Sicurezza
Montessori, una scuola sotto choc
A.V.
Il caso della studentessa espulsa per il telefonino: amarezza e dolore
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MARINA DI CARRARA. Studenti sotto choc, poca voglia di parlare. È dura, ma bisogna andare avanti: anche per quella loro amica e compagna di classe, che il giorno prima è stata espulsa per una banale dimenticanza; il telefonino lasciato acceso, l’amico che chiama senza certo pensare che lei, anziché consegnarlo o almeno tenerlo spento, se lo fosse tenuto nella borsa. «Tutti ci siamo guardati in faccia terrorizzati - racconta uno studente del linguistico fuori dalla scuola - sappiamo bene, infatti, cosa si rischia a ricevere chiamate durante l’esame, gli insegnanti ce lo hanno ripetuto più volte anche durante l’anno. All’inizio abbiamo pensato che fosse il cellulare di un professore». E ora il rischio, come diciamo anche in altra pagina, è quello di una bocciatura.
E non vogliono parlare, il giorno dopo, nemmeno gli insegnanti e i bidelli. Quella telefonata, che è costata l’espulsione dalla sessione di maturità, a una delle studentesse ha fatto scendere il gelo su queste giornate frenetiche in cui si consumano le prove scritte dell’esame. La studentessa protagonista della vicenda ieri non si è presentata alla seconda prova. Dalla scuola trapela poco o nulla: solo che ha mandato un certificato medico. Anche sul contenuto della telefonata si sa poco o nulla: pare che a cercarla fosse stato un amico, l’amico del cuore, per sapere come era andato il tema. E che forse, per soli dieci minuti, ha calcolato male i tempi. Bocche cucite anche fra le mamme, qualcuna c’è fuori dalla scuola come ogni anno. «Non so chi sia la studentessa della telefonata durante il tema - si limitano a dichiarare due di loro - non è in classe con le nostre figlie».
Fuori dai taccuini qualcuno, nello spazio che sta oltre il cancello dell’istituto Montessori (entrare anche solo nel cortile della scuola durante le prove d’esame è vietato e ci sono tanti cartelli appesi a ricordarlo anche ai più distratti) si lascia scappare che le norme sull’uso dei cellulari sono rigidissime. E infatti un caso analogo, sempre il primo giorno d’esame si è verificato in un liceo di Bologna: lo studente a cui è squillato il cellulare è stato immediatamente espulso. Lo sanno bene i ragazzi che escono, un po’ stravolti, dalla seconda prova scritta e che non hanno proprio voglia di parlare dell’argomento.
«Non è in classe mia - dice una biondina molto agitata - ma lo squillo del cellulare lo abbiamo sentito tutti. C’era una silenzio incredibile, è esploso come un rimbombo». E tutti hanno capito che per la sfortunata studentessa non c’era più nulla da fare. E lo dice quasi con le lacrime agli occhi la sua compagna di banco: a fare la prima prova di esame erano arrivate insieme in motorino. L’unica cosa che trapela, da parte delle insegnanti, è che sono rimaste lì fino alle 18 e oltre, in contatto con il ministero; ma la normativa è chiara. Ora questo certificato medico. La studentessa è provata, lo era anche la mattina dell’esame tanto da dimenticarsi il cellulare.
E non vogliono parlare, il giorno dopo, nemmeno gli insegnanti e i bidelli. Quella telefonata, che è costata l’espulsione dalla sessione di maturità, a una delle studentesse ha fatto scendere il gelo su queste giornate frenetiche in cui si consumano le prove scritte dell’esame. La studentessa protagonista della vicenda ieri non si è presentata alla seconda prova. Dalla scuola trapela poco o nulla: solo che ha mandato un certificato medico. Anche sul contenuto della telefonata si sa poco o nulla: pare che a cercarla fosse stato un amico, l’amico del cuore, per sapere come era andato il tema. E che forse, per soli dieci minuti, ha calcolato male i tempi. Bocche cucite anche fra le mamme, qualcuna c’è fuori dalla scuola come ogni anno. «Non so chi sia la studentessa della telefonata durante il tema - si limitano a dichiarare due di loro - non è in classe con le nostre figlie».
Fuori dai taccuini qualcuno, nello spazio che sta oltre il cancello dell’istituto Montessori (entrare anche solo nel cortile della scuola durante le prove d’esame è vietato e ci sono tanti cartelli appesi a ricordarlo anche ai più distratti) si lascia scappare che le norme sull’uso dei cellulari sono rigidissime. E infatti un caso analogo, sempre il primo giorno d’esame si è verificato in un liceo di Bologna: lo studente a cui è squillato il cellulare è stato immediatamente espulso. Lo sanno bene i ragazzi che escono, un po’ stravolti, dalla seconda prova scritta e che non hanno proprio voglia di parlare dell’argomento.
«Non è in classe mia - dice una biondina molto agitata - ma lo squillo del cellulare lo abbiamo sentito tutti. C’era una silenzio incredibile, è esploso come un rimbombo». E tutti hanno capito che per la sfortunata studentessa non c’era più nulla da fare. E lo dice quasi con le lacrime agli occhi la sua compagna di banco: a fare la prima prova di esame erano arrivate insieme in motorino. L’unica cosa che trapela, da parte delle insegnanti, è che sono rimaste lì fino alle 18 e oltre, in contatto con il ministero; ma la normativa è chiara. Ora questo certificato medico. La studentessa è provata, lo era anche la mattina dell’esame tanto da dimenticarsi il cellulare.
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