Il Tirreno

Una lotta per i risarcimenti

Marco Landini
Una veduta del paese di Mommio nel comune dl Fivizzano
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Una veduta del paese di Mommio nel comune dl Fivizzano

Familiari delle vittime e Comune sperano nel parlamento

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 FIVIZZANO. Incontro partecipato sabato sera a Mommio per parlare della sentenza di condanna emessa dal tribunale militare di Verona per quattro tra ufficiali e sottufficiali della Panzerdivisioner Goering dell'esercito nazista, ritenuti tra gli autori dell'eccidio del 4 e 5 maggio 1944 nella piccola località montana a nord di Fivizzano.  Costò la vita a Guido Pinelli, Romeo Bianchi, Erminio Babbini, Giuseppe Fiori, Ubaldo e Cesare Lazzerini e Antonio Palmieri. Il totale delle vittime tra Mommio e Sassalbo fu di 22 persone. Nell'incontro, al quale erano presenti il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi, gli avvocati Franco Perfetti, Davide Cariola, l'avvocatessa Pellini e il presidente del Comitato vittime civili di Mommio Lido Lazzerini, si è deciso che verranno intraprese azioni più incisive, come fare pressioni sui parlamentari affinché venga rimosso il decreto del governo italiano che congela le sentenze sulla Germania. La stima prevista per i risarcimenti a carico dei familiari delle vittime a seconda del grado di discendenza va dai 50 mila ai 145 mila euro. Il tutto con la consapevolezza che il percorso non sarà facile considerato che la Germania cercherà di non dover risarcire le vittime delle stragi avvenute in Italia durante la guerra. Come ricorrere alla Corte d'appello e alla Cassazione. O impugnare il decreto del Governo italiano dell'anno scorso, che ha sospeso le sentenze esecutive nei confronti della Germania. O ricorrere alla Corte dell'Aja per vedersi riconosciuto il principio che uno Stato sovrano gode di immunità.  Il comitato di San Terenzo. C'è anche da registrate che non è piaciuto al vice presidente del Comitato Vittime civili di San Terenzo Monti Roberto Oligeri l'articolo apparso nei giorni scorsi sul giornale Il Fatto Quotidiano a firma di Massimo Fini che, parlando del processo che si svolto recentemente al Tribunale Militare di Verona, dove quattro ex soldati tedeschi ultranovantenni sono stati condannati per le stragi compiute nel 1944 anche nel nostro territorio in particolare a Mommio, ha espresso la propria perplessità sul fatto che a distanza di quasi settant'anni questi crimini non siano caduti in prescrizione. Oligeri, ha inviato una risposta al Fatto Quotidiano: è stata pubblicata. Roberto Oligeri, che nella strage nazista di San Terenzo Monti perse cinque fratelli dell'età da tre a 19 anni ha così commentato l'articolo: «L'Autore non se la prende tanto con i superstiti assassini, peraltro mai pentiti», «ma piuttosto con i giudici del Tribunale di Verona per averli condannati dopo tanti anni di distanza». Sottolinea che ci sono i familiari «superstiti che hanno sempre vissuto nell'angoscia e nel dolore. Famigliari come quelli delle stragi di San Terenzo, Vinca, Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema che mai ringrazieranno abbastanza i magistrati dell'ex Procura Militare di La Spezia, in primis il pm dottor Marco De Paolis, e dei Tribunali Militari di Roma e Verona per avere riportato la parola "giustizia" su quei fascicoli volutamente dimenticati». Infine punta il dito contro «il decreto legge nº 63 del 28 aprile 2010 con cui è stata sospesa l'efficacia dei titoli esecutivi nei confronti della Germania condannata a risarcire».

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