Il Tirreno

Mezzo secolo sul pulpito

Margherita Mazzarella

Il vescovo compie 50 anni di sacerdozio. I suoi ricordi tra Lourdes, lutti e Sinodo

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MASSA. Sono 50 le candeline da spegnere per il vescovo Eugenio Binini, che festeggia oggi (anche se la data reale dell’anniversario era ieri) il suo primo mezzo secolo di abito talare: un’assemblea diocesana straordinaria, una celebrazione eucaristica solenne alle 18,30 in cattedrale ed un concerto di organo nella chiesa di San Sebastiano gli appuntamenti oggi in città per festeggiare questo “compleanno”.

Monsignor Binini è dal 1991 alla guida della diocesi di Massa, Carrara e Pontremoli. Tanti i ricordi - belli e brutti - nella sua memoria, dopo mezzo secolo intensamente vissuti. «In cinquant’anni - dice il vescovo - succedono talmente tante... Ma se dovessi raccontare l’episodio più bello e quello più brutto della mia vita da religioso posso dire che, senza ombra di dubbio, che i ricordi positivi che mi coinvolgono maggiormente dal punto di vista emotivo sono quelli legati alla mia partecipazione ai pellegrinaggi internazionali di Lourdes. Vi ho preso parte per 24 volte in 22 anni, l’ultima volta nel 1982, ed ogni volta migliaia di soldati ascoltavano la traduzione in italiano dei vari messaggi recitata dalla mia voce, dato che per ben 15 volte sono stato scelto come speaker».

L’episodio invece più triste e difficile dei suoi 50 anni da religioso - invece - riporta monsignor Binini a Pian di Spillo, una località non lontana da Viterbo, dove si trovava alla metà degli anni’70 «e dove mi trovai a soccorrere un capitano di artiglieria rimasto ferito dall’esplosione di una bomba durante un’esercitazione a fuoco. Alla fine purtroppo non riuscì a sopravvivere: ricordo ancora che aveva una famiglia, con due bambini, e che rimasi a lungo vicino ai suoi cari nel tentativo di dar loro conforto in un momento difficile e doloroso come quello».

Nessun ricordo particolarmente negativo lega per il momento il nostro vescovo al territorio massese: «In questa diocesi non ho mai avuto grandi problemi se non quelli consueti che ovunque si hanno. Anzi, la recente esperienza del sinodo realizzato su questo territorio costituisce uno dei ricordi più importanti che conservo nella mia mente, e che mi legano a questa zona: si è trattato di un percorso costruttivo ed importante per me oltre che per tutta la comunità». Tra le doti del vescovo Binini non mancano la simpatia umana e il senso dell’ironia, qualità che conferma quando gli chiediamo cosa prevede per i suoi prossimi 50 anni da religioso: «Tra 50 anni spero di essere nominato Papa e il giorno che questo succederà, prometto di raggiungere a bordo di un elicottero gli uffici della vostra redazione per darvi l’esclusiva: preparate fin d’ora una pista di atterraggio».

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