Piscine, raffica di verifiche sulle autorizzazioni
C. B.
Dopo l’inchiesta di Caparbio, si allargano i controlli sulle licenze edilizie e sui permessi di escavazione anche sulla riviera apuana
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MONTIGNOSO. Quante sono le piscine non del tutto autorizzate (diciamo così) sulla nostra costa? La magistratura massese, alla luce di quanto sta succedendo nel Grossetano ed in particolare a Capalbio, capitale dei vip di sinistra, si preparerebbe ad andare a vedere con quali permessi sono state autorizzate una serie di vasche per il bagno privato e lontano da occhi indiscreti. Il problema è esploso a Capalbio, ma il primo caso di piscina sub-judice - diciamo così - è capitato sulla riviera apuana, in particolare a Montignoso. E’ qui che nel 2005 il comandante della polizia municipale Mauro Goduto scoprì che per realizzare una piscina privata non poteva bastare la semplice Dia, ovvero la dichiarazione di inizio attività. E scoprì subito il caso di una piscina privata che era stata scavata e realizzato con uno strumento che come è noto dovrebbe servire per piccoli lavori. Alla denuncia del comandante la polizia muncipale è seguita subito una denuncia alla autoritò giudiziaria e quindi il solito iter. Ricorsi, contro-ricorsi con un finale che ha visto vincere il punto di vista di Goduto, tanto che la proprietà della piscina è dovuta ricorrere alla sanatoria per poter continuare a tuffarsi.
Ma l’intero incartamento del caso Montignoso è stato acquisito dalla Procura della Repubblica di Grosseto - proprio perchè era il primo caso in Toscana, o comunque sulla costa - che ha dato il via ad un’inchiesta che sta creando non pochi problemi a società e proprietari privati di immobili. La piscina non è più uno status symbol dei grandi ricchi. Se si gira un po’ per la costa, fra la Versilia e la riviera apuana, si vede che son ormai tante le residenze dotate di questo accessorio, una volta molto hollywoodiana. Ma un discreto numero di piscine si trovano ormai anche in Lunigiana. E non solo negli agriturismi ma anche nelle più belle ville costruite intorno a Fosdinovo e Fivizzano. Non mancano poi le piscine negli hotel, soprattutto nei più lussuosi fra Cinquale e Poveromo.
Ma per le strutture alberghiere non sembrano esserci problemi eccessivi di peromessi. Sono soprattutto i privati, secondo una prima ricognizione, ad avere usato la Dia. Una pratica da furbetti. Non proprio. Realizzare una piscina privata ha un costo che non sempre significa aumento del valore dell’immobile. Magari si è puntato sulla dichiarazione per accellerare i tempi di costruzione. Insomma non siamo alle prese - nella maggior parte dei casi - di speculatori. Ma di certo i controlli a tappetto che si andranno a fare potrebber portare ad un lungo elenco di sanatoria, coinvolgendo anche personaggi noti. Del resto se Montignoso ha fatto da apripista in Toscana, la strada dalle nostri parti è già tracciata.
Ma l’intero incartamento del caso Montignoso è stato acquisito dalla Procura della Repubblica di Grosseto - proprio perchè era il primo caso in Toscana, o comunque sulla costa - che ha dato il via ad un’inchiesta che sta creando non pochi problemi a società e proprietari privati di immobili. La piscina non è più uno status symbol dei grandi ricchi. Se si gira un po’ per la costa, fra la Versilia e la riviera apuana, si vede che son ormai tante le residenze dotate di questo accessorio, una volta molto hollywoodiana. Ma un discreto numero di piscine si trovano ormai anche in Lunigiana. E non solo negli agriturismi ma anche nelle più belle ville costruite intorno a Fosdinovo e Fivizzano. Non mancano poi le piscine negli hotel, soprattutto nei più lussuosi fra Cinquale e Poveromo.
Ma per le strutture alberghiere non sembrano esserci problemi eccessivi di peromessi. Sono soprattutto i privati, secondo una prima ricognizione, ad avere usato la Dia. Una pratica da furbetti. Non proprio. Realizzare una piscina privata ha un costo che non sempre significa aumento del valore dell’immobile. Magari si è puntato sulla dichiarazione per accellerare i tempi di costruzione. Insomma non siamo alle prese - nella maggior parte dei casi - di speculatori. Ma di certo i controlli a tappetto che si andranno a fare potrebber portare ad un lungo elenco di sanatoria, coinvolgendo anche personaggi noti. Del resto se Montignoso ha fatto da apripista in Toscana, la strada dalle nostri parti è già tracciata.
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