Il Tirreno

Red graniti: da sola batte tutte le cave

A. V.

Fatturati e utili da record, i numeri du un grande successo

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CARRARA. Non sono solo i granulati, croce e delizia di molti carraresi (soprattutto quelli che si vedono sfrecciare davanti a casa i camion dei detriti) a fatturare più di tutte le cave del comprensorio apuano. Un'altra sorpresa arriva dal colosso Red graniti degli eredi della famiglia Giorgio Conti. Da sola doppia la produzione (a suon di euro) dell'intero bacino marmifero di Carrara. I dati parlano chiaro: nel bilancio del 2006 la Red dichiara un fatturato di 126milioni 9994mila euro. Le cave, nel 2005 si sono fermate a 57 milioni di euro. Alla faccia del rilancio del bianco.

Quei Conti lontano dai clamori. Non vogliono rilasciare dichiarazioni. Non amano apparire sui giornali. Ma di fronte a così grandi numeri e a un successo mondiale un commento sarebbe quanto mai opportuno. Perché forse in molti sarebbero curiosi di carpire la ricetta del successo, ininterrotto della Red graniti. Un'azienda nata dall'intuizione (importare graniti da tutto il mondo e comprare anche le cave in loco) del grande patron Giorgio Conti, un uomo che ha scritto pagine importanti della storia del lapideo carrarese.
Alla sua scomparsa (nel gennaio del 2002) le redini della ditta sono state prese dalle figlie, Daniele, Franca e dal marito di quest'ultima Fabrizio Ponzanelli. E la macchina Red ha continuano a macinare successi, ha trovato nuove vie di espansioni, nuove forme di investimenti. E un ruolo sempre più di prestigio nel panorama delle pietre internazionale.

I grandi numeri di un colosso. Dodici milioni di euro in più di fatturato rispetto all'anno precedente nel 2006. E quasi il doppio - sempre in soldoni - per quel che riguarda l'utile netto: la Red graniti è passata dagli oltre 10milioni e 729mila del 2005 ai 17.358.322 dell'anno passato.
Questi i numeri di un successo che, a dispetto dei nostri «bianchi» sembra non conoscere crisi. Eh sì perché se l'escavazione arranca e solo un anno fa (i dati sono stati pubblicati nell'Ossevratorio sui bilanci delle società di capitale dell'Isr della Camera di commercio, con la consulenza del commercialista Giulio Andreani) la cooperativa Gioia e la Marmi Carrara hanno chiuso con un bilancio in rosso, la Red graniti continua a macinare successi.

Materiali pregiati e tante esclusive. Se le sorelle Conti e Fabrizio Ponzanelli non vogliono rilasciare dichiarazioni su un bilancio tutto sotto il segno «più» le ragioni del grande spolvero della Red le dicono, senza mezze parole gli addetti ai lavori. Quelli che il mondo del marmo lo conoscono a fondo e che, senza nomi e cognomi, accettano di commentare il segreto di tanto successo. La parola chiave è: «qualità».
Materiali pregiati, di cui quasi sempre il colosso dei graniti ha l'esclusiva. Grandi investimenti all'estero con l'acquisizione di cave in ogni parte del mondo che si rivelano poi un potenziale enorme per il commercio nazionale e internazionale della ditta.

La sfida al Sudafrica. La Red Graniti ha confini mondiali. Con la Finstone di Mario Marcenaro e Piero Antonio Foresti, controlla l'80% delle cave. Ed è protagonista di uno dei più clamorosi arbitrati internazionali: da una parte i due industriali apuani, dall'altra il governo sudafricano. Motivo del contendere la nuova legge mineraria che, come in un caso di apartheid alla rovescia chiede una royalty sulle produzioni (pari al 26%) e impone un socio sudafricano. L'indennizzo richiesto al governo dello stato di Mandela è stratosferico: 226milioni di euro.
Una battaglia che vede la Red graniti in prima linea e come sempre lontano dai clamori dei media. Un arbitrato internazionale pilota che potrebbe scrivere una nuova e importante pagina della storia degli industriali apuani nel mondo.

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