Il Tirreno

«Auspico una convergenza sui grandi temi»

Caffaz: potrebbe essere la novità nei rapporti fra maggioranza e opposizione

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CARRARA. Simone Caffaz, partiamo dai dati di fatto: come candidato a sindaco, il suo risultato è in senso assoluto soddisfacente - 35,64%, solo lo 0,2% in meno di Giulio Andreani - ma nei fatti è stato mancato l’obiettivo del ballottaggio, di cui eravate accreditati dai sondaggi della vigilia. Cosa è successo secondo lei?

«Noi abbiamo ottenuto lo stesso risultato di Capecchi a Pistoia, che poi ha rischiato di vincere al ballottaggio, quindi il nostro obiettivo, in termini di voti al sindaco, l’abbiamo raggiunto. In linea peraltro con tutti i sondaggi della vigilia. Il ballottaggio non c’è stato perché Zubbani è riuscito a superare il 50% e questa non è una notizia clamorosa: quando la sinistra a Carrara si è presentata unita non è mai scesa al di sotto del 54% neanche alle politiche e con candidati catapultati dall’alto come Veltri e la Bufo. Speravamo in un miracolo e questo miracolo non c’è stato. Perché i sondaggi della vigilia ci davano al ballottaggio? Bisognerebbe chiederlo ai sondaggisti, io posso solo esprimere un’opinione. I sondaggi erano tarati sui candidati a sindaco, sull’esito del voto hanno inciso pesantemente le liste e quelle del centrosinistra erano troppo più forti. Semmai il fatto che io ho preso il 6% in più della somma delle mie liste e Zubbani l’8% in meno, conferma la sostanziale veridicità di quei sondaggi. Insomma, se si fosse votato solo per i sindaci l’esito sarebbe stato probabilmente diverso. Comunque un dato oggettivo è che, dal 1994, noi siamo sui massimi storici e il candidato del centrosinistra è sui minimi storici».

Nell’estrapolare i dati elettorali, emerge con chiarezza una crisi di Forza Italia, il suo partito: una perdita secca di 1.950 voti rispetto alle comunali del 2002, e, in percentuale, il peggior risultato degli ultimi otto anni. E questo, in un trend nazionale positivo per il partito di Berlusconi. Perché Fi perde così tanto?

«Anche a Lucca Forza Italia ha preso il 16% e a Pistoia il 17%, quindi il trend è lo stesso del resto della Toscana. Questo non significa che qualche problema non ci sia stato. A Carrara il partito è commissariato da tre anni, troppo. Il commissariamento deve essere una misura straordinaria perché è uno strumento di emergenza e antidemocratico. Se dura da 3 anni, i risultati si vedono. Borghetti ha fatto quel che poteva, ha coinvolto gente, ma più che trasformare la monarchia in una oligarchia non aveva gli strumenti per fare. Fortunatamente è già stato indetto il congresso comunale per il prossimo 30 giugno. Sarà quella l’occasione del rilancio».

Le liste civiche non le hanno apportato vantaggio, anzi: Carrara Libera è arrivata al 2,05%, Lorenzoni per Carrara 1,26%, Alleanza Carrarina 0,99%. Le liste a lei collegate sono arrivate circa al 30%, rispetto a circa il 62% di quelle collegate a Zubbani: un distacco di oltre 30%, mentre fra lei e Zubbani il distacco è stato di 18 punti. Valeva la pena “allargare” la Cdl, o non era più produttiva una campagna dura e pura sui valori della Cdl?

«Alle politiche di un anno fa il distacco era del 20%, presentandoci solo come Cdl avremmo solo aumentato lo svantaggio. Sono invece convinto che, arrivando al ballottaggio, ce la saremmo giocata fino all’ultimo voto. Vede i voti di sinistra io ne ho presi molti, pensi ad esempio al voto disgiunto oltrechè a quello di Carrara Libera. Obiettivamente ce n’è mancato qualcuno di destra e, per questo, nell’ultima settimana è venuto Fini e la telefonata di Berlusconi. Però, ripeto: noi i nostri voti li abbiamo presi, non speravamo di prenderne molti di più. E’ il centrosinistra e Zubbani che sono andati oltre i sondaggi e questo rivela, obiettivamente, l’incidenza inferiore alle attese delle tre liste civiche di Mattei, Benedetti, Lenzoni: i sondaggi le davano al 20%, a conti fatti hanno preso il 10% fra tutti tre. Troppo poco per portare Zubbani sotto il 50%».

Obiettivamente: il sostegno sbandierato dell’ex sindaco Lucio Segnanini, del suo ex assessore Andrea Lazzari, dei Cittadini Insieme, tutti dichiaratamente di sinistra: le hanno portato voti o ne hanno tolti?

«La strategia della trasversalità era tarata per un avversario come Conti o Nardi, che non avesse capacità di penetrazione sull’elettorato di centrodestra. Con Zubbani è stato diverso, avremmo dovuto avere il coraggio di rimodellare la strategia. Comunque l’adesione di persone di sinistra non ci ha procurato danni e ha contribuito a far prendere a me i molti voti di sinistra che mi sono arrivati. Ripeto: a mancare sono stati un po’ di quelli di destra. Ma ribadisco che il nostro risultato doveva essere tra il 35% e il 38% e così è stato».

Come sarà la sua opposizione in questi cinque anni?

«Dipenderà da come amministrerà il sindaco. Io penso che la maggioranza debba fare la maggioranza e l’opposizione l’opposizione, perché entrambe sono indispensabili per la corretta dialettica democratica. Insomma non dovranno esserci quei fenomeni trasformistici che hanno caratterizzato la passata legislatura e invito pubblicamente il sindaco a non fomentarli, anche perché eventuali tentativi questa volta saranno vani. Mi auguro però che possa esserci la possibilità di trovare qualche convergenza sui grandi temi importanti per il futuro della città. Questo potrebbe essere l’elemento nuovo dei rapporti tra maggioranza e opposizione in questa legislatura».

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