Il dolore
Spiaggie libere, anche dalle toilette
A.V.
Niente wc alla Partaccia, sabbia sporca, ombrelloni a pagamento
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MARINA DI MASSA. Spiagge libere sì, ma pure troppo. In quelle della Partaccia i servizi igienici sono inesistenti. Ma non perché sono ancora chiusi o funzionano male: non esistono proprio. Un biglietto da visita niente male per la zona di costa conosciuta per il gran numero di campeggi e, soprattutto in passato, per avere lanciato il turismo giovane e formato famiglia, quello che alle pensioni e agli alberghi preferisce camper, roulotte e tenda. Ma è davvero molto dura la vita del campeggiatore: chi sceglie la spiaggia libera non attrezzata (spesso per ragioni di portafoglio), deve fare anche a meno della toilette.
Tutti in fila per il wc. E’ la spiaggia centrale della Partaccia, quella che si trova all’altezza del primo semaforo, accanto all’ingresso dei campeggi più grosso. Prima di arrivare all’arenile c’è un piccolo tratto di verde: la zona è indicata nel cartello come «Parco della Partaccia». Subito dopo una striscia di spiaggia, puntellata da bidoni per raccogliere l’immondizia si apre ai turisti. La sabbia è sporca, in un tratto ci sono pure dei vetri, poco più in là giocano i bambini. Di toilette neppure l’ombra. «I bagnanti vengono tutti qui - dicono dal bar Alba Beach, a fianco alla spiaggia libera- e anche chi non consuma utilizza i nostri servizi. Nel fine settimana, e soprattutto ad agosto, davanti alla toilette c’è una coda che arriva fino in strada».
Ombrellone fuori budget. Dalla torre Fiat, procedendo verso Marina di Massa, si incontrano altri tre tratti di spiaggia libera. I primi due sono fazzoletti piccolissimi, non attrezzati e senza servizi igienici. Davanti all’istituto alberghiero si apre un altro spazio libero, ma è tutto sassi e scolio. Qui - dice una mamma con il figlio sul passeggino - vengono solo i tedeschi. Come fai a portarci i bambini, rischiano di farsi male e non si può nemmeno stendere un telo». «Non sappiamo più dove andare a farci un bagno - dicono Angelo e Mirella, una coppia di pensionati che arriva dalla provincia da Pavia, da 20 anni viene a Partaccia in roulotte - Tutte le spiagge libere stanno diventando attrezzate, ma per chi vive di pensione anche la spesa per un lettino e l’ombrellone non rientra nel budget delle vacanze. Noi continuiamo a venire qui perché c’è l’aria buona: ma per i servizi stiamo pensando, la prossima estate, di andare in Liguria».
Attrezzata è meglio. Spiagge libere sì, ma con ombrelloni, lettini, bar e anche la musica. E, per chi è allergico ai comfort un tratto di arenile libero, dove poter stendere solo il telo. Ma con i servizi garantiti ugualmente. E’ questo il modello del litorale fra piazza Betti e il Cinquale. Fatta eccezione per la spiaggia sotto al Pontile, dove mancano i servizi igienici. Per il resto è tutto un altro pianeta. L’Onda blu è una spiaggia comunale che, vista da fuori sembra un bagno, con tanto di spogliatoi, file di ombrelloni e una piattaforma studiata apposta per i disabili. Davanti al mare la zona «franca». «I servizi igienici e le docce possono essere utilizzati da tutti»: dice il gestore della spiaggia, Alessio Bruni da Modena.
Stessa storia alla Palya loca, dove ad accogliere i bagnanti c’è pure una bella musica di sottofondo e al tratto di spiaggia accanto al Merida dove la spiaggia libera non si lascia mancare i “ciringuito”. Ma la palma per la spiaggia libera più bella è quella dentro al parco del Wwwf: sabbia cicalata di fresco, servizi igienici aperti e funzionanti. E un arenile libero dove i bagnanti possono vivere il mare a contatto con la natura. Che, come recitano i cartelli che portano in spiaggia: «Qui deve essere rispettata».
Tutti in fila per il wc. E’ la spiaggia centrale della Partaccia, quella che si trova all’altezza del primo semaforo, accanto all’ingresso dei campeggi più grosso. Prima di arrivare all’arenile c’è un piccolo tratto di verde: la zona è indicata nel cartello come «Parco della Partaccia». Subito dopo una striscia di spiaggia, puntellata da bidoni per raccogliere l’immondizia si apre ai turisti. La sabbia è sporca, in un tratto ci sono pure dei vetri, poco più in là giocano i bambini. Di toilette neppure l’ombra. «I bagnanti vengono tutti qui - dicono dal bar Alba Beach, a fianco alla spiaggia libera- e anche chi non consuma utilizza i nostri servizi. Nel fine settimana, e soprattutto ad agosto, davanti alla toilette c’è una coda che arriva fino in strada».
Ombrellone fuori budget. Dalla torre Fiat, procedendo verso Marina di Massa, si incontrano altri tre tratti di spiaggia libera. I primi due sono fazzoletti piccolissimi, non attrezzati e senza servizi igienici. Davanti all’istituto alberghiero si apre un altro spazio libero, ma è tutto sassi e scolio. Qui - dice una mamma con il figlio sul passeggino - vengono solo i tedeschi. Come fai a portarci i bambini, rischiano di farsi male e non si può nemmeno stendere un telo». «Non sappiamo più dove andare a farci un bagno - dicono Angelo e Mirella, una coppia di pensionati che arriva dalla provincia da Pavia, da 20 anni viene a Partaccia in roulotte - Tutte le spiagge libere stanno diventando attrezzate, ma per chi vive di pensione anche la spesa per un lettino e l’ombrellone non rientra nel budget delle vacanze. Noi continuiamo a venire qui perché c’è l’aria buona: ma per i servizi stiamo pensando, la prossima estate, di andare in Liguria».
Attrezzata è meglio. Spiagge libere sì, ma con ombrelloni, lettini, bar e anche la musica. E, per chi è allergico ai comfort un tratto di arenile libero, dove poter stendere solo il telo. Ma con i servizi garantiti ugualmente. E’ questo il modello del litorale fra piazza Betti e il Cinquale. Fatta eccezione per la spiaggia sotto al Pontile, dove mancano i servizi igienici. Per il resto è tutto un altro pianeta. L’Onda blu è una spiaggia comunale che, vista da fuori sembra un bagno, con tanto di spogliatoi, file di ombrelloni e una piattaforma studiata apposta per i disabili. Davanti al mare la zona «franca». «I servizi igienici e le docce possono essere utilizzati da tutti»: dice il gestore della spiaggia, Alessio Bruni da Modena.
Stessa storia alla Palya loca, dove ad accogliere i bagnanti c’è pure una bella musica di sottofondo e al tratto di spiaggia accanto al Merida dove la spiaggia libera non si lascia mancare i “ciringuito”. Ma la palma per la spiaggia libera più bella è quella dentro al parco del Wwwf: sabbia cicalata di fresco, servizi igienici aperti e funzionanti. E un arenile libero dove i bagnanti possono vivere il mare a contatto con la natura. Che, come recitano i cartelli che portano in spiaggia: «Qui deve essere rispettata».
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