Il Tirreno

Altri 470mila euro di indennizzi per i danni dell’alluvione

Cinzia Carpita
Altri 470mila euro di indennizzi per i danni dell’alluvione

Accolta la richiesta di contributi per professionisti e associazioni che subirono gli effetti della catastrofe del 2003

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CARRARA. A quattro anni dall’alluvione, si riaprono i termini per la richiesta di contributi da parte delle imprese che avevano subito danni nella disastrosa notte del 23 settembre 2003. Il Comune ci ha lavorato molto, e grazie al fatto che il capo della Protezione civile Bertolaso ha accolto la richiesta di proroga fino al 30 settembre prossimo, dello stato di calamità naturale (che altrimenti sarebbe già scaduto il 30 giugno), il commissario straordinario per l’alluvione, assessore regionale Marino Artusa ha potuto rivedere l’ordinanza A/41 del gennaio scorso, emanandone una nuova: la A/46 del 19 giugno. Ora sono stati stanziati altri 170 mila euro per i beni mobili, inoltre saranno risarcibili con una cifra totale di 100 mila euro per i beni mobili e 200 mila euro per i beni immobili, anche professionisti e associazioni che prima erano rimasti tagliati fuori. Tutte le domande dovranno essere presentate entro il 15 settembre prossimo.

Come hanno spiegato l’assessore alla protezione civile Roberto Dell’Amico e il comandante dei vigili urbani Alessandro Mazzelli, l’ufficio preposto (referente Sergio Leoni) sta per inviare plichi informativi a tutte le aziende che subito dopo l’alluvione avevano fatto segnalazioni di danni: erano 726. Ognuna potrà valutare le proprie possibilità di risarcimento in base alla nuova ordinanza. «La precedenza, - sottolineano in Comune - rispetto agli stanziamenti, sarà data alle microimprese». Dopo l’alluvione, in base alla ordinanza A/41 del gennaio 2007, solo 140 aziende hanno fatto domanda (entro i termini del 30 aprile scorso), per i contributi. L’esame delle domande verrà trminato entro questo mese per la liquidazione degli importi. Ma vediamo quali sono le novità per le imprese.

CON LA VECCHIA ORDINANZA. Erano stati stanziati 350 mila euro per i beni mobili e ammortizzabili, e un milione per i beni immobili e impianti. Una divisione netta senza possibilità di trasferire somme dal primo settore al secondo. Ma finora ci sono stati limiti per rifondere i danni sui beni mobili, a causa della legge sula contabilità nazionale. Infatti dovevano essere presi in considerazione danni alle scorte di merci solo se l’azienda era in grado di produrre copia del “registro di magazzino” dove giornalmente vengono scritti i movimenti delle merci; tale registro è obbligatorio solo per imprese con ricavi superiori a 5 milioni di euro e rimanenze superiori a un milione di euro per due esercizi consecutivi. Per le piccole imprese senza registro di magazzino, l’ordinanza che aveva questi presupposti è risultata inaccessibile. Inoltre, i beni mobili danneggiati (macchinari, banconi e simili), in molti casi sono risultati datati (vecchi) e quindi con valore residuo pari a zero, per cui non è scattato il diritto al contributo anche se il propretario ha dovuto ripararli o sostituirli. Così il Comune ha chiesto una nuova ordinanza che tenesse conto di questi problemi.

CON LA NUOVA ORDINANZA. Oggi le imprese, hanno nuove possibilità per ottenere contributi sui beni mobili danneggiati dall’alluvione. E sebbene i 170 mila euro adesso stanziati a copertura totale dei beni mobili siano pochi, l’amministrazione spera di poterli integrare, chiedendo al commissario di mettere a disposizione anche la somma residua dei 350 mila euro che erano stati assegnati con la precedente ordinanza: «Ne sono stati spesi solo 50.000 - spiega Dell’Amico, - così contiamo di aggiungere le economie, ossia i restanti 300 mila, ai 170 mila nuovi». Per quanto riguarda i beni immobili (le strutture devastate dall’alluvione), il milione di euro stanziato all’inizio, non è stato speso tutto, ma solo 250 mila euro. Le economie, ossia circa 750 mila euro «saranno destinate - ha annunciato Dell’Amico - per interventi di messa in sicurezza del Carrione». Oltre a quelli già programmati e coperti finanziariamente. L’altra novità: contributi a professionisti e associazioni (comprese chiese e circoli). Le domande segnalazioni di danni pervenute al Comune dopo l’alluvione sono state 31. Ma la vecchia ordinanza non prevedeva contibuti.

La nuova sì. «L’impegno dell’amministrazione - hanno spiegato l’assessore e Mazzelli - è stato quello di non lasciare nessuna categoria esclusa dalla possibilità di presentare domanda di contributo. Il commissario ha recepito questa volontà inserendo nell’ordinanza A/46 anche le modalità di erogazione contributi per professionisti ed associazioni che nell’immediato, dopo alluvione, presentarono segnalazione di danno». I criteri per il calcolo dei danni ricalcano quelli previsti per i privati (per gli immobili) e per le imprese (per i mobili). Le cifre stanziate: 100.000 euro per i danni a beni mobili; 200.000 per i danni a beni immobili. Infine tirando un po’ le somme del dopo alluvione, pare che finora gli stanziamenti abbiano coperto solo un terzo dell’ammontare dei danni segnalati dalle imprese subito dopo l’evento che ha messo in ginocchio il territorio (per i cittadini privati danneggiati, c’è stato un altro percorso risarcitorio).

«In definitiva - ha concluso l’assessore Dell’Amico - c’è stato uno sforzo da parte di tutti: dell’amministrazione comunale e del commissario Artusa per andare in contro il più possibile alle esigenze delle imprese locali e di tutte le categorie». Ora sono le aziende interessate a dover fare il prossimo passo, presentanto le domande di contributo entro il 15 settembre, pena l’esclusione. Per ogni ulteriore informazione, è a disposizione l’ufficio comunale della Protezione civile. (telefono 0585-641480).

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