Sicurezza
Ferito in cava sotto gli occhi del padre
M.B. e M.M.
Incidente alla Facciata: gamba fratturata al figlio di uno dei titolari
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CARRARA. Ancora un infortunio sul lavoro. Un giovane cavatore è rimasto gravemente ferito alla gamba sinistra, per essere stato colpito da una grossa scheggia di marmo del peso di oltre cinquanta chili, staccatasi improvvisamente al termine del taglio con il filo dimanatato dato ad un blocco per portarlo alla squadratura. Il ferito si chiama Attilio Forzani, di 24 anni, e si è infortunato proprio davanti agli occhi del genitore, Stefano Forzani, uno dei contitolari della “Facciata” (é cugino di Maurizio Lorenzoni). L’infortunio si è verificato poco dopo le 14 e trenta di ieri, nel piazzale della cava che si trova nei bacini tra la località Lorano e la Piastra, a circa 470 metri dal livello del mare, nel canalone di Torano. Il giovane cavatore, a completamento del taglio, ha cercato di liberare il blocco dalla protezione quando una scaglia, staccatasi all’improvviso e a sorpresa, gli ha colpito l’arto inferiore sinistro all’altezza della tibia.
Il giovane cavatore è stato immediatamente soccorso dal padre e da altri operai. In pochi minuti è arrivata in cava l’ambulanza del “Soccorso cave” dell’infermeria la Piastra con il medico a bordo, un infermiere e l’autista. Ad Attilio Forzani hanno prestato le prime medicazioni e subito dopo, vista la gravità della ferita lo hanno trasportato al pronto soccorso dell’ospedale. I sanitari hanno riscontrato al cavatore la frattura scomposta della tibia e del perone della gamba sinistra per cui è stato ricoverato e giudicato guaribile in un mese. Sul posto si sono recati anche i tecnici della prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi sul lavoro per gli accertamenti di legge. L’ingegner Maura Pellegri, in particolare, ha svolto un primo sopralluogo. Poco più di due mesi fa, il 2 aprile scorso, se,pre alla Facciata c’era stato un infortunio, alcune scaglie erano precipate ferendo Simone Marchetti: anche per lui, fratture (ma anche un trauma cranico); adesso sta meglio.
Particolarmente provato Maurizio Lorenzoni, che contattiamo di ritorno dall’ospedale, dove hanno appena operato il figlio di suo cugino. «Non ero presente all’infortunio e quindi riferisco quello che ho potuto constatare quando sono salito e quello che mi hanno raccontato; so che hanno dato un taglio sul piazzale, un taglio di divisione di un blocco in due sottoblocchi; il figlio di mio cugino, è andato per togliere la protezione che si mette ai tagli, ma una scheggia si è staccata ed è finita sulla gamba sinistra». Attilio Forzani è nell’organico della cava da oltre un anno, ma vi aveva già lavorato anche in precedenza: «Pensi - aggiunge Lorenzoni - che è perito minerario, un appassionato delle cave e delle montagne. Direi che si tratta di una casualità, una scheggia in agguato, forse una “toppa”: per noi la sicurezza è il primo dei problemi, siamo anche noi titolari e contitolari in prima persona sul lavoro, stiamo attenti a tutto, ma sappiamo anche quanto sia difficile questo lavoro e a volte luttuoso. Per fortuna questo incidente è meno grave di altri, ciò non toglie che noi proviamo sempre a progredire sulla sicurezza anche se a volte la sensazione - conclude amaramente - è che di fronte all’incertezza, alla causalità ci sia poco da fare».
Il giovane cavatore è stato immediatamente soccorso dal padre e da altri operai. In pochi minuti è arrivata in cava l’ambulanza del “Soccorso cave” dell’infermeria la Piastra con il medico a bordo, un infermiere e l’autista. Ad Attilio Forzani hanno prestato le prime medicazioni e subito dopo, vista la gravità della ferita lo hanno trasportato al pronto soccorso dell’ospedale. I sanitari hanno riscontrato al cavatore la frattura scomposta della tibia e del perone della gamba sinistra per cui è stato ricoverato e giudicato guaribile in un mese. Sul posto si sono recati anche i tecnici della prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi sul lavoro per gli accertamenti di legge. L’ingegner Maura Pellegri, in particolare, ha svolto un primo sopralluogo. Poco più di due mesi fa, il 2 aprile scorso, se,pre alla Facciata c’era stato un infortunio, alcune scaglie erano precipate ferendo Simone Marchetti: anche per lui, fratture (ma anche un trauma cranico); adesso sta meglio.
Particolarmente provato Maurizio Lorenzoni, che contattiamo di ritorno dall’ospedale, dove hanno appena operato il figlio di suo cugino. «Non ero presente all’infortunio e quindi riferisco quello che ho potuto constatare quando sono salito e quello che mi hanno raccontato; so che hanno dato un taglio sul piazzale, un taglio di divisione di un blocco in due sottoblocchi; il figlio di mio cugino, è andato per togliere la protezione che si mette ai tagli, ma una scheggia si è staccata ed è finita sulla gamba sinistra». Attilio Forzani è nell’organico della cava da oltre un anno, ma vi aveva già lavorato anche in precedenza: «Pensi - aggiunge Lorenzoni - che è perito minerario, un appassionato delle cave e delle montagne. Direi che si tratta di una casualità, una scheggia in agguato, forse una “toppa”: per noi la sicurezza è il primo dei problemi, siamo anche noi titolari e contitolari in prima persona sul lavoro, stiamo attenti a tutto, ma sappiamo anche quanto sia difficile questo lavoro e a volte luttuoso. Per fortuna questo incidente è meno grave di altri, ciò non toglie che noi proviamo sempre a progredire sulla sicurezza anche se a volte la sensazione - conclude amaramente - è che di fronte all’incertezza, alla causalità ci sia poco da fare».
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