Attenzione
Indagato l'autista dell'ambulanza
L’accusa è di omicidio colposo. Oggi i funerali di Guido e di Davide
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MASSA. È stato iscritto nel registro degli indagati l’autista dell’ambulanza che si è scontrata con il furgone guidato da Guido Benedetti, 44 anni, uccidendo l’uomo. L’accusa è di omicidio colposo. L’iscrizione è un atto dovuto, ma l’autista, nonostante avesse la sirena accesa, prima di entrare in viale Roma doveva accertarsi che non stesse sopraggiungendo nessuno. Insomma, la sua posizione non è delle migliori e rischia il rinvio a giudizio.
L’indagine. I rilievi dei carabinieri - effettuati subito dopo l’incidente - lasciano poche incertezze. Dagli accertamenti dei militari pare evidente che per uscire dal parcheggio e dirigersi verso Poveromo l’autista abbia invaso la carreggiata che stava percorrendo il Berlingo della pasticceria Giannotti. Della parte anteriore del furgone dopo lo scontro non è rimasto praticamente nulla, il motore è rientrato nell’abitacolo tanto che per estrarre Benedetti è stata usata la fiamma ossidrica. L’ambulanza invece è stata centrata in pieno su un fianco all’altezza della portiera. I rilievi hanno anche appurato che il Berlingo Citroen stava procedendo a velocità sostenuta. Non è stato possibile invece stabilire se Benedetti indossasse o meno le cinture di sicurezza: quando sono arrivati i carabinieri lo avevano già portato all’ospedale, dove però è arrivato senza vita. L’inchiesta dovrà anche appurare perché sull’ambulanza - in codice rosso - non c’era un medico (oltre all’autista a bordo si trovavano due volontari). Il dottore - secondo il 118 - era impegnato in un altro caso ma non si poteva aspettare troppo per intervenire perché la salvezza del ragazzo poteva essere questione di minuti.
I funerali. Le esequie dell’uomo, sposato e padre di due gemelli di dieci anni (Andrea e Alessandro) si terranno questo pomeriggio alle 16 nella chiesa del Corpus domini alle Villette, mentre un’ora prima nella chiesa di via San Domenichino, a pochi metri dal campo dove è stato trovato senza vita, si terrà il funerale di Davide Zuddas, 21 anni, figlio dell’autista del prefetto Carlo Striccoli. Alla cerimonia parteciperà una delegazione della questura, i colleghi di Giuseppe hanno deciso di stringersi attorno al padre del giovane in questo momento particolarmente difficile.
Il ragazzo morto. Le esequie sono state autorizzate dal pm Federico Manotti - che si occupa dei due casi legati tra loro - dopo che l’autopsia ha accertato che il ragazzo è deceduto per una grave crisi respiratoria. Le indagini su questo episodio però non si fermano qui perché ci sono alcuni punti da chiarire: in quel campo Davide c’è andato da solo (l’abitazione che divideva con i suoi genitori è poco distante) oppure c’è stato portato da qualcuno? E se c’è stato portato da qualcuno per quale motivo? Per questo si attendono gli esiti degli esami tossicologici per capire se il malore è stato provocato da qualche sostanza oppure se si è trattato di altro. Un rebus.
Il ritrovamento. Lo aspettavano a casa lunedì pomeriggio Davide Zuddas. Lui però non si è fatto vedere. Il padre, l’agente di polizia Giuseppe Zuddas, appena rientrato ha iniziato a cercare il figlio. Il giovane non aveva neppure fatto una telefonata per dire che si fermava da un amico oppure per avvertire di un contrattempo e neppure rispondeva al telefonino, che risultava irraggiungibile. A casa Zuddas si è cominciato a temere il peggio, perché il ragazzo negli ultimi tempi era cambiato. Mentre mamma e papà si preoccupavano, probabilmente Davide moriva in un campo a Poveromo. Solo. Il giorno dopo - martedì, ndr - papà Giuseppe ha avvertito i colleghi che il figlio era sparito. Non era un vero e proprio allarme ma c’era apprensione anche tra i colleghi. Mentre tutti lo cercavano, il corpo di Davide Zuddas giaceva senza vita su un campo coltivato a fagiolini in via San Domenichino. Fino a mercoledì all’alba quando un contadino non è andato nel suo terreno per annaffiare. L’uomo ha fatto pochi passi e ha scorto quel giovane, bianco in volto, che non si muoveva. Ha pensato a un malore o a un ubriaco e ha chiamato il 118: «Correte, in via San Domenichino c’è uno che sta male». Da quella telefonata è nata la seconda disgrazia, quella che ha tolto il papà a due bambini di dieci anni e il marito a una giovane donna.
L’indagine. I rilievi dei carabinieri - effettuati subito dopo l’incidente - lasciano poche incertezze. Dagli accertamenti dei militari pare evidente che per uscire dal parcheggio e dirigersi verso Poveromo l’autista abbia invaso la carreggiata che stava percorrendo il Berlingo della pasticceria Giannotti. Della parte anteriore del furgone dopo lo scontro non è rimasto praticamente nulla, il motore è rientrato nell’abitacolo tanto che per estrarre Benedetti è stata usata la fiamma ossidrica. L’ambulanza invece è stata centrata in pieno su un fianco all’altezza della portiera. I rilievi hanno anche appurato che il Berlingo Citroen stava procedendo a velocità sostenuta. Non è stato possibile invece stabilire se Benedetti indossasse o meno le cinture di sicurezza: quando sono arrivati i carabinieri lo avevano già portato all’ospedale, dove però è arrivato senza vita. L’inchiesta dovrà anche appurare perché sull’ambulanza - in codice rosso - non c’era un medico (oltre all’autista a bordo si trovavano due volontari). Il dottore - secondo il 118 - era impegnato in un altro caso ma non si poteva aspettare troppo per intervenire perché la salvezza del ragazzo poteva essere questione di minuti.
I funerali. Le esequie dell’uomo, sposato e padre di due gemelli di dieci anni (Andrea e Alessandro) si terranno questo pomeriggio alle 16 nella chiesa del Corpus domini alle Villette, mentre un’ora prima nella chiesa di via San Domenichino, a pochi metri dal campo dove è stato trovato senza vita, si terrà il funerale di Davide Zuddas, 21 anni, figlio dell’autista del prefetto Carlo Striccoli. Alla cerimonia parteciperà una delegazione della questura, i colleghi di Giuseppe hanno deciso di stringersi attorno al padre del giovane in questo momento particolarmente difficile.
Il ragazzo morto. Le esequie sono state autorizzate dal pm Federico Manotti - che si occupa dei due casi legati tra loro - dopo che l’autopsia ha accertato che il ragazzo è deceduto per una grave crisi respiratoria. Le indagini su questo episodio però non si fermano qui perché ci sono alcuni punti da chiarire: in quel campo Davide c’è andato da solo (l’abitazione che divideva con i suoi genitori è poco distante) oppure c’è stato portato da qualcuno? E se c’è stato portato da qualcuno per quale motivo? Per questo si attendono gli esiti degli esami tossicologici per capire se il malore è stato provocato da qualche sostanza oppure se si è trattato di altro. Un rebus.
Il ritrovamento. Lo aspettavano a casa lunedì pomeriggio Davide Zuddas. Lui però non si è fatto vedere. Il padre, l’agente di polizia Giuseppe Zuddas, appena rientrato ha iniziato a cercare il figlio. Il giovane non aveva neppure fatto una telefonata per dire che si fermava da un amico oppure per avvertire di un contrattempo e neppure rispondeva al telefonino, che risultava irraggiungibile. A casa Zuddas si è cominciato a temere il peggio, perché il ragazzo negli ultimi tempi era cambiato. Mentre mamma e papà si preoccupavano, probabilmente Davide moriva in un campo a Poveromo. Solo. Il giorno dopo - martedì, ndr - papà Giuseppe ha avvertito i colleghi che il figlio era sparito. Non era un vero e proprio allarme ma c’era apprensione anche tra i colleghi. Mentre tutti lo cercavano, il corpo di Davide Zuddas giaceva senza vita su un campo coltivato a fagiolini in via San Domenichino. Fino a mercoledì all’alba quando un contadino non è andato nel suo terreno per annaffiare. L’uomo ha fatto pochi passi e ha scorto quel giovane, bianco in volto, che non si muoveva. Ha pensato a un malore o a un ubriaco e ha chiamato il 118: «Correte, in via San Domenichino c’è uno che sta male». Da quella telefonata è nata la seconda disgrazia, quella che ha tolto il papà a due bambini di dieci anni e il marito a una giovane donna.
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