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Catasto, oltre 10mila le case da regolarizzare

Catasto, oltre 10mila le case da regolarizzare

Ecco gli interventi che devono essere denunciati, ci sono anche i condizionatori. Anche le modifiche che risalgono a decenni fa aumentano il valore

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MASSA. Sono almeno 10mila in città - secondo stime non certo all'eccesso dei professionisti del settore - le unità abitative in cui sono stati compiuti interventi tali da determinare una variazione della classificazione catastale. Una marea. Si tratta di case, appartamenti, ville ma a anche garage, mansarde, che - anche in anni lontani - hanno subito migliorie. Ossia sono state dotate di un bagno che prima non c'era, un appartamento prima unico è stato diviso in due parti. Ma rientrano in questa lista anche interventi come l'installazione di condizionatori o impianti di riscaldamento.
 Sono, cioè, le unità immobiliari che sono state oggetto di interventi che ne hanno modificato il "classamento" al catasto o hanno determinato un incremento del valore catastale di almeno il 15% del valore dell'immobile stesso.

In altre parole: un esercito di proprietari di immobili dovrà - entro il 31 ottobre - mettersi in regola e, poi, l'anno prossimo, sulla base della nuova classificazione, pagare un imposta Ici più alta.
Chi non si metterà in regola sarà sottoposto ad accertamenti e stavolta non più "invitato", ma "obbligato" alla presentazione della variazione catastale che attesta l'aumento di valore dell'immobile. E nei confronti di questi cittadini arriverà anche, l'anno successivo, una cartella Ici più alta con interessi per mancato pagamento ed eventuali penali.
 Ma quali sono i casi specifici interessati dall'obbligo di auto denunciare l'intervento nella propria unità immobiliare?
In generale - spiega il Comune - quando l'intervento ha determinato un incremento del valore e, quindi, della redditività dell'immobile. Tale incremento può essere stabilito in modo piuttosto agevole da un professionista esperto del settore, ma per un comune cittadino può essere un compito impossibile. Per questo è consigliabile che si rivolga a un tecnico di fiducia.
l Comune, poi ha diffuso una nota in cui elenca gli interventi edilizi per cui occorre sicuramente presentare la pratica di aggiornamento catastale (che si chiama Docfa). Eccolo:

Cosa si deve denunciare: Le nuove costruzioni; anche se interrate; gli ampliamenti come sopraelevazione con realizzazione di nuovi vani, costruzione di vani in adiacenza; chiusura e trasformazione di un terrazzo in un vano principale o accessorio.
Le variazioni di superficie, come il frazionamento di una unità immobiliare in due o più unità; la fusione di due o più unità immobiliari; la modifica del perimetro di due unità contigue, a seguito del trasferimento di uno o più vani da un'unità all'altra; l'ampliamento della superficie determinata dalla creazione di solai o soppalchi praticabili e abitabili all'interno della volumetria pre-esistente.
Gli interventi di riqualificazione portanti che coportano la realizzazione di ulteriori servizi igienici o l'ampliamento di quelli esistenti (es. da bagno con solo wc a servizio completo di bagno o doccia); la installazione di nuovi impianti dove non presenti (come riscaldamento o condizionamento); gli interventi di riqualificazione del fabbricato come: la installazione di uno o più ascensori dove non presenti per fabbricati con pi di due piani.
Le variazioni di destinazione d'uso (es. da ufficio a abitazione, da magazzino a negozio).

Cosa non si deve denunciare. Non sarà invece necessario presentare la pratica di aggiornamento catastale per opere conservative come: riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, tinteggiatura pareti e infissi, sostituzione pavimento);
quelle necessarie a reintegrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti o adeguarli alle norme (sostituzione caldaia o parti impianto di riscaldamento, adeguamento impianto elettrico e del gas).
Consolidamento e conservazione degli elementi edilizi strutturali (murature portanti, pilastri, fondazioni, etc).

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