Il Tirreno

Assindustria ha un nuovo presidente: è Alessandro Caro

Cinzia Carpita
Assindustria ha un nuovo presidente: è Alessandro Caro

Eletto con il 63 per cento di consensi, lancia come priorità del suo impegno cave, porto e bonifiche dei siti industriali

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CARRARA. Non un plebiscito, ma si sa, fra gli industriali apuani non c’è mai stata, storicamente, molta unità. Nonostante i proclami a marciare compatti. Però ora Alessandro Caro, 52 anni, carrarese, “uomo del marmo”, eletto ieri con il 63% dei consensi nuovo presidente di Assindustria per la provincia, suona la carica. Anche a quelle “fronde” (si vocifera massesi) che non lo hanno votato. D’altronde, i “tre saggi” hanno svolto le consultazioni fra le aziende, e alla fine, l’altra ventilata candidatura (Giorgio Bianchini) non ha avuto seguito. Il consiglio ha dato il suo preciso segnale, portando all’assemblea solo Caro: stimatissimo imprenditore, profondo conoscitore delle problematiche del settore lapideo. Guiderà l’associazione per i prossimi 4 anni. «Intendo dare un messaggio di grande apertura - ha detto Alessandro Caro appena dopo la sua elezione - verso gli enti locali, le associazioni datoriali. Per un dialogo costruttivo». I tre obiettivi principali oggi: «Il riassetto dei bacini marmiferi, la bonifica della zona industriale, il porto». E subito un sì al sindaco Zubbani per l’apertura del tavolo permanente sul mamro.

Oltre a Caro l’assemblea ha inoltre nominato i vice presidenti: Filippo Nardi, Giancarlo Tonini, Giorgio Bianchini e Giuseppe Baccioli. E i consiglieri Luigi Mor e Andrea Franzoni. A settembre dovrà essere rinnovata la presidenza dei giovani industriali, che farà parte dello staff dirigenziale di Assindustria. Dopo la relazione del presidente uscente Giorgio Favro, quella di Caro: «Mi piace pensare che la mia Presidenza nasca sotto una buona stella perché coincide con un ciclo economico obiettivamente più favorevole rispetto a qualche anno fa; ma so che permangono molte ombre e le sfide da affrontare sono davvero impegnative». «Vogliamo un’Associazione aperta senza riserve al confronto con le istituzioni locali; consapevole della responsabilità di rappresentare una parte importante del mondo imprenditoriale e, per questo, animata dalla ricerca del giusto equilibrio fra gli interessi degli operatori e della comunità».

Crede nella concertazione, nella praticità, nella concretezza. «Va in questa direzione, mi sembra, anche il programma del nuovo sindaco di Carrara del quale condividiamo l’apertura al dialogo e la concretezza». Consorzio zona. Rispetto alle recenti polemiche se debba esistere ancora, secondo Caro occorre invece mettersi «serenamente attorno ad un tavolo per analizzare le esigenze del territorio e quello che il Consorzio può fare di utile. L’Associazione è pronta a fare proprie tutte le proposte che creano valore per le imprese. Il porto e le infrastrutture. Anche l’ampliamento del Porto è, dice Caro, un obiettivo a cui non si può rinunciare, così come al porto turistico. «La Pontremolese, i raccordi ferroviari con Firenze, la terza corsia dell’A12, la Variante Aurelia per il centro di Massa, ed un più rapido collegamento tra la Lunigiana orientale e la costa, sono opere insostituibili per il benessere della nostra comunità. Le bonifiche. «Devono essere fatte - dice il neo presidente di Assindustria - ma in modo razionale e sostenibile.

Completiamo al più presto il quadro conoscitivo sulla falda, elaboriamo i progetti, facciamo gli accordi tra enti pubblici e imprese, ma teniamo nella massima attenzione le esigenze delle tante aziende che lavorano nella zona e che sono state capaci di dare una risposta efficace al processo di reindustrializzazione». Le sinergie. Partendo dagli sforzi di questi anni in cui le associazioni di categoria «hanno cercato il confronto esercitando al meglio l’azione di stimolo verso le Istituzioni», Caro sottolinea che «il nostro tessuto produttivo è quello che, tutti insieme, siamo stati capaci di costruire tra l’eredità dei grandi complessi industriali dismessi e lo slancio di una schiera di piccole e medie aziende, più o meno autonome, ma rappresentative della nostra voglia di fare impresa. Forse è un tessuto più fragile di altri, più esposto alla pressione della domanda internazionale, ma resta comunque un sistema vitale, dinamico, flessibile e con spiccate capacità di adattamento all’evoluzione dei mercati. Ben vengano, in questa prospettiva, i processi di aggregazione tra le imprese, ma - avverte - senza ricorrere a disegni dirigistici».

Nei confronti dei sindacati, Caro punta a un comune spirito costruttivo. Inoltre chiede alle banche di «interpretare più dinamicamente il proprio ruolo, affiancando convinte gli operatori nella loro progettualità. Le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato il sistema bancario, le aggregazioni che ne sono seguite, la nuova legge sul risparmio e Basilea 2, hanno allentato, invece di avvicinare, i rapporti con le piccole imprese. Tutto questo richiede un ripensamento complessivo del sistema creditizio per ovviare ai problemi tra chi offre capitali e chi domanda finanziamenti. Chiediamo al sistema creditizio un segnale forte e di fiducia: credere ed investire nella nostra Provincia, un po’ come avviene in altre realtà che con il supporto delle banche hanno conseguito brillanti valori di crescita economica.

Dobbiamo tutti lavorare - ha aggiunto Caro - con tenacia ribaltando la percezione di una Provincia con elevato potenziale di innovazione ma frenata al proprio interno dalla scarsa attitudine a fare squadra. Facciamo in modo che le generazioni che ci seguiranno non ci rimproverino di avere combinato poco o nulla». Infine Caro ha voluto ricordare suo padre, Giancarlo, e Piero Telara, «due imprenditori impegnati per molti anni nell’Associazione, ma soprattutto, due uomini che hanno lasciato, non solo in me, un bagaglio di valori dal quale mutuare indirizzi nella condotta di tutti i giorni».

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