Il Tirreno

Scoppia la guerra alle sagre, in prima linea ristoratori e residenti

Eleonora Giovinazzo
Scoppia la guerra alle sagre, in prima linea ristoratori e residenti

Le feste paesane all’insegna di tordelli e panzanella nel mirino di chi lamenta concorrenza sleale e confusione

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MASSA. Stesse sagre, nuovi problemi. Dopo i ristoratori, anche residenti delle frazioni si accaniscono contro le feste organizzate dai parroci. A lamentarsi sono abitanti di Forno e Altagnana, due paesi dove ogni estate si svolgono la Sagra di Sant’Anna e la Sagra della panzanella. In occasione delle feste i cittadini lamentano disagi negli spostamenti e non trovano parcheggio perché vengono chiuse al traffico le piazze principali. Si tratta di sagre che non hanno una durata eccessiva, la sagra di Sant’Anna è durata 10 giorni, quella della Panzanella è iniziata il 24 luglio e finirà il 29. «Noi abbiamo fatto tutto in accordo con tutti - ci dice don Ernesto Zucchini, organizzatore della festa di Sant’Anna - è chiaro che una manifestazione può arrecare qualche piccolo disagio ai cittadini, ma è l’unica opportunità che c’è in questo paese di condividere qualcosa mangiando e bevendo insieme. Passata questa festa, il paese è “morto”, vuoto. E io vorrei che Forno non fosse una cosa morta, un ricovero per anziani e un luogo solo in cui tornare a dormire la notte dopo il lavoro. Organizzare questa sagra ogni estate vuol dire dimostrare che questo paese è vivo.

E durante l’anno non ci sono altre manifestazioni come questa - conclude il parroco - il problema del parcheggio poi non si limita ai giorni della sagra, si tratta di un problema che permane durante tutto l’anno. Spetta al comune e alla provincia risolvere il problema, ma se ne sono ormai dimenticati da anni. Per venire incontro agli abitanti, durante la sagra ogni sera era in funzione un servizio di navette che portava le persone su nel paese». Sulla lettera che è arrivata in redazione, a firma di alcuni residenti di Altagnana, si legge: «Per la preparazione della sagra e la sagra stessa il parcheggio rimarrà occupato dal 12 a fine luglio. Gli abitanti per il periodo della sagra rimangono prigionieri della manifestazione». Come nel caso di Forno, don Antonio Orlandi ci spiega che il problema del parcheggio non si limita ai giorni della sagra. «I parcheggi della piazza non sono sufficienti, al di là della sagra della Panzanella - dice il sacerdote - le persone parcheggiano lungo la strada anche durante il resto dell’anno. E poi nel giro di 360 giorni questa è l’unica festa che dà un po’ di colore al paese. E comunque è una sagra storica, c’è da 23 anni. La sagra dura solo una settimana».

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