Il Tirreno

Ex demanio, spunta un acquirente

Patrimonio spa spinge per la vendita e arrivano anche i consulenti

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MARINA DI CARRARA. Nel luglio del 2005 la prima notizia: un pezzo di Marina all’asta, perché il governo Berlusconi aveva deciso di incassare dalla vendita di aree ex demaniali, passate alla Patrimonio spa (controllata dal Tesoro). Base d’asta di circa 9 milioni di euro per 10 ettari. Una fascia di Marina che va dalla Caravella ai parcheggi davanti allo stabilimento balneare Saint Vincent. Che, proprio in questi giorni pare abbiano scatenato gli appetiti di investitori pronti a fare un «piano di studio» su Marina. La parte pubblica comprende il verde, i parcheggi lungo i bagni e il campo di bocce. Nell’altra insistono le attività dei privati che si sono costituiti nel consorzio Paradiso.

«Qui ci mettono in vendita». A dare l’allarme è Guido Palmerio, portavoce del Consorzio Paradiso, che vede coinvolti cinque operatori del settore: albergo Tenda Rossa, albergo Morgana, cinema Arena Paradiso, ristorante pizzeria Papema, pub Johnny Fox e la Caravella. Non sono passati inosservati insomma i periti della Reag che nei giorni scorsi hanno alloggiato proprio a Marina per visionare da vicino la «fetta» di area ex demaniale in vendita. E - assicurano dal consorzio Paradiso- anche i segnali che arrivano dalla Patrimonio spa non sarebbero dei migliori: il nuovo cda (il presidente è Franco Neppi, il vice Pierpaolo Dominedò) ha intenzione di accelerare la messa in vendita di Marina. Per i privati, e naturalmente il comune, che hanno diritto di prelazione su quell’area, non ci sarebbe più tempo da perdere. Anche per tentare la strada, di cui si era parlato in passato della perequazione: l’amministrazione cioè potrebbe acquisire l’ex fascia demaniale e offrire in permuta alla Patrimonio alcuni terreni sparsi sul territorio.

L’amministrazione Conti aveva perfino già individuato alcuni suoi «gioielli» da mettere sul tavolo della Patrimonio spa: quello di punta è l’ex palazzo dei partiti, in via Loris Giorgi. Zubbani: subito a Roma. Non prende certo tempo il sindaco Angelo Zubbani. E alla Patrimonio spa lancia un messaggio bello chiaro: «Voglio capire quali sono le procedure da portare avanti per la vendita dell’ex area demaniale, non è possibile cambiare le carte tutte le volte». Il sindaco annuncia quindi la volontà, già dalla prossima settimana, di riprendere i contatti diretti con l’ufficio romano della Patrimonio spa. «Ogni volta che c’è stato un incontro a Roma la Patrimonio ha cambiato l’approccio con l’area di Marina- ricorda Zubbani - Prima si è tentato con la vendita unica, e l’asta è andata deserta, poi di spezzare i lotti pubblico e privato per favorire gli acquitenti e alla fine anche questa ipotesi è stata scartata. E’ ora di fare chiarezza». Ecco cosa farà il Comune.

«La strada della perequazione - sottolinea subito Angelo Zubbani - in linea di principio è ancora percorribile: ma bisogna capire come verrà tradotta e soprattutto quali sono i diritti edificatori che potrebbe avanzare la Patrimonio spa sui lotti in permuta e lasciare al comune la proprietà degli spazi pubblici nell’ex demanio». Ma c’è anche una questione ancora in ballo che potrebbe, in un colpo solo, far risparmiare un sacco di quattrini al Comune. Abbiamo dato mandato allo studio legale Iaria di Firenze per un parere sulla situazione nell’ex area demaniale - spiega Zubbani - Vorremo, infatti, capire se, avendo fatto investimenti consistenti, con soldi pubblici nelle aree verdi e nei parcheggi, il Comune possa rivendicare diritti di proprietà su questa zona importantissima di marina».

Dove eravamo rimasti. «E’ un anno preciso che non abbiamo più contatti con la Patrimonio spa. Nemmeno una telefonata». Lo dice il city manager dell’amministrazione Conti Marco Tonelli. «L’anno scorso, quando andammo a Roma io e l’allora assessore Roberto Dell’Amico, eravamo rimasti d’accordo su una nuova valutazione, al ribasso dell’ex area demaniale- spiega - Da allora, eravamo proprio in estate quindi è un anno preciso, la Patrimonio spa non si è più fatta vita». Tonelli ribadisce anche le priorità nella trattativa con la Patrimonio. «Il primo obiettivo è sempre stato quello di non fare l’asta ma di arrivare alla vendita diretta: al Comune e ai privati. In caso di asta l’amministrazione, proprio per tutelare tutti coloro che hanno attività in quella fascia di Marina, aveva dato la disponibilità ad un’asta unica: per smorzare gli appetiti degli eventuali acquirenti che nel pacchetto completo troverebbero anche la parte comunale, ossia pubblica».

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