Il Tirreno

Un albanese passa la notte nell’asilo nido

Alessandra Vivoli
Un albanese passa la notte nell’asilo nido

Due inservienti lo hanno sorpreso a dormire su un divano. Scatta l’allarme per la situazione igienica. E’ stato arrestato

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AVENZA. Un giovane albanese si è introdotto nell’asilo «Le Mimose» di Avenza, si è chiuso a chiave nello spogliatoio del personale e vi ha passato la notte. Ieri mattina prima delle otto lo hanno scoperto due inservienti che hanno dato l’allarme. Ne è nato un rocambolesco inseguimento visto che il giovane ha cercato di darsi alla fuga scavalcando il muro del recinto. Ma gli agenti della polizia lo hanno bloccato. E ammanettato, in attesa che arrivasse una volante visto che erano intervenuti due motociclisti, proprio a una delle cancellate interne dell’asilo. L’episodio ha scosso la tranquilla mattinata del centro storico di Avenza. Ha subito cominciato a serpeggiare la paura di eventuali malattie (ultimamente per un marocchino arrestato dopo un tentato furto c’era stato l’allarme Tbc) che avrebbero potuto contaminare l’asilo nido. Quello che per Avenza è un fiore all’occhiello: uno spazio incontaminato dove, ieri mattina, perfino i giocattoli erano stati lavati, asciugati e sistemati in sacchi sigillati in attesa della ripresa dell’attività didattica.

Ma più che la rabbia negli abitanti del centro storico a prevalere è una profonda amarezza: «Siamo stufi di protestare - dicono i residenti della zona - orami il nostro paese è abbandonato a sé stesso. Qualche mese fa c’erano i punkabbestia nell’ex assistenza: li hanno fatti sgomberare ma l’edificio è ancora lì che sta marcendo. Ora ci stanno occupando anche l’asilo, uno dei più belli del territorio». La gente è davvero esasperata qui ai piedi della torre di Castruccio. Anche di fare le segnalazioni per le - tante - cose che non vanno. «Ogni notte è la stessa storia - ripete una signora con il bambino a seguito - vandali che scorazzano nella piazza, spaccando bottiglie e lasciando rifiuti di ogni genere. Corse in motorino e schiamazzi fino alle ore piccole. Siamo stufi». E a far crescere la rabbia, ma anche la paura, è l’episodio di ieri mattina. Sono in tanti fuori dall’ingresso dell’asilo. Sanno già tutto quello che è successo: alcuni di loro, infatti, hanno chiamato la polizia: «Perché - dicono - alle due ausiliarie tremavano talmente le mani che non riuscivano neppure a comporre il numero col telefonino». Le due donne raccontano ancora scosse quello accaduto solo pochi minuti prima.

Lo hanno trovato sdraiato sul divano, nella stanza del personale. Dove vengono custoditi gli effetti personali dei dipendenti. Il giovane albanese si era introdotto nell’asilo «Le Mimose» di Avenza da una finestra rimasta aperta: aveva trovato le chiavi della stanza spogliatoio e si era rinchiuso dentro. La prima inserviente ad arrivare è stata Maria Raffi: toccava a lei questa settimana svolgere il servizio di lavanderia anche per gli altri asili. E aspettava che la collega le spiegasse il funzionamento delle stiratrici. E’ entrata alle Mimose alle 7 e 30. E subito si è diretta allo spogliatoio: ma lo ha trovato chiuso. «All’inizio me la sono presa con la mia collega - racconta - e quando è arrivata le ho detto che non doveva portarsi via le chiavi. Abbiamo quasi litigato». Alla fine l’altra ausiliaria, Ignazia Burol ha aperto con la chiave di riserva si sono spaventate. Le due donne hanno visto un’ombra scura distesa sul divano.

«Pensavo fossero un paio di pantaloni dimenticati - spiega la signora Raffi - Ma poi mi sono messa gli occhiali e ho visto che era un uomo». Le due sono uscite gridando dall’asilo e, grazie all’aiuto di alcuni residenti della zona, hanno immediatamente chiamato i vigili urbani e la polizia. Nel frattempo il giovane albanese ha continuato a dormire: si è svegliato soltanto per scappare quando sono arrivate le forze dell’ordine.

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