La manifestazione
In gara per i saldi, Carrara vince su Massa
Emanuela Mei
Migliori gli sconti della città del marmo, anche le grandi marche offerte con forti riduzioni
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CARRARA. Griffe di grido, da Gucci a Prada. Prezzi tagliati dal 30 al 50%. Ampia scelta e, già in vetrina, pellicce e borse di coccodrillo della collezione invernale. Giusto per essere preparati. Ma soprattutto sconti, reali, sull’abbigliamento della stagione: quello che fino a poche settimane prima era in vetrina a prezzo intero. Tutto questo succede oltre Foce e così nella guerra dei saldi Massa batte Carrara. Non solo perché - e questo lo avevano già detto a suo tempo i commercianti carraresi - là gli sconti cominciano sempre prima «in modo mascherato con telefonate ai clienti» dicono con un po’ di risentimento all’ombra delle Apuane. Ma soprattutto perchè - dicono no i «cugini» massesi - «Da noi i saldi sono veri e si dimezzano i prezzi».
CARRARA.I negozi”gridano” ai saldi fino al 50% ma dentro sono mezzi vuoti. Il commercio a Carrara si è ingolfato. Colpa della crisi economica? Non solo. «Il vero problema - denunciano diversi negozianti del centro storico - è che Carrara si è spopolata. Si sta continuando a costruire molto a ridosso del mare e questa città sta perdendo ogni attrattiva non solo per i turisti ma anche per i nostri giovani». In tanti ormai preferiscono fare acquisti fuori dalla città, spostandosi a Massa, Viareggio, Forte dei Marmi e Sarzana dove i saldi risultano essere più alti e ad attirare sono soprattutto per le grandi firme. Questa situazione, a detta dei commercianti, non si verifica solo durante i saldi estivi: «Questa amministrazione non sta facendo nulla per portare avanti una politica di valorizzazione della città e del suo commercio - dice la titolare di Falsini, negozio di scarpe in via S.Maria - In una città abbandonata a se stessa, è normale che la gente da fuori, non venga a comprarci niente. Inoltre, la scelta di anticipare i saldi all’inizio della stagione piuttosto che alla fine come era anni fa, non fa altro che metterci in difficoltà. Non possiamo svendere merce che compriamo qualche giorno prima a prezzo pieno e proprio per questo i nostri saldi non possono andare oltre il 30%-40%».
Nei confronti delle persone che vanno ad acquistare fuori Carrara, la posizione dei commercianti è unanime: «Non possiamo vietare a nessuno di andare a comprare da un’altra parte. Al contrario, dovremmo cercare di convincere i residenti a spendere qui e attirare la gente da fuori ma il Comune non ci sta dando nessun aiuto». «E’ singolare il fatto che a Carrara, città in tutto il mondo conosciuta per il suo marmo pregiato - dice la titolare di Martinelli, negozio di abbigliamento in via S.Maria - non ci sia un negozio di souvenir in cui i turisti possano fare acquisti. La poca gente che viene da fuori, viene portata con i pullman su alle cave dove ci sono diversi chioschetti del genere, e poi riportata al mare. Qui non si fermano proprio». Molti negozianti, invece, fanno un discorso di qualità: «Chi compra scarpe e vestiti per 5 o 10 euro ai banchi dei cinesi del mercato del lunedì, risparmierà pure ma puntando sulla quantità e non sulla qualità. Noi invece abbiamo prezzi più alti ma è molto più alta anche la qualità della merce che proponiamo - spiegano in molti - La gente non può e non vuole spendere e la presenza di tanti ambulanti ed extracomunitari, nei confronti dei quali i controlli scarseggiano, non fa altro che danneggiarci».
CARRARA.I negozi”gridano” ai saldi fino al 50% ma dentro sono mezzi vuoti. Il commercio a Carrara si è ingolfato. Colpa della crisi economica? Non solo. «Il vero problema - denunciano diversi negozianti del centro storico - è che Carrara si è spopolata. Si sta continuando a costruire molto a ridosso del mare e questa città sta perdendo ogni attrattiva non solo per i turisti ma anche per i nostri giovani». In tanti ormai preferiscono fare acquisti fuori dalla città, spostandosi a Massa, Viareggio, Forte dei Marmi e Sarzana dove i saldi risultano essere più alti e ad attirare sono soprattutto per le grandi firme. Questa situazione, a detta dei commercianti, non si verifica solo durante i saldi estivi: «Questa amministrazione non sta facendo nulla per portare avanti una politica di valorizzazione della città e del suo commercio - dice la titolare di Falsini, negozio di scarpe in via S.Maria - In una città abbandonata a se stessa, è normale che la gente da fuori, non venga a comprarci niente. Inoltre, la scelta di anticipare i saldi all’inizio della stagione piuttosto che alla fine come era anni fa, non fa altro che metterci in difficoltà. Non possiamo svendere merce che compriamo qualche giorno prima a prezzo pieno e proprio per questo i nostri saldi non possono andare oltre il 30%-40%».
Nei confronti delle persone che vanno ad acquistare fuori Carrara, la posizione dei commercianti è unanime: «Non possiamo vietare a nessuno di andare a comprare da un’altra parte. Al contrario, dovremmo cercare di convincere i residenti a spendere qui e attirare la gente da fuori ma il Comune non ci sta dando nessun aiuto». «E’ singolare il fatto che a Carrara, città in tutto il mondo conosciuta per il suo marmo pregiato - dice la titolare di Martinelli, negozio di abbigliamento in via S.Maria - non ci sia un negozio di souvenir in cui i turisti possano fare acquisti. La poca gente che viene da fuori, viene portata con i pullman su alle cave dove ci sono diversi chioschetti del genere, e poi riportata al mare. Qui non si fermano proprio». Molti negozianti, invece, fanno un discorso di qualità: «Chi compra scarpe e vestiti per 5 o 10 euro ai banchi dei cinesi del mercato del lunedì, risparmierà pure ma puntando sulla quantità e non sulla qualità. Noi invece abbiamo prezzi più alti ma è molto più alta anche la qualità della merce che proponiamo - spiegano in molti - La gente non può e non vuole spendere e la presenza di tanti ambulanti ed extracomunitari, nei confronti dei quali i controlli scarseggiano, non fa altro che danneggiarci».
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