Finanza
Acqua, è scontro fra Gaia e il comitato
Cinzia Carpita
Addebiti contestati dai cittadini, la società contrattacca in tribunale
4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. La guerra dell’acqua si fa dura in tribunale: dopo il ricorso presentato dal comitato anti Gaia, tramite l’avvocato Raffaele Giumetti, per chiedere la disapplicazione del regolamento di servizio, ora è la società a rispondere. Lo ha fatto ieri mattina nell’udienza davanti al giudice Bartolini, depositando una “comparsa di costituzione e risposta”, in sostanza una relazione di ben sedici pagine spiegando la sua posizione. In questo è patrocinata dall’avvocato Giuseppe Toscano del foro di Pisa. I rappresentanti del comitato si aspettavano forse un pronunciamento del giudice, che invece, proprio di fronte all’atto di Gaia, ha rinviato l’udienza al 14 settembre prossimo, per poterlo esaminare. Nell’occhio del ciclone il contratto sul servizio idrico, passato da Amia a Gaia attraverso l’Ato (51 Comuni), cioè l’ambito territoriale per l’acqua. Secondo i ricorrenti occorreva una preventiva approvazione da parte dei consumatori. Secondo Gaia l’iter è stato corretto.
Il contenzioso. Ieri mattina alcuni rappresentanti dell’associazione, sviluppatasi dal comitato anti Gaia, erano in tribunale e fra questi il leader del comitato, Giovanni Pedrazzi. La protesta contro le tariffe è esplosa sotto l’amministarzione Conti e ora prosegue sotto la legislatura Zubbani. L’attuale contenzioso in tribunale è fra cittadini e Gaia, ma tutta la vicenda che riguarda il nuovo gestore dell’acqua e l’Ato da una parte, e la rivolta popolare (con tanto di bollette-fai-date) dall’altra, ha origini più lontane che investono le scelte politiche effettuate dai sindaci che rappresentano l’Ambito territoriale. Il ricorso d’urgenza è stato presentato secondo il codice del consumatore. L’avvocato Raffaele Giumetti invoca infatti tale codice, sostenendo in sostanza che il cittadino non sarebbe stato sufficientemente tutelato nel passaggio dal contratto Amia, alla gestione Gaia.
La posizione del comitato. A Gaia viene contestato di avere applicato il regolamento Ato senza che i cittadini abbiano potuto visionare la carta dei servizi e accettare il nuovo contratto sul servizio idrico. Giumetti aggiunge: «Ogni cittadino dovrebbe essere libero di scegliere la secietà dei servizi (come avviene per il telefono ad esempio), invece siamo obbligati ad avere Gaia, che ha applicato il regolamento di servizio Ato che modifica il contratto precedente». Fa l’esempio dei costi di allacciamento, del deposito cauzionale, di vari addebiti nelle bollette. «Gaia ha chiesto un nuovo deposito cauzionale. Applica more di 25 euro più Iva». Il comitato anti Gaia spera di vincere il ricorso, sulla base anche di un caso a Latina: dove Acqua Latina spa ha dovuto rivedere le bollette. La posizione di Gaia. Gaia, ha presentato al giudice il suo pacchetto di ragioni: quella relazione di 16 pagine che l’avvocato Giumetti e il giudice Bartolini esamineranno, in vista della prossima udienza di settembre. Sulle posizioni di Gaia, gli avvocati Giuseppe Toscano e Valentina Caccamo, i quali dichiarano che: «Anche alla luce dell’udienza, sono convinti delle ragioni della società Gaia, e fiduciosi nella positiva conclusione di questa vicenda. La causa è stata rinviata al 14 settembre, dopo la pausa estiva. Un rinvio così lungo lascia intendere, peraltro, che non vi siano realmente quelle ragioni di improrogabile urgenza che sono condizione indispensabile per richiedere la tutela cautelare».
E cosa dice l’amministratore delegato di Gaia, Francesco Mandorli? «Non c’è stata alcuna determinazione di Gaia. Si deve invece parlare del regolamento Ato, approvato l’8 giugno 2006 dai sindaci, dopo una consultazione allargata, per oltre 6 mesi, con più soggetti, con le associazioni categoria e le associazioni dei consumatori. Quindi se c’era qualcosa da accepire, doveva essere eccepito allora. Noi come Gaia aavevamo informato l’utenza che c’era un nuovo gestore, allegando le nuove tariffe nel 2005. In quanto alla cauzione: l’articolo 49 del regolamento stabilisce che chi l’ha già pagata, e se il precedente gestore ha passato le cauzioni al nuovo, allora vengono fatti i conguagli. Così è avvenuto, con una informativa. In pratica la cauzione Amia è stata restituita agli utenti che l’avevano versata, e poi abbiamo addebitato la nuova cauzione dividendola al 50% in due bollette, come da regolamento».
La cauzione è di 30 euro per la prima casa, di 50 euro per la seconda e di 75 euro per gli esercizi commerciali. «Non lo ha deciso Gaia, - ribadisce Mandorli - lo hanno deciso i sindaci approvando il regolamento Ato. Nelle bollette del terzo trimestre 2006, abbiamo allegato un foglio con gli articoli del regolamento Ato, e la prima parte della cauzione. Nel quarto trimestre abbiamo addebitato la seconda parte. La cauzione Amia è stata restituita tutta». Ma il tema appare controverso, viste le contestazioni del comitato. Mandorli risponde anche sul problema delle quote-mora: «Ci sono tariffari previsti in toscana». E conclude: «La nostra posizione è semplice, ci atteniamo all’assemblea dei sindaci, siamo esecutori, applichiamo quanto deciso da Ato, che ha sentito tutti i soggetti preventivamente». E chi non volesse il servizio Gaia? «Lo Stato ha previsto che il bene acqua, che è un bene primario, venga gestito dagli enti locali, i quali hanno individuato un unico gestore». Insomma, non c’è scampo. Ma questo “bene primario” (ossia, che non se ne può fare a meno) quanto ci costa! La battaglia tornerà in aula di tribunale in autunno.
Il contenzioso. Ieri mattina alcuni rappresentanti dell’associazione, sviluppatasi dal comitato anti Gaia, erano in tribunale e fra questi il leader del comitato, Giovanni Pedrazzi. La protesta contro le tariffe è esplosa sotto l’amministarzione Conti e ora prosegue sotto la legislatura Zubbani. L’attuale contenzioso in tribunale è fra cittadini e Gaia, ma tutta la vicenda che riguarda il nuovo gestore dell’acqua e l’Ato da una parte, e la rivolta popolare (con tanto di bollette-fai-date) dall’altra, ha origini più lontane che investono le scelte politiche effettuate dai sindaci che rappresentano l’Ambito territoriale. Il ricorso d’urgenza è stato presentato secondo il codice del consumatore. L’avvocato Raffaele Giumetti invoca infatti tale codice, sostenendo in sostanza che il cittadino non sarebbe stato sufficientemente tutelato nel passaggio dal contratto Amia, alla gestione Gaia.
La posizione del comitato. A Gaia viene contestato di avere applicato il regolamento Ato senza che i cittadini abbiano potuto visionare la carta dei servizi e accettare il nuovo contratto sul servizio idrico. Giumetti aggiunge: «Ogni cittadino dovrebbe essere libero di scegliere la secietà dei servizi (come avviene per il telefono ad esempio), invece siamo obbligati ad avere Gaia, che ha applicato il regolamento di servizio Ato che modifica il contratto precedente». Fa l’esempio dei costi di allacciamento, del deposito cauzionale, di vari addebiti nelle bollette. «Gaia ha chiesto un nuovo deposito cauzionale. Applica more di 25 euro più Iva». Il comitato anti Gaia spera di vincere il ricorso, sulla base anche di un caso a Latina: dove Acqua Latina spa ha dovuto rivedere le bollette. La posizione di Gaia. Gaia, ha presentato al giudice il suo pacchetto di ragioni: quella relazione di 16 pagine che l’avvocato Giumetti e il giudice Bartolini esamineranno, in vista della prossima udienza di settembre. Sulle posizioni di Gaia, gli avvocati Giuseppe Toscano e Valentina Caccamo, i quali dichiarano che: «Anche alla luce dell’udienza, sono convinti delle ragioni della società Gaia, e fiduciosi nella positiva conclusione di questa vicenda. La causa è stata rinviata al 14 settembre, dopo la pausa estiva. Un rinvio così lungo lascia intendere, peraltro, che non vi siano realmente quelle ragioni di improrogabile urgenza che sono condizione indispensabile per richiedere la tutela cautelare».
E cosa dice l’amministratore delegato di Gaia, Francesco Mandorli? «Non c’è stata alcuna determinazione di Gaia. Si deve invece parlare del regolamento Ato, approvato l’8 giugno 2006 dai sindaci, dopo una consultazione allargata, per oltre 6 mesi, con più soggetti, con le associazioni categoria e le associazioni dei consumatori. Quindi se c’era qualcosa da accepire, doveva essere eccepito allora. Noi come Gaia aavevamo informato l’utenza che c’era un nuovo gestore, allegando le nuove tariffe nel 2005. In quanto alla cauzione: l’articolo 49 del regolamento stabilisce che chi l’ha già pagata, e se il precedente gestore ha passato le cauzioni al nuovo, allora vengono fatti i conguagli. Così è avvenuto, con una informativa. In pratica la cauzione Amia è stata restituita agli utenti che l’avevano versata, e poi abbiamo addebitato la nuova cauzione dividendola al 50% in due bollette, come da regolamento».
La cauzione è di 30 euro per la prima casa, di 50 euro per la seconda e di 75 euro per gli esercizi commerciali. «Non lo ha deciso Gaia, - ribadisce Mandorli - lo hanno deciso i sindaci approvando il regolamento Ato. Nelle bollette del terzo trimestre 2006, abbiamo allegato un foglio con gli articoli del regolamento Ato, e la prima parte della cauzione. Nel quarto trimestre abbiamo addebitato la seconda parte. La cauzione Amia è stata restituita tutta». Ma il tema appare controverso, viste le contestazioni del comitato. Mandorli risponde anche sul problema delle quote-mora: «Ci sono tariffari previsti in toscana». E conclude: «La nostra posizione è semplice, ci atteniamo all’assemblea dei sindaci, siamo esecutori, applichiamo quanto deciso da Ato, che ha sentito tutti i soggetti preventivamente». E chi non volesse il servizio Gaia? «Lo Stato ha previsto che il bene acqua, che è un bene primario, venga gestito dagli enti locali, i quali hanno individuato un unico gestore». Insomma, non c’è scampo. Ma questo “bene primario” (ossia, che non se ne può fare a meno) quanto ci costa! La battaglia tornerà in aula di tribunale in autunno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google