Il Tirreno

Giovane imprenditore muore nella sua cava

La zona in cui è stato ritrovato<br>il corpo senza vita di Gian Paolo
◗
La zona in cui è stato ritrovato
il corpo senza vita di Gian Paolo

La vittima di 35 anni lascia una moglie e due figli. E' caduto in un dirupo mentre andava a controllare un filo

3 MINUTI DI LETTURA





Incidente mortale in una cava di marmo sopra Forno, un paesino sulle Apuane in provincia di Massa-Carrara. A perdere la vita un giovane imprenditore che si era messo in proprio da quattro mesi: Gian Paolo Salini, 35 anni, stava controllando un cavo (non si sa se dell’acqua o della corrente elettrica) lungo una strada di arroccamento nei pressi dell’area Le Borre ed è caduto in un precipizio. L’uomo ha fatto un volo di una decina di metri e ha picchiato la testa contro un masso. È morto sul colpo. Era sposato con Michela, 32 anni, e aveva due figli di 12, Nicolò, e 6 anni, Beatrice. L’incidente è avvenuto lunedì sera alle 19.

Salini aveva notato il cattivo funzionamento di un macchinario e aveva deciso di dare un’occhiata ai cavi che lo alimentavano. Si era allontanato dai suoi dipendenti con la promessa che appena tornato la giornata di lavoro sarebbe finita. Gli altri operai hanno atteso quasi un’ora (credevano che si fosse attardato più del dovuto per sbrigare altre faccende) e sono andati a cercarlo. Lo hanno chiamato a lungo senza ricevere risposta, così hanno cominciato a guardare in fondo alla valle. E lì hanno visto Salini sulle rocce. Uno di loro è sceso per vedere se era ancora vivo, ma ha dovuto fare un cenno con la testa ai suoi colleghi che non c’era più niente da fare. Bisognava dare l’allarme, ma i telefonini in quel punto delle Apuane non prendono: gli operai sono scesi a valle riuscendo ad avvisare carabinieri e 118 soltanto intorno alle 21.

In quel momento sono iniziate le operazioni di recupero. Lente e difficili perché il corpo dell’imprenditore era in una zona impervia. Soltanto verso le due del mattino la salma è stata portata nell’obitorio dell’ospedale di Massa. Ieri mattina i tecnici del Dipartimento di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro dell’Asl1 di Massa-Carrara hanno fatto i rilievi dopo che la procura - del caso si occupa il pm Leonardo Tamborini - ha chiesto il sequestro dell’area, mentre ha concesso il nulla osta per la sepoltura (oggi i funerali). Devono capire perché Salini è finito nel burrone: la strada che dalla cava porta alle condotte di acqua e corrente elettrica non è sconnessa e l’ora dell’incidente permetteva una visibilità ancora buona. Forse l’imprenditore si è distratto e ha messo un piede dove non doveva. Probabilmente, invece di guardare dove camminava, scrutava i cavi per trovare il guasto.

Non era la prima volta che la Escavazioni Bianco mix srl, la società che aveva fondato con alcuni soci, subiva dei danni. Nei mesi scorsi il giovane imprenditore aveva dovuto far riparare un cavo elettrico tranciato, forse da qualcuno. Gian Paolo Salini da ragazzo aveva frequentato l’istituto alberghiero e sognava di fare lo chef, poi il padre Andrea - cavatore in pensione - gli aveva trasmesso la passione per il marmo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web