Il Tirreno

Salgono i prezzi, piange il portafoglio

Eleonora Giovinazzo

Più cari i generi alimentari e i prodotti per la pulizia della casa

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MASSA. La spesa al supermercato alleggerisce sempre di più i portafogli dei massesi. Gli aumenti dei prezzi per i generi alimentari e per i prodotti per la pulizia della casa (che di solito partono in autunno) hanno già fatto capolino nelle tasche dei cittadini, che spendono sempre più soldi - comprando però lo stesso numero di prodotti - e che iniziano a notare i rincari sin da adesso.
Anche se non tutti notano la differenza di prezzo, probabilmente per la fretta o per la distrazione, o perché, come ci dice un po' scocciato Roberto Villani - un signore che incontriamo all'uscita dell'Esselunga - «Realizzare o meno che ci sia un aumento dei prezzi non cambia nulla, io ho comunque bisogno di fare la spesa, soprattutto nel caso in cui si tratta di beni di prima necessità. Dunque è chiaro che, anche se il prezzo aumenta, io sono costretto a comprare i prodotti di cui necessito. Aumentassero nello stesso modo gli stipendi degli operai o le pensioni degli anziani: come mai lo Stato lascia stazionarie o addirittura abbassa queste risorse e aumenta i prezzi dei beni di consumo?».

Ma più che indifferenza alle variazioni dei prezzi, la maggior parte delle persone che esce con i carrelli pieni di buste della spesa dal Carrefur o dall'Esselunga ci spiega che non fa caso a queste cose, che spesso sceglie di comprare i prodotti in offerta, «i quali a volte ingannano con la targhetta su cui c'è scritto sconto ma che poi davvero sconto non è. Ad esempio sulla carne macinata che ho appena acquistato c'è scritto che il prezzo, scontato, è di sei euro, ma non vedo uno sconto sostanzioso, anzi», ci dice mentre sistema le buste nel portabagagli la signora Lilia Alberti.
E come lei ci risponde la maggior parte delle donne che escono dai due supermercati. Quasi tutti gli uomini che erano a fare la spesa ci hanno confessato di non “frequentare” spesso i reparti deisupermercati, e per questo spiegano di non rendersi conto degli aumenti di prezzo effettivi, come ci ha detto il signor Domenico fuori dall'Esselunga: «Io mi limito ad aprire il portafoglio, mia moglie mi dice cosa comprare, personalmente non controllo i prezzi».

Ma c'è anche chi si rende perfettamente conto degli aumenti di prezzo e, con delusione e amarezza, ci spiega - come ha fatto la signora Rossella Mannella all'uscita dal Carrefur - che «Con l'euro non si riesce più a tirare avanti, non si vive più bene nel nostro Paese. In casa mia lavoriamo tutti, eppure i soldi sembrano non bastare mai». E la signora Giovanna Quadrelli, nel caricare la buste della spesa sull'automobile accanto a quella della signora Mannella, si introduce nel discorso, «Mi dica cosa non sta aumentando, se esiste questo qualcosa», e vuole partecipare ai commenti, o forse sarebbe meglio dire che vuole aggiungere la sua protesta a quella delle altre due donne, anche la signora Stefania Angelotti: «Dove io prima spendevo 50.000 lire di spesa ora spendo 50 euro, esattamente il doppio per lo stesso tipo di acquisti».

C'è poi chi si accorge delle variazioni sul singolo prodotto più che sul totale della spesa, come la signora Francesca Pratesi: «Sì, sì, gli aumenti si notano già. Ad esempio sui cereali che compro sempre per i bambini ci sono circa 20 centesimi in più, un rincaro del 10-15%, e un'altra nota dolente è rappresentata dai detersivi, di cui però non so quantificare l'aumento». Ogni persona che incontriamo fuori dal supermercato dice la sua: «Secondo me si sta alzando il prezzo di frutta e verdura», ci dice la signora Tiziana Luisi, «I rincari sono sui beni di prima necessità come pasta, olio, farina, latticini, sui prodotti di largo consumo», dice Giancarlo Deidda, «La mia sensazione è che i prezzi si alzino in continuazione. Io non so a quanto ammonta il rincaro prodotto per prodotto, però dallo scontrino si capisce bene che la spesa totale è sempre più alta. E inoltre, un altro indizio che fa pensare che i prezzi si stiano alzando sempre di più è che una famiglia va più volte a fare spesa nell'arco di una settimana, e ogni volta volano via troppi soldi», commenta con un velo di rassegnazione la signora Lucia uscendo dall'Esselunga.

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