Finanza
«Chiederemo i tabulati telefonici»
Alessandra Vivoli
L’avvocato della studentessa esclusa: quel cellulare non è stato usato
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CARRARA. «Beatrice potrebbe ridare l’esame di maturità a settembre, nella sessione straordinaria destinata a quei candidati che, in questi giorni sono ammalati o impediti per motivi gravi a sostenere le prove». E’ questa la speranza di Fabio Andrei, avvocato di Batrice Vaira, la studentessa diciottenne esclusa dall’esame all’istituto Montessori perché le è squillato il cellulare dentro lo zainetto durante il tema. Domani intanto, visto che la revoca del provvedimento preso dalla commissione scolastica non è arrivata (e Beatrice quindi non è stata riammessa alla maturità), partirà il ricorso al Tar. «E non è escluso - dice l’avvocato Andrei - che si possa interessare del caso anche l’autorità giudiziaria ordinaria: per chiedere i danni». «Chiederemo i tabulati del cellulare». E’ questa la prima mossa annunciata dal legale di Beatrice Vaira nella «guerra giudiziaria» in corso per far riammettere la studentessa di Bonascola alla maturità.
«Quello che noi vogliamo dimostrare è che quel telefonino Betarice non lo ha mai usato - spiega Andrei - Quando ha squillato la ragazza lo ha estratto dallo zaino per spegnerlo. Tutto qui: chiamate e messaggini da quel cellulare non ne sono partiti e la compagnia telefonica, con tanto di tabulati ci darà ragione». «La circolare ministeriale - continua il legale - dice che l’esclusione dalle prove scatta per chi venga sorpreso ad utilizzare il cellulare e quindi non è il caos della mia assistita». Ma intanto - e questo lo conferma anche Andrei, la commissione della classe V dell’istituto socio pedagogico non ci ha ripensato. «Ad oggi non abbiamo avuto nessun risposta e questo non è un buon segnale». Anche perché domani9 gli studenti saranno chiamati all’ultima prova scritta della maturità: il questionario a risposta multipla. E Beatrice non siederà tra i banchi del Montessori.
«Quel telefono doveva essere consegnato». Non ha dubbi Umberto Chiaramonte l’ispettore della commissione di vigilanza (di cui fa parte anche il preside del liceo classico di Massa Luigi Bianchi) sugli esami di stato che si stanno svolgendo in provincia. «Non importa se sono state fatte o meno telefonate - sottolinea il professor Chiaramonte - Il cellulare doveva essere consegnato prima che iniziasse la prova scritta e gli insegnanti lo hanno ripetuto fino allo sfinimento». «No, Beatrice non rientra». «Non capisco perché si faccia così tanto clamore su questa storia - prosegue Chiaramonte - è successo anche in altre parti d’Italia: purtroppo ci sono delle regole da fra rispettare e i ragazzi devono imparare anche queste. La legalità è una cosa seria». Sulla risposta della commissione alla revoca del provvedimento presentata dal legale della studentessa l’ispettore Chiaramonte precisa.
«E’ pronta, arriverà sul suo tavolo lunedì - dice - E, giusto per fare chiarezza, l’esclusione della alunna è stata votata all’unanimità, anche dai tre membri interni della commissione, ossia anche dai suoi stessi insegnanti». Ma come andrà a finire questa storia? «Per quel che ci riguarda si è già conclusa nell’unico modo possibile - conclude il professor Chiaramonte - Quello che succederà a livello leale è una cosa che in questo momento non ci riguarda». E gli esami domani, senza Betarice, vanno avanti.
«Quello che noi vogliamo dimostrare è che quel telefonino Betarice non lo ha mai usato - spiega Andrei - Quando ha squillato la ragazza lo ha estratto dallo zaino per spegnerlo. Tutto qui: chiamate e messaggini da quel cellulare non ne sono partiti e la compagnia telefonica, con tanto di tabulati ci darà ragione». «La circolare ministeriale - continua il legale - dice che l’esclusione dalle prove scatta per chi venga sorpreso ad utilizzare il cellulare e quindi non è il caos della mia assistita». Ma intanto - e questo lo conferma anche Andrei, la commissione della classe V dell’istituto socio pedagogico non ci ha ripensato. «Ad oggi non abbiamo avuto nessun risposta e questo non è un buon segnale». Anche perché domani9 gli studenti saranno chiamati all’ultima prova scritta della maturità: il questionario a risposta multipla. E Beatrice non siederà tra i banchi del Montessori.
«Quel telefono doveva essere consegnato». Non ha dubbi Umberto Chiaramonte l’ispettore della commissione di vigilanza (di cui fa parte anche il preside del liceo classico di Massa Luigi Bianchi) sugli esami di stato che si stanno svolgendo in provincia. «Non importa se sono state fatte o meno telefonate - sottolinea il professor Chiaramonte - Il cellulare doveva essere consegnato prima che iniziasse la prova scritta e gli insegnanti lo hanno ripetuto fino allo sfinimento». «No, Beatrice non rientra». «Non capisco perché si faccia così tanto clamore su questa storia - prosegue Chiaramonte - è successo anche in altre parti d’Italia: purtroppo ci sono delle regole da fra rispettare e i ragazzi devono imparare anche queste. La legalità è una cosa seria». Sulla risposta della commissione alla revoca del provvedimento presentata dal legale della studentessa l’ispettore Chiaramonte precisa.
«E’ pronta, arriverà sul suo tavolo lunedì - dice - E, giusto per fare chiarezza, l’esclusione della alunna è stata votata all’unanimità, anche dai tre membri interni della commissione, ossia anche dai suoi stessi insegnanti». Ma come andrà a finire questa storia? «Per quel che ci riguarda si è già conclusa nell’unico modo possibile - conclude il professor Chiaramonte - Quello che succederà a livello leale è una cosa che in questo momento non ci riguarda». E gli esami domani, senza Betarice, vanno avanti.
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