Toscana
Dieci ettari di litorale in vendita entro l'anno
La Patrimonio Spa ha deciso: cessione in bloccodell'intera proprietà per ricavare 9 milioni di euro
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CARRARA. Vendita in un unico lotto, possibilmente entro l’anno, a trattativa privata: questa sarebbe l’intenzione della Patrimonio spa, soggetto statale ora controllato al 100% da Fintecna (ministero del Tesoro), nei confronti dei 100 mila metri quadrati della costa di Marina, fra la Caravella e il Paradiso, stimati dalla Patrimonio, in circa 9 milioni di euro: cifra riconfermata dopo un recente calcolo. Trattative separate, con privati o con il Comune, a quanto pare non sono possibili. Ma il sindaco Angelo Zubbani intende approfondire, dopo l’incontro che ha avuto ieri nel suo ufficio con due funzionari inviati dalla società. «Il Consiglio di amministrazione della Patrimonio - spiega il sindaco - intende vendere in un solo blocco (comprendente sia la parte pubblica che la parte privata), per 9 milioni e 100 mila euro, facendo la trattativa privata entro l’anno. Evitando l’asta».
La prima asta era andata deserta, tanto che si era parlato poi della possibilità di scindere il pubblico dal privato, nella procedura di vendita. Ma i cittadini da soli rischierebbero di perdere di fronte a eventuali concorrenti forti. E comunque, stando anche all’incontro di ieri, non sarà possibile uscire dallo schema della vendit ain un solo blocco. In un comunicato, l’amministrazione comunale fa sapere che sono stati ripresi i rapporti con la Patrimonio Spa «a suo tempo interrotti, per la consultazione elettorale del maggio scorso» e che i rappresentanti della società «hanno confermato l’intenzione di procedere alla vendita in un unico lotto di tutto il compendio di Marina, possibilmente entro la fine dell’anno. Hanno anche annunciato che, a seguito della nuova valutazione eseguita da una società specializzata, è risultata confermata la stima di circa 9 milioni di euro. L’amministrazione ha ribadito l’intenzione di addivenire ad una soluzione che cerchi di salvaguardare l’interesse pubblico, senza pregiudicare le aspettative degli operatori economici privati.
L’amministrazione comunale si è riservata di fare in tempi rapidi tutti gli approfondimenti giuridici, tecnici ed economici tenendo conto anche degli investimenti realizzati nel corso degli anni, in vista di un prossimo incontro con il presidente della Patrimonio Spa». In sostanza, Zubbani intende fare una serie di verifiche, a cominciare da una stima comunale del valore dell’area di proprietà pubblica, «perché finora esiste solo la valutazione indicata dalla Patrimonio, tramite l’Agenzia del Territorio, ossia 5 milioni di euro - dice Zubbani - pertanto mi riservo di approfondire questo aspetto. E intendo anche accertare se dobbiamo pagare, considerando ciò che abbiamo costruito sulla fascia di Marina. Esamineremo le pratiche che abbiamo avuto col Demanio per riuscire a capire fino in fondo se, in sostanza, dobbiamo riacquistare un’area su cui abbiamo fatto investimeniti».
Quindi si apre una fase di approfondimenti tecnico giuridici. Prima di incontrare i funzionari della Patrimonio spa, il sindaco ha avuto una riunione con i cittadini privati che hanno costituito il Consorzio Paradiso: cittadini che hanno attività produttive nella fascia di territorio in vendita e che sono preoccupati per il loro futuro. «Sono pronti ad acquistare le aree e ci hanno chiesto di affiancarli. Faremo i nostri passi. - assicura il sindaco - Insomma, intendo resistere: nel senso che intendo sapere se quei 5 milioni di euro li dobbiamo proprio dare alla Patrimonio spa oppure no». Saranno gli esperti a dirlo. Dopodichè l’amministrazione comunale farà sapere alla Patrimonio cosa intende fare.
La prima asta era andata deserta, tanto che si era parlato poi della possibilità di scindere il pubblico dal privato, nella procedura di vendita. Ma i cittadini da soli rischierebbero di perdere di fronte a eventuali concorrenti forti. E comunque, stando anche all’incontro di ieri, non sarà possibile uscire dallo schema della vendit ain un solo blocco. In un comunicato, l’amministrazione comunale fa sapere che sono stati ripresi i rapporti con la Patrimonio Spa «a suo tempo interrotti, per la consultazione elettorale del maggio scorso» e che i rappresentanti della società «hanno confermato l’intenzione di procedere alla vendita in un unico lotto di tutto il compendio di Marina, possibilmente entro la fine dell’anno. Hanno anche annunciato che, a seguito della nuova valutazione eseguita da una società specializzata, è risultata confermata la stima di circa 9 milioni di euro. L’amministrazione ha ribadito l’intenzione di addivenire ad una soluzione che cerchi di salvaguardare l’interesse pubblico, senza pregiudicare le aspettative degli operatori economici privati.
L’amministrazione comunale si è riservata di fare in tempi rapidi tutti gli approfondimenti giuridici, tecnici ed economici tenendo conto anche degli investimenti realizzati nel corso degli anni, in vista di un prossimo incontro con il presidente della Patrimonio Spa». In sostanza, Zubbani intende fare una serie di verifiche, a cominciare da una stima comunale del valore dell’area di proprietà pubblica, «perché finora esiste solo la valutazione indicata dalla Patrimonio, tramite l’Agenzia del Territorio, ossia 5 milioni di euro - dice Zubbani - pertanto mi riservo di approfondire questo aspetto. E intendo anche accertare se dobbiamo pagare, considerando ciò che abbiamo costruito sulla fascia di Marina. Esamineremo le pratiche che abbiamo avuto col Demanio per riuscire a capire fino in fondo se, in sostanza, dobbiamo riacquistare un’area su cui abbiamo fatto investimeniti».
Quindi si apre una fase di approfondimenti tecnico giuridici. Prima di incontrare i funzionari della Patrimonio spa, il sindaco ha avuto una riunione con i cittadini privati che hanno costituito il Consorzio Paradiso: cittadini che hanno attività produttive nella fascia di territorio in vendita e che sono preoccupati per il loro futuro. «Sono pronti ad acquistare le aree e ci hanno chiesto di affiancarli. Faremo i nostri passi. - assicura il sindaco - Insomma, intendo resistere: nel senso che intendo sapere se quei 5 milioni di euro li dobbiamo proprio dare alla Patrimonio spa oppure no». Saranno gli esperti a dirlo. Dopodichè l’amministrazione comunale farà sapere alla Patrimonio cosa intende fare.
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