Sicurezza
Il sindaco manda a casa tutti gli assessori
Claudio Figaia
Azzerata la giunta, Fabrizio Neri punta a realizzare un allargamento con la sinistra radicale
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MASSA. Ritirate tutte le deleghe agli assessori, revocate anche le loro nomine: il sindaco Fabrizio Neri va alla sfida finale e azzera la sua giunta. Una sfida mirata a creare anche in città l’Unione (ossia il centrosinistra allargato che va dalla Margherita a Rifondazione passando per Verdi e Pdci), a metter su i primi mattoni per una un suo mandato bis, a dare slancio al suo finale di legislatura. Una mossa politica radicale e a suo modo coraggiosa. La decisione di Neri è maturata la sera di lunedì: si è consultato con i segretari della maggioranza attuale (Ds, Margherita, Democrazia repubblicana), ha avuto un sostanziale via libera e, ieri mattina, è passato all’azione. Ha convocato la giunta e alla sua squadra ha detto: da oggi non siete più assessori. Un’azzeramento dal significato tutto politico. Non è che il sindaco si sia reso conto solo ieri - dopo quattro anni di governo - che la sua giunta era da cambiare.
No, il fatto è che con questo atto - «il più forte che potevo adottare» - il primo cittadino vuole dare una scossa alla città. «I tempi sono maturi per un cambiamento - ha detto in conferenza stampa - Anzi per me lo erano già dal 22 aprile scorso, quando i congressi di Ds e Margherita votarono gli atti congressuali che hanno aperto la fase costituente del Partito democratico. Ma le tensioni nelle forze politiche, il fatto che molti, negli stessi partiti, non abbiamo compreso appieno il significato epocale della nascita del Pd, hanno impedito finora questo processo. Oggi ci sono elementi nuovi: la nascita del gruppo unico in consiglio comunale, il nuovo segretario della Quercia, l’ingresso di Rifondazione comunista in Regione. Condizioni che rendono più che mai urgente e attuale la costruzione dell’Unione anche qui a Massa». Insomma il sindaco apre alla sinistra radicale con cui ha litigato fino a ieri.
«Le condizioni politiche per la nascita - sostiene Neri - dell’Unione ci sono tutte, ci sono un quadro nazionale, uno regionale e uno locale di riferimento che favoriscono questo processo. E l’azzeramento della giunta è lo strumento per mettere in moto tale processo. Abbiamo ripulito un tavolo e attorno a questo tavolo possiamo costruire un’alleanza più ampia. Troviamo tre quattro punti programmatici di intesa per il fine legislatura: sul Piano strutturale, prima di tutto. Nello stesso tempo creiamo le basi per un’alleanza futura di ampio respiro, per il bene della città». Tale alleanza dovrebbe concretizzarsi attraverso un’altra strategia: l’anticipazione della sestura del bilancio di previsione 2008 a quest’anno. Se si troverà consenso sulle documento economico fondamentale per l’amministrazione di Massa - ragiona il sindaco - sarà più facile definire un programma condiviso per gli anni a venire.
Ma chi portetà avanti questo processo? Le forze politiche, ovvio. E per questo lo stesso Neri ha convocato un tavolo dell’Unione per domani alle 12. Ma anche la nuova giunta che nascerà dall’azzeramento deciso dal primo cittadino. Ci sarà, cioè, un rimpasto che certificherà il nuovo assetto politico della maggioranza. E che non sarà indolore. Negli ambienti politici cittadini è tutto un gran discutere su chi saranno confermati, defenestrati e new entry fra gli assessori. La revoca delle deleghe all’assessore della Margherita Marco Andreani - che ha dichiarato che nel Pd lui non ci sarà - pare scontata: un affetto collaterale inevitabile del rimpasto. Ma qualcuno dice che cadranno anche le teste degli assessori Fabrizio Brizzi e Angelo Morelli, che all’ultimo congresso della Quercia hanno appoggiato la candidatura Minuto in alternativa a quella (vincente e più filo-Neri) del neosegretario Gianluca Brizzi.
In bilico sarebbe anche la poltrona di Federico Uzzo. I posti in giunta così liberatil municipio sarebbero destinati ai nuovi partner della coalizione: Rifondazione comunista (più PierPaolo Marchi che la Martina Nardi), Comunisti italiani (più un esterno che Loreno Vivoli), eventualmente a un esponente di Sinistra democratica (Cesare Lorieri?). Possibile un’investitura da assessore - così si sente dire nei corridoi - anche per Giovanni Ricci (già capogruppo della Margherita). Il sindaco, però, non ci sta a sentir parlare di organigrammi e poltrone. «Questo è un progetto politico di ampio respiro, bisogna andare oltre le persone, i veti su questo o quello. La domanda è: si crede nell’Unione? Si crede in una progettualità per il rilancio di Massa? Se la risposta è sì, allora lavoriamo insieme per questi obiettivi.
I nomi, chi porterà avanti il progetto, vengono dopo». È un Neri tosto e determinatisismo quello che lancia la sfida. Mi accusavano - sembra dire - di non volere l’Unione? Eccovi la risposta. «Mi sto mettendo in gioco personalmente, perchè credo in questo percorso. E non mi preoccupo di come andrà a finire. È un’esperimento, sto muovendomi senza paracadute», ripete ai giornalisti. L’impressione, tuttavia, è quella di una mossa politica ben calcolata e calibrata. Oltre che concordata. Con due esiti possibili: l’operazione riesce e fa nascere l’Unione a Massa che accompagna, senza passare per le primarie Neri alla seconda candidatura. L’operazione non riesce, la sinistra radicale resta fuori, ma dovrà assumersi la responsabilità di avere fatto fallire il progetto Unione. La partita è iniziata, i tempi sono brevissimi: «Entro fine mese la verifica dovrà essere chiusa», annuncia Neri.
No, il fatto è che con questo atto - «il più forte che potevo adottare» - il primo cittadino vuole dare una scossa alla città. «I tempi sono maturi per un cambiamento - ha detto in conferenza stampa - Anzi per me lo erano già dal 22 aprile scorso, quando i congressi di Ds e Margherita votarono gli atti congressuali che hanno aperto la fase costituente del Partito democratico. Ma le tensioni nelle forze politiche, il fatto che molti, negli stessi partiti, non abbiamo compreso appieno il significato epocale della nascita del Pd, hanno impedito finora questo processo. Oggi ci sono elementi nuovi: la nascita del gruppo unico in consiglio comunale, il nuovo segretario della Quercia, l’ingresso di Rifondazione comunista in Regione. Condizioni che rendono più che mai urgente e attuale la costruzione dell’Unione anche qui a Massa». Insomma il sindaco apre alla sinistra radicale con cui ha litigato fino a ieri.
«Le condizioni politiche per la nascita - sostiene Neri - dell’Unione ci sono tutte, ci sono un quadro nazionale, uno regionale e uno locale di riferimento che favoriscono questo processo. E l’azzeramento della giunta è lo strumento per mettere in moto tale processo. Abbiamo ripulito un tavolo e attorno a questo tavolo possiamo costruire un’alleanza più ampia. Troviamo tre quattro punti programmatici di intesa per il fine legislatura: sul Piano strutturale, prima di tutto. Nello stesso tempo creiamo le basi per un’alleanza futura di ampio respiro, per il bene della città». Tale alleanza dovrebbe concretizzarsi attraverso un’altra strategia: l’anticipazione della sestura del bilancio di previsione 2008 a quest’anno. Se si troverà consenso sulle documento economico fondamentale per l’amministrazione di Massa - ragiona il sindaco - sarà più facile definire un programma condiviso per gli anni a venire.
Ma chi portetà avanti questo processo? Le forze politiche, ovvio. E per questo lo stesso Neri ha convocato un tavolo dell’Unione per domani alle 12. Ma anche la nuova giunta che nascerà dall’azzeramento deciso dal primo cittadino. Ci sarà, cioè, un rimpasto che certificherà il nuovo assetto politico della maggioranza. E che non sarà indolore. Negli ambienti politici cittadini è tutto un gran discutere su chi saranno confermati, defenestrati e new entry fra gli assessori. La revoca delle deleghe all’assessore della Margherita Marco Andreani - che ha dichiarato che nel Pd lui non ci sarà - pare scontata: un affetto collaterale inevitabile del rimpasto. Ma qualcuno dice che cadranno anche le teste degli assessori Fabrizio Brizzi e Angelo Morelli, che all’ultimo congresso della Quercia hanno appoggiato la candidatura Minuto in alternativa a quella (vincente e più filo-Neri) del neosegretario Gianluca Brizzi.
In bilico sarebbe anche la poltrona di Federico Uzzo. I posti in giunta così liberatil municipio sarebbero destinati ai nuovi partner della coalizione: Rifondazione comunista (più PierPaolo Marchi che la Martina Nardi), Comunisti italiani (più un esterno che Loreno Vivoli), eventualmente a un esponente di Sinistra democratica (Cesare Lorieri?). Possibile un’investitura da assessore - così si sente dire nei corridoi - anche per Giovanni Ricci (già capogruppo della Margherita). Il sindaco, però, non ci sta a sentir parlare di organigrammi e poltrone. «Questo è un progetto politico di ampio respiro, bisogna andare oltre le persone, i veti su questo o quello. La domanda è: si crede nell’Unione? Si crede in una progettualità per il rilancio di Massa? Se la risposta è sì, allora lavoriamo insieme per questi obiettivi.
I nomi, chi porterà avanti il progetto, vengono dopo». È un Neri tosto e determinatisismo quello che lancia la sfida. Mi accusavano - sembra dire - di non volere l’Unione? Eccovi la risposta. «Mi sto mettendo in gioco personalmente, perchè credo in questo percorso. E non mi preoccupo di come andrà a finire. È un’esperimento, sto muovendomi senza paracadute», ripete ai giornalisti. L’impressione, tuttavia, è quella di una mossa politica ben calcolata e calibrata. Oltre che concordata. Con due esiti possibili: l’operazione riesce e fa nascere l’Unione a Massa che accompagna, senza passare per le primarie Neri alla seconda candidatura. L’operazione non riesce, la sinistra radicale resta fuori, ma dovrà assumersi la responsabilità di avere fatto fallire il progetto Unione. La partita è iniziata, i tempi sono brevissimi: «Entro fine mese la verifica dovrà essere chiusa», annuncia Neri.
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