Il Tirreno

La vendita della Massese finirà in tribunale

Alessandro Tabarrani
La vendita della Massese finirà in tribunale

La cordata romana che aveva firmato con Turba manda le carte in Lega

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MASSA. Sembra non finire mai la questione legata alla vendita della Massese. Come già anticipato in diverse occasioni, la cordata romana legata a Salvatore Ielo non si dà pace e intende farsi valere per via giudiziaria. Nello specifico, Ielo e compagnia erano intenzionati a comperare la società zebrata con la quale era stata firmata una lettera d'intenti che, de facto, segnava il diritto di prelazione rispetto ad altri acquirenti con scadenza fissata al 31 maggio.
Secondo la visura camerale, l'atto di vendita della società apuana a Salvatore Righi è avvenuto il 29 maggio ma è stato depositato il primo giugno. Si tratta quindi di capire se le ragioni della cordata romana siano giuridicamente giustificabili oppure no. A dare manforte a Ielo e soci c'è un episodio, legato all'interessamento del giovane imprenditore parmense Andrea Ermelli verso la società guidata da Giorgio Turba. All'epoca, era il dicembre dello scorso anno, la dirigenza decise di non passare la mano, facendo valere la lettera d'intenti sottoscritta, come descritto, con la cordata di Ielo. Detto questo, con la cessione a Righi e Ferrara, la vecchia cordata si è adirata non poco, decidendo di non lasciar cadere nel vuoto la faccenda.

È l'avvocato Naccarato dello studio fiorentino del notaio Mario Cecchetti che conferma la volontà da parte della cordata di far valere i propri diritti. «Intendiamo muoverci sia in sede sportiva sia in sede civile perché la cessione della Massese ha prodotto danni di diverso tipo ai miei clienti. Per ora - dice il legale - non posso dire di più, prima di un atto ufficiale». L'iter appare piuttosto chiaro: esposto alla Lega di serie C e ulteriore passaggio attraverso la giustizia ordinaria. Tutto questo potrebbe rimettere in discussione il passaggio a Righi della Massese? Realisticamente l'ipotesi appare alquanto remota. «Certamente - chiosa l'avvocato Naccarato - non lasceremo nulla di intentato anche perché esiste una caparra confirmativa». Ecco dunque la famosa penale prevista nella lettera d'intenti, nel caso in cui la Massese fosse passata di mano a imprenditori diversi dalla cordata romana prima del 31 maggio. La vicenda presenta diverse zone grigie. In primo luogo appare strano che la vecchia società abbia ceduto solo un paio di giorni prima della scadenza del diritto di prelazione, andando a incorrere nel rischio, oggi concreto, di dover pagare i danni. Tuttavia l'atto ufficialmente è stato depositato il 1 giugno, quindi appena scaduto il diritto di prelazione. La cordata di Ielo probabilmente cercherà di far valere la data del 29 maggio, giorno della firma dell'atto di vendita. Sarà una battaglia legale che vedrà in ballo diverse decine di migliaia di euro.

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