Proteste
Aumentano anche espresso e brioche
Eleonora Giovinazzo
Bar e pasticcerie non stanno dietro ai rincari della materia prima
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MASSA. In autunno aumenteranno - con molta probabilità - i prezzi di caffé, cornetti, paste e cappuccino. Perché?
Perché per i gestori di bar e pasticcerie aumenteranno i prezzi delle materie prime, come caffé, uova e farina e questo provocherà una reazione a catena che colpirà direttamente anche il consumatore che la mattina sceglie di fare colazione al bar. Ma il problema non è solo questo: a incidere sono soprattutto i costi del lavoro, le tasse e gli aumenti di energia elettrica, luce e gas.
«Può darsi che ci sarà un aumento dei prezzi di caffé e cornetto tra settembre, ottobre e novembre, ma non dipenderà solo dal fatto che quasi sicuramente salirà per noi il costo della farina - ci spiega il presidente di Confesercenti e responsabile FiaPet, Paolo Arpagaus, che gestisce una pasticceria a Massa - È fuorviante, strumentale e riduttivo per il consumatore affermare che l'aumento dipende solo dalla farina, le cose non funzionano così.
Per formulare i prezzi ci sono altri fattori che incidono, a partire dalle tasse. Ad esempio la tassa sull'immondizia è aumentata del 15%, in più c'è il costo della corrente, della luce, del gas, dell'affitto. Nel prezzo di un prodotto è incluso tutto questo: per fare un cornetto non è necessaria esclusivamente la farina, magari fosse così.
In realtà bisogna considerare il prezzo del macchinario per produrlo, il costo del dipendente, etc.
Ad esempio, nel caso di una tazzina di caffè è chiaro che nel prezzo è compreso l'uso dello strumento, la corrente per farlo funzionare, il barista che lo serve. Negli anni'50 la materia prima incideva sul costo del prodotto finale per il 50%, adesso non è più così: forse la materia prima inciderà per il 10% sul totale - prosegue Arpagaus - I prezzi di caffé e cornetto inoltre sono bloccati da tre anni, un ritocco è probabile: la previsione per il mio locale è di un aumento sul prezzo di caffé e cornetto di 5 centesimi, dunque da 90 a 95 centesimi per una pasta e da 80 a 85 centesimi per un caffé. Ma questa è la legge del mercato, noi siamo l'ultima ruota del carro. Tutte le tasse e le problematiche di cui risente una famiglia toccano da vicino anche noi. Quindi il gestore di un locale è costretto a fare delle scelte per sopravvivere: o aumenta i prezzi, o licenzia i dipendenti o entra in crisi».
E il proprietario della pasticceria San Marco a Carrara, Gianni Cucurnia, non la pensa diversamente: «Non si conosce di preciso l'entità del danno, non so ancora dire di quanto aumenteranno i prezzi per i clienti. La farina per noi è aumentata già due volte, un buon 20%. Ma non è il solo genere alimentare che è aumentato.
Ad esempio prima pagavo un cartone di uova 15 euro, ora lo pago 18,50: le uova però sono sempre 180. Aumenterà il prezzo del latte, del burro, del lievito. L'unica cosa che non dovrebbe aumentare è lo zucchero».
E dalla Torrefazione San Salvador le note dolenti sono le stesse: «Secondo me gli aumenti ai clienti ci saranno da novembre.
È aumentato il costo di latte, caffè, farina. È aumentato il prezzo di un po' tutti i prodotti alimentari. Ma a incidere fortemente sull'aumento dei prezzi sarà anche il prezzo della bolletta della corrente per noi gestori. Nel mese di giugno ho pagato 560 euro, a luglio 640, 764 per agosto. A settembre saranno 800? Quando aumenta il prezzo di un prodotto, piano piano, aumentano anche tutti gli altri. Luce, acqua e gas sono beni primari, senza quelli un'attività chiude. La mia previsione è che in autunno cambieranno i listini di quasi tutti i bar».
Gli altri bar della zona dicono che quella dell'aumento, finora, è solo una voce. Dalle torrefazioni e dai fornitori di generi alimentari ancora non gli hanno comunicato notizie di rincari. Ma, se i rincari ci saranno, la reazione comune, quasi sicuramente, sarà l'aumento dei prezzi al cliente.
Perché per i gestori di bar e pasticcerie aumenteranno i prezzi delle materie prime, come caffé, uova e farina e questo provocherà una reazione a catena che colpirà direttamente anche il consumatore che la mattina sceglie di fare colazione al bar. Ma il problema non è solo questo: a incidere sono soprattutto i costi del lavoro, le tasse e gli aumenti di energia elettrica, luce e gas.
«Può darsi che ci sarà un aumento dei prezzi di caffé e cornetto tra settembre, ottobre e novembre, ma non dipenderà solo dal fatto che quasi sicuramente salirà per noi il costo della farina - ci spiega il presidente di Confesercenti e responsabile FiaPet, Paolo Arpagaus, che gestisce una pasticceria a Massa - È fuorviante, strumentale e riduttivo per il consumatore affermare che l'aumento dipende solo dalla farina, le cose non funzionano così.
Per formulare i prezzi ci sono altri fattori che incidono, a partire dalle tasse. Ad esempio la tassa sull'immondizia è aumentata del 15%, in più c'è il costo della corrente, della luce, del gas, dell'affitto. Nel prezzo di un prodotto è incluso tutto questo: per fare un cornetto non è necessaria esclusivamente la farina, magari fosse così.
In realtà bisogna considerare il prezzo del macchinario per produrlo, il costo del dipendente, etc.
Ad esempio, nel caso di una tazzina di caffè è chiaro che nel prezzo è compreso l'uso dello strumento, la corrente per farlo funzionare, il barista che lo serve. Negli anni'50 la materia prima incideva sul costo del prodotto finale per il 50%, adesso non è più così: forse la materia prima inciderà per il 10% sul totale - prosegue Arpagaus - I prezzi di caffé e cornetto inoltre sono bloccati da tre anni, un ritocco è probabile: la previsione per il mio locale è di un aumento sul prezzo di caffé e cornetto di 5 centesimi, dunque da 90 a 95 centesimi per una pasta e da 80 a 85 centesimi per un caffé. Ma questa è la legge del mercato, noi siamo l'ultima ruota del carro. Tutte le tasse e le problematiche di cui risente una famiglia toccano da vicino anche noi. Quindi il gestore di un locale è costretto a fare delle scelte per sopravvivere: o aumenta i prezzi, o licenzia i dipendenti o entra in crisi».
E il proprietario della pasticceria San Marco a Carrara, Gianni Cucurnia, non la pensa diversamente: «Non si conosce di preciso l'entità del danno, non so ancora dire di quanto aumenteranno i prezzi per i clienti. La farina per noi è aumentata già due volte, un buon 20%. Ma non è il solo genere alimentare che è aumentato.
Ad esempio prima pagavo un cartone di uova 15 euro, ora lo pago 18,50: le uova però sono sempre 180. Aumenterà il prezzo del latte, del burro, del lievito. L'unica cosa che non dovrebbe aumentare è lo zucchero».
E dalla Torrefazione San Salvador le note dolenti sono le stesse: «Secondo me gli aumenti ai clienti ci saranno da novembre.
È aumentato il costo di latte, caffè, farina. È aumentato il prezzo di un po' tutti i prodotti alimentari. Ma a incidere fortemente sull'aumento dei prezzi sarà anche il prezzo della bolletta della corrente per noi gestori. Nel mese di giugno ho pagato 560 euro, a luglio 640, 764 per agosto. A settembre saranno 800? Quando aumenta il prezzo di un prodotto, piano piano, aumentano anche tutti gli altri. Luce, acqua e gas sono beni primari, senza quelli un'attività chiude. La mia previsione è che in autunno cambieranno i listini di quasi tutti i bar».
Gli altri bar della zona dicono che quella dell'aumento, finora, è solo una voce. Dalle torrefazioni e dai fornitori di generi alimentari ancora non gli hanno comunicato notizie di rincari. Ma, se i rincari ci saranno, la reazione comune, quasi sicuramente, sarà l'aumento dei prezzi al cliente.
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