Il Tirreno

E sulle ali della farfalla spunta l'arca che non salva nessuno

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 CARRARA. Dando seguito a quel processo di mutazione e cambiamento che ha caratterizzato la realizzazione dell'opera «L'ultimo sogno» - esposta nei "Giorni d'arte" di Tuttocasa - Frank Breidenbruch, spiega in una nota il critico Riccardo Forfori, è recentemente intervenuto sull'opera perfezionando la propria concezione del sogno, adesso pienamente manifestato sulle ali della sua farfalla. «Una rincorsa continua, tra una serie indecifrabile di variabili, che ha portato il nostro artista ad una piena consapevolezza espressiva che si traduce nel manifestare le continue trasformazioni della realtà attraverso la creazione di un soggetto finale: l'arca di Noè, raffigurata nelle ali del lepidottero. Quest'arca, di sapore antico e di reminescenza biblica, ha l'imperativo categorico di non salvare nessuno, perché ormai il mondo concepito da Breidenbruch non merita neppure la speranza di ogni minima salvezza», aggiunge Forfori. «L'opera acquista una nuova dimensione lirica». «Il pittore sembra, così, condannare anche il tempo che trascorre immutabile e che sembra ancora lontano dal proporre condivisibili soluzioni, differenziate e distanti dal comune sentire tanto nella forma cromatica quanto nei più reconditi significati». E infine: «Nell'opera si coglie tutta la forza espressiva e il significato angosciante dell'attesa che precede una sfida che concede scampo solo a pochi. E proprio questo senso di angoscia, rappresentato dal sogno di un'arca che non salva nessuno, ci da la dimensione universale dell'opera di questo grande artista».

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