Il Tirreno

Con la terza corsia Ikea è più vicina

Alessandra Vivoli

Cambierà tutta la viabilità, sarà potenziato il casello autostradale

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CARRARA. Una rivoluzione non solo per il traffico ma per il futuro della città. La terza corsia della A 12 potrebbe essere la chiave di volta per il rilancio del territorio. Come? Con una serie di opere compensative che l'amministrazione Zubbani ha chiesto per Carrara e che comprendono la ridisegnazione delle più importanti intersezioni stradali della città ma anche una compartecipazione della Salt alla strada dei marmi. Un collegamento diretto dal casello autostradale con la struttura di Carrara Fiere e, sullo sfondo la possibilità, grazie a una viabilità nuova e potenziata al massimo, di reggere anche l'impatto di un maxi progetto.
Come quello di Ikea, il colosso del mobile low cost, sull'area dell'Aurelia.

Cosa cambia in città. I lavori della terza corsia dovrebbero essere terminati nel giro di due o tre anni. E così, nel 2010 potrebbe essere ridisegnato anche il nuovo volto di Carrara.
La realizzazione dell'ampliamento della carreggiata sulla A 12 in sé e per sé non è una maxi opera e - dicono alla Salt - non richiederà più di un anno. Ma bisogna calcolare i tempi degli espropri (non molti per Carrara. Assicura la società delle autostrade) e degli adeguamenti che andranno di pari passo con i lavori.
Carrara è uno dei pochi comuni ad avere già messo nero su bianco le opere compensative richieste alla Salt.
Ossia quell'elenco di interventi che andranno a compensare il massiccio intervento sull'asse autostradale.

Rotatorie e sovrappasso. Il sindaco Angelo Zubbani non ha bisogno di sfogliare fascicoli o riguardare le carte. Ha bene in mente il corollario che accompagnerà l'ampliamento della carreggiata autostradale.
«L'elenco delle opere già concordate con la Regione - spiega il sindaco - riguardano in sostanza la sistemazione dei nodi viari più importanti del nostro territorio, in particolare le intersezioni di viale Galilei, viale Colombo e viale XX Settembre. Qui è previsto tutto un sistema di rotatorie per risolvere, e in modo definitivo, il problema della mobilità.
E in questo senso andrà anche il sovrappasso ferroviario a Nazzano: anche questo un lavoro che abbiamo inserito nell'elenco delle opere compensative». Insomma l'autostrada sarà potenziata ma anche la viabilità carrarese.

La compartecipazione alla via dei marmi. Sempre di strada si tratta. E per la città è quella più importante, destinata a risolvere una volta per tutte i disagi legati al traffico pesante che ogni giorno le bypassa il cuore. Il sindaco Zubbani ha messo fra le richieste avanzate alla Salt anche una compartecipazione al maxi progetto. «Per la città è il progetto più importante - spiega Zubbani - E lo abbiamo inserito nelle opere compensative: sperando che vi possano confluire una parte dei finanziamenti, circa 40 milioni, destinati dalla Salt al territorio».

Il progetto Ikea diventa più sostenibile. «La città rischia di non poter reggere l'urto, in termini di traffico e viabilità legato al colosso del mobile a prezzi bassi svedese». E' stato questo, nei mesi scorsi il tormentone che ha accompagnato il grande sogno, e forse qualcosa di più visto che un interessamento del gruppo c'era stato viste le difficoltà riscontrare su Pisa. Ma proprio la viabilità di Carrara sembrava, e lo aveva messo in evidenza anche il sindaco, un ostacolo insormontabile.
Adesso, con la rivoluzione legata alla terza corsia della A12, le cose potrebbero decisamente cambiare rotta. Il sindaco non si sbottona più di tanto ma qualcosa si lascia scappare: e il progetto Ikea, con relative centinaia di posti di lavoro potrebbe non essere più una chimera.

I nuovi collegamenti. «Nelle opere compensative richieste alla Salt - spiega Zubbani - sul territorio c'è anche un collegamento diretto dal casello di Carrara alla struttura fieristica e si potrebbe pensare anche a progettarne un altro con il fronte dell'Aurelia dove allora sì che si potrebbero ospitare grandi insediamenti».
Interpellato direttamente sul progetto Ikea Zubbani frena. Ma non troppo. «E' vero i problemi più grossi per un eventuale insediamento di questo genere erano legati alla viabilità - spiega - con le nuove opere le cose potrebbero cambiare». In meglio per la città.

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