Sicurezza
La mareggiata si è rimangiata la spiaggia
Bagni in crisi: ripascimento inutile. E ci sono tonnellate di lavarone da rimuovere. I balneari minacciano di piazzare le sdraio sul lungomare
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MASSA. Ci risiamo. Giusto alla vigilia di un weekend di inizio estate che sulla carta doveva esser da tutto esaurito, i nostri stabilimenti balneari si ritrovano, almeno alcuni, in piena emergenza. E invece ieri mattina i titolari dei bagni della zona di Ronchi si sono svegliati con la peggiore delle sorprese: la mareggiata durata tutta la notte aveva depositato tonnellate e tonnellate di lavarone lungo la battigia, nel tratto di spiaggia che va dalla zona della foce del Magliano in direzione Viareggio. E non solo, il mare si è portato via dell'altra sabbia.
Il mare ha divorato diversi metri di spiaggia, costringendo i balneari a rimuovere file di ombrelloni. Ancora ieri pomeriggio il riflusso continuava a depositare a riva lo sporco, anche se la situazione era leggermente migliorata rispetto al mattino per via del maestrale che, ha indotto le correnti a trasportare i detriti verso Forte dei Marmi. Una ben magra consolazione e non certo una soluzione. In pratica, la sabbia che era stata portata dai camion ad inizio mese con l'ennesimo intervento di ripascimento è stata già complentamente spazzata via dalla mareggiata dell'altra notte, per cui i titolari dei bagni colpiti si ritrovano nel pieno della stagione in una situazione nella quale risulta difficile poter portare avanti l'attività nel migliore dei modi. Perchè, ovviamente, oltre che ai balneari, questa storia non piace nemmeno ai clienti.
Ma i gestori dei bagni in primis si trovano impotenti di fronte ad un nemico, l'erosione, molto più forte di loro e per il quale al momento sono state adottate solo, lamentano, misure-tampone temporanee: «Siamo alle solite - esordisce Ricciardo Ansani del bagno Delfino - A questo punto diventa davvero difficile andare avanti. Appena mi sono reso conto della situazione ho chiamato l'Asmiu per chiedere un supporto. Mi sono sentito dire che avrei dovuto raccogliere lo sporco in sacchi e lasciarlo da parte, che poi sarebbe stato raccolto. Quando ho fatto presente che ci sarebbero voluti diversi camion per portare via tutto, mi hanno suggerito di chiamare delle ruspe, ovviamente a spese di noi balneari. Ma visto che costano 80 euro all'ora, e che ci vorrebbero un paio di giorni di lavoro, tanto vale chiudere».
Emilia Baldi, bagno Ida, rincara la dose: «Così non si può andare avanti. Se con le parole non otteniamo nulla, dovremo arrivare a delle forme di protesta più pesanti». C'è chi propone di bloccare il viale a mare con ombrelloni, sdraio e patini.
Intanto lo spettacolo più incredibile è quello del bagno Marco. Qui la doccia piazzata sulla battigia e il seggiolone del bagnino sono ormai direttamente nell'acqua.
Aliboni, presidente dei balneari annuncia di avere attivato già la Provincia: «Ci incontriamo lunedì per far partire una nuova campagna di ripascimento. Per il lavarone stiamo immaginando una squadra di emergenza per far fronte a questi problemi».
Il mare ha divorato diversi metri di spiaggia, costringendo i balneari a rimuovere file di ombrelloni. Ancora ieri pomeriggio il riflusso continuava a depositare a riva lo sporco, anche se la situazione era leggermente migliorata rispetto al mattino per via del maestrale che, ha indotto le correnti a trasportare i detriti verso Forte dei Marmi. Una ben magra consolazione e non certo una soluzione. In pratica, la sabbia che era stata portata dai camion ad inizio mese con l'ennesimo intervento di ripascimento è stata già complentamente spazzata via dalla mareggiata dell'altra notte, per cui i titolari dei bagni colpiti si ritrovano nel pieno della stagione in una situazione nella quale risulta difficile poter portare avanti l'attività nel migliore dei modi. Perchè, ovviamente, oltre che ai balneari, questa storia non piace nemmeno ai clienti.
Ma i gestori dei bagni in primis si trovano impotenti di fronte ad un nemico, l'erosione, molto più forte di loro e per il quale al momento sono state adottate solo, lamentano, misure-tampone temporanee: «Siamo alle solite - esordisce Ricciardo Ansani del bagno Delfino - A questo punto diventa davvero difficile andare avanti. Appena mi sono reso conto della situazione ho chiamato l'Asmiu per chiedere un supporto. Mi sono sentito dire che avrei dovuto raccogliere lo sporco in sacchi e lasciarlo da parte, che poi sarebbe stato raccolto. Quando ho fatto presente che ci sarebbero voluti diversi camion per portare via tutto, mi hanno suggerito di chiamare delle ruspe, ovviamente a spese di noi balneari. Ma visto che costano 80 euro all'ora, e che ci vorrebbero un paio di giorni di lavoro, tanto vale chiudere».
Emilia Baldi, bagno Ida, rincara la dose: «Così non si può andare avanti. Se con le parole non otteniamo nulla, dovremo arrivare a delle forme di protesta più pesanti». C'è chi propone di bloccare il viale a mare con ombrelloni, sdraio e patini.
Intanto lo spettacolo più incredibile è quello del bagno Marco. Qui la doccia piazzata sulla battigia e il seggiolone del bagnino sono ormai direttamente nell'acqua.
Aliboni, presidente dei balneari annuncia di avere attivato già la Provincia: «Ci incontriamo lunedì per far partire una nuova campagna di ripascimento. Per il lavarone stiamo immaginando una squadra di emergenza per far fronte a questi problemi».
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