Il dolore
Il Candia doc? Ottimo, ma un po' salato
Andrea Berti
Prezzi all'ingrosso più alti della media, non ci saranno però aumenti folli
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MASSA. L'allarme arriva direttamente dalla l'Associazione enologi enotecnici italiani nel tirare le prime stime di quella che saranno la vendemmia 2007 e l'imbottigliamento. Impietoso il bollettino: vendemmia tra le più scarse degli ultimi 50 anni (13% in meno rispetto al 2006) e la più anticipata degli ultimi 70 anni, e - come diretta conseguenza - aumenti dei prezzi all'ingrosso tra il 5 e il 20%. È la legge della domanda e dell'offerta: meno produzione e prezzi che prendono l'ascensore per salire. Ma, a quanto pare, nella nostra zona non sarà così.
Per il Doc nostrano, il Candia dei Colli apuani e il vicino vermentino dei Colli di Luni, non si dovrebbero registrare aumenti, almeno nell'immediato, se non alcuni “ritocchini” «dovuti ai costi del processo di lavorazione che sulle colline dell'area Doc, da Montignoso a Carrara, vengono ancora realizzati a mano», fa sapere Aurelio Cima, uno dei massimi produttori di Candia che da diversi anni ha attaccato i mercati americani ed orientali e presidente del consorzio di tutela del Candia dei Colli Apuani Doc.
Una bottiglia di bianco Doc viene venduto all'ingrosso intorno ai 5 euro, tra 1 e 2 euro in più rispetto ai competitor nazionali che oscillano tra i 3,5 euro e i 4 euro. Un suicidio quindi ritoccare al rialzo il prezzo? «Il mercato dei vini è molto difficile - analizza la situazione Cima - e non credo che il Candia si possa permettere, in questo momento, aumenti folli. Il Candia all'ingrosso, in questi ultimi anni, è tornato indietro pur collocandosi in una fascia medio-alta sul mercato. Il prezzo è dovuto ai processi di lavorazione a mano che fanno crescere i costi di produzione. Se ci sarà un aumento sarà nell'ottica dell'1% ma non certo causato dalla produzione di uva».
Dello stesso parere Cesare della Tommasina, l'altro produttore big del Candia: «Può essere rischioso fare aumenti ora. Dobbiamo tenere i nostri prezzi invariati per tenere quella fetta di mercato che abbiamo conquistato con fatica e al contempo, preservare la manualità del processo». Sulle colline del Candia, intanto, non sembra esserci il problema della vendemmia anticipata. I produttori del Colli Apuani Doc (42 quelli complessivi iscritti all'albo dei vigneti in area Doc presso la Camera di Commercio di Massa Carrara) che stanno ancora aspettando di dare il via alla raccolta dei grappoli.
Secondo Coldiretti, si metteranno nelle gerbe oltre 4 mila quintali di uva a denominazione di origine controllata per una produzione stimata intorno ai 3000 ettolitri. Complessivamente si imbottiglieranno circa 400 mila bottiglie di Candia dei Colli Apuani.
Se da Nord a Sud si parla di una di vendemmia anticipata con operazioni di raccolta iniziate già, in alcune zone, nella prima decade di agosto e con un anticipo che va dai 10 ai 20 giorni rispetto alla media pluriennale (fonte Assoenologi), tra i produttori apuani regna la tranquillità. Lo scorso anno le colline del Candia cominciarono a popolarsi di “vendemmiatori” intorno al 18-20 settembre. Al massimo - dicono - si comincerà la fase della vendemmia tra sette-dieci giorni. «Siamo nei limiti della normalità. Inutile fare allarmismi. Il vino sarà ottimo»: questa resta la voce unanime. Di certo è che “avremo una qualità migliore rispetto alla passata annata favorita dalle ultime piogge, salutari e tempestive, e dalle temperature generose che non hanno “bruciato”, come è accaduto nel Sud i chicchi, ma hanno contribuito a mantenere la giusta gradazione favorendo una maturazione doc - spiega Roberto Verzanini, direttore del Consorzio di Tutela del Candia, che raduna 25 aziende (nel 2006 erano 17) iscritte all'albo dei vigneti Doc.
Lo scorso anno erano stati circa 2000 i quintali di uva raccolti per 1400 ettolitri. Circa 180 mila le bottiglie prodotte dalle aziende consorziate destinate nei mercati di casa nostra come enoteche e wine-bar della costa, ristoranti, ed in alcune eccezioni, all'estero. Di contro, se si vuole trovare un punto debole in questa annata, ed in questo caso il clima ha le sue colpe, si registra un leggero calo di produzione stimato “occhio e croce” tra i produttori tra il 5% ed il 10%. Come dire: tutto non si può avere.
Per il Doc nostrano, il Candia dei Colli apuani e il vicino vermentino dei Colli di Luni, non si dovrebbero registrare aumenti, almeno nell'immediato, se non alcuni “ritocchini” «dovuti ai costi del processo di lavorazione che sulle colline dell'area Doc, da Montignoso a Carrara, vengono ancora realizzati a mano», fa sapere Aurelio Cima, uno dei massimi produttori di Candia che da diversi anni ha attaccato i mercati americani ed orientali e presidente del consorzio di tutela del Candia dei Colli Apuani Doc.
Una bottiglia di bianco Doc viene venduto all'ingrosso intorno ai 5 euro, tra 1 e 2 euro in più rispetto ai competitor nazionali che oscillano tra i 3,5 euro e i 4 euro. Un suicidio quindi ritoccare al rialzo il prezzo? «Il mercato dei vini è molto difficile - analizza la situazione Cima - e non credo che il Candia si possa permettere, in questo momento, aumenti folli. Il Candia all'ingrosso, in questi ultimi anni, è tornato indietro pur collocandosi in una fascia medio-alta sul mercato. Il prezzo è dovuto ai processi di lavorazione a mano che fanno crescere i costi di produzione. Se ci sarà un aumento sarà nell'ottica dell'1% ma non certo causato dalla produzione di uva».
Dello stesso parere Cesare della Tommasina, l'altro produttore big del Candia: «Può essere rischioso fare aumenti ora. Dobbiamo tenere i nostri prezzi invariati per tenere quella fetta di mercato che abbiamo conquistato con fatica e al contempo, preservare la manualità del processo». Sulle colline del Candia, intanto, non sembra esserci il problema della vendemmia anticipata. I produttori del Colli Apuani Doc (42 quelli complessivi iscritti all'albo dei vigneti in area Doc presso la Camera di Commercio di Massa Carrara) che stanno ancora aspettando di dare il via alla raccolta dei grappoli.
Secondo Coldiretti, si metteranno nelle gerbe oltre 4 mila quintali di uva a denominazione di origine controllata per una produzione stimata intorno ai 3000 ettolitri. Complessivamente si imbottiglieranno circa 400 mila bottiglie di Candia dei Colli Apuani.
Se da Nord a Sud si parla di una di vendemmia anticipata con operazioni di raccolta iniziate già, in alcune zone, nella prima decade di agosto e con un anticipo che va dai 10 ai 20 giorni rispetto alla media pluriennale (fonte Assoenologi), tra i produttori apuani regna la tranquillità. Lo scorso anno le colline del Candia cominciarono a popolarsi di “vendemmiatori” intorno al 18-20 settembre. Al massimo - dicono - si comincerà la fase della vendemmia tra sette-dieci giorni. «Siamo nei limiti della normalità. Inutile fare allarmismi. Il vino sarà ottimo»: questa resta la voce unanime. Di certo è che “avremo una qualità migliore rispetto alla passata annata favorita dalle ultime piogge, salutari e tempestive, e dalle temperature generose che non hanno “bruciato”, come è accaduto nel Sud i chicchi, ma hanno contribuito a mantenere la giusta gradazione favorendo una maturazione doc - spiega Roberto Verzanini, direttore del Consorzio di Tutela del Candia, che raduna 25 aziende (nel 2006 erano 17) iscritte all'albo dei vigneti Doc.
Lo scorso anno erano stati circa 2000 i quintali di uva raccolti per 1400 ettolitri. Circa 180 mila le bottiglie prodotte dalle aziende consorziate destinate nei mercati di casa nostra come enoteche e wine-bar della costa, ristoranti, ed in alcune eccezioni, all'estero. Di contro, se si vuole trovare un punto debole in questa annata, ed in questo caso il clima ha le sue colpe, si registra un leggero calo di produzione stimato “occhio e croce” tra i produttori tra il 5% ed il 10%. Come dire: tutto non si può avere.
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