Toscana
Medaglie a chi salvò la vita a 4 ragazzi
Melania Carnevali
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Gian Luca De Gregorio insignito dal prefetto In Prefettura premiata l'impresa dei volontari
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MASSA. «Noi che eravamo in acqua abbiamo avuto paura. Il pericolo c'era, ma comunque sapevamo di lavorare in sicurezza. Avevamo i salvagente e Gianluca poi, in ogni situazione di potenziale pericolo, era pronto a riportarci a riva ricuperandoci con le corde». Così Stefano Mancini, volontario della Protezione Civile, parla di quel giorno di quattro anni, in cui insieme ad altri due volontari, Mirko Fialdini (ora vicepresidente della nuova associazione cinofila Prociv - Ucs Alpi Apune) e Gianluca De Gregorio, e al bagnino Alessandro Bigini, rischiarono la loro vita per salvare quella di quattro ragazzi in mare. Atto per cui ieri sono stati insigniti dal prefetto, Giuseppe Merendino, della medaglia d'argento al merito civile. Era il 28 settembre 2007, quando quattro ragazzi di Bad Hersfeld, paesino della Germania vicino a Francoforte, si buttarono in acqua nonostante l'allerta meteo della protezione civile. «Abbiamo visto un ragazzo lungomare che chiedeva aiuto, lo abbiamo seguito e abbiamo visto i ragazzi in balia delle onde. Il rischio era grande, ma noi avevamo fiducia l'uno dell'altro. - continua Stefano - Certo non è mai facile trovarsi davanti a situazioni di emergenza e avere la prontezza di agire e agire bene, ma noi lavoravamo insieme da ormai quattro anni e in quattro anni di situazioni come quella ne avevamo viste e superate». Visti i ragazzi in pericolo, Stefano e Mirko si buttarono in mare, mentre Gianluca, da manuale, rimase a riva con corde e salvagente. In loro aiuto accorse Alessandro, bagnino di un bagno limitrofo. Insieme riuscirono a salvare tre ragazzi; il quarto, Niko Klemens Fuchs, di 19 anni, morì in acqua prima che riuscissero a raggiungerlo. Momento tragico ed esilarante allo stesso tempo quindi, che ieri, con la consegna della medaglie è stato per un momento rievocato per ricordare il coraggio e il valore dimostrato dai quattro ragazzi. «Siamo contenti della medaglia, non ce lo aspettavamo. - spiega Gianluca - Ma ci teniamo a ricordare che noi non lo abbiamo fatto per un pubblico merito o un riconoscimento, ma perché sapevamo che andava fatto e non ci abbiamo pensato due volte a soccorrerli». «Noi ogni giorno rischiamo la vita: - racconta Mirko - dall'ambulanza che corre all'impazzata, alle alluvioni e agli incendi. Il rischio è il nostro lavoro. E ci sentiamo di dedicare questa medaglia a tutti i volontari e a tutti coloro che sono impegnati nel sociale perché sanno cosa vuol dire lavorare per l'altro».
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