Carrara.
In questa fase sceglie la strada della riservatezza ma ammette.
«Ho avuto contatti con una grande azienda straniera - dice - che ha chiesto la disponibilità di aree sul nostro territorio. Sarebbe il più grosso insediamento dai tempi della Dalmine e delle aziende a partecipazione statale. Con un valore aggiunto: trattandosi di un'azienda manifatturiera le ricadute sull'indotto sarebbero enormi».
Gli occhi su Carrara. La multinazionale anglo indiana avrebbe le idee già molto chiare: e c'è anche un clamoroso retroscena dietro all'obiettivo Carrara per il nuovo insediamento legato alla filiera dell'acciaio. Pare, infatti - ed è molto più di una voce - che in passato gli occhi fossero finiti sulla zona industriale di Sarzana: tutto sfumato però sia perché la città ligure ha puntato la sua economia più sul terziario, commercio & co, che sulla grande industria. Sia perché con le opere infrastrutturali in arrivo la posizione sul viale Galilei sarebbe quanto mai opportuna per avere porto, autostrada e ferrovia a un tiro di schioppo. A riprova che quello della Arcelor Mittal sia un interesse serio e fondato ci sarebbe stato anche un blindatissimo sopralluogo da parte di alcuni tecnici e architetti della multinazionale anglo indiana. Ma al momento le bocche sono cucite: ma non è escluso che gli sviluppi, a livello istituzionale, possano già esserci nel giro di due settimane.
Il maxi-insediamento. Ma qual è l'insediamento che potrebbe essere localizzato dalla Arcelor Mittala proprio a Carrara? Un maxi-deposito per lo stoccaggio delle lamiere e una fabbrica per il taglio. In sintesi al porto di Marina arriverebbe la materia prima, i rotoli di lamiera dalla casa madre. Qui in zona sarebbero stoccate e tagliate per poi essere di nuovo imbarcate per raggiungere i mercati internazionali, destinate a varie tipologie di industria, dalla carpenteria alla meccanica fino alla produzione di soft wear.
I numeri di un colosso. L'Arcelor Mittal è un colosso leader mondiale nel settore acciaio, nato dalla fusione di due delle più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal.
Il multimiliardario Lakshmi Mittal è l'uomo chiave dell'azienda che ha una produzione di acciaio che arriva a 130 milioni di tonnellate ogni anno. Il fatturato supera i 58 miliardi di dollari e la compagnia fornisce ai proprietari utili netti per circa 5 miliardi e mezzo. Conta 320mila dipendenti e la capitalizzazione di mercato è pari a circa 46 miliardi.
La ricetta di Zubbani. E' proprio grazie al piglio deciso del sindaco, insediato nella stanza dei bottoni di Palazzo civico dallo scorso maggio, che è stata impressa un'accelerazione sui tempi sulle opere infrastrutturali più importanti per il rilancio del territorio. E adesso è da qui che potrebbe arrivare la rinascita dell'economia carrarese che il settore lapideo fatica sempre più a sostenere, ponendo la città e i suoi nuovi insediamenti industriali al centro di traffici importantissimi. E soprattutto darebeb la spinta al porto di Marina di Carrara.
«Sarò ben contento - dice Angelo Zubbani - di parlare con chi ha intenzione di creare posti di lavoro e indotto sul nostro territorio: sono i benvenuti».
E così la nuova Carrara guarda oltre il marmo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
