Il Tirreno

"Gli angeli neri": Mursia ripubblica la storia degli anarchici di Cancogni

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. "Autorità-libertà: nessuno come gli anarchici ha avuto il merito di aver ridotto all'osso il dilemma che domina il rapporto tra il singolo e il resto della società". A scriverlo è Manlio Cancogni, classe 1916, scrittore e maestro del giornalismo italiano, di cui Mursia ripubblica in questi giorni "Gli angeli neri. Storia degli anarchici italiani da Pisacane ai circoli di Carrara".  La storia degli anarchici di Cancogni - nata da un confronto con Indro Montanelli che si raccomandò "Non me li trattate male i miei amici" - prende le mosse dal ribellismo risorgimentale e più precisamente dal pensiero di Carlo Pisacane, precursore del movimento in Italia, e si conclude con la celebre visita di Daniel Cohn-Bendit, leader del '68 francese, al congresso degli anarchici di Carrara, un incontro alquanto tumultuoso. Nel raccontare la parabola degli Angeli Neri nel "Secolo breve" Cancogni passa in rassegna con il suo straordinario stile, le storie e i ruoli dei numi tutelari del movimento libertario, da Michail Alexandrovic Bakunin che proprio nella penisola, dov'è entrato come emissario di Karl Marx, si scopre avversario del filosofo di Treviri, a Errico Malatesta, il più indomito dei libertari italiani, a Pietro Gori, avvocato e autore della celeberrima "Addio Lugano bella". E ancora Andrea Costa, Carlo Cafiero, il regicida Gaetano Bresci, per il quale spende più di una parola a favore delle lucidità politica, e molti altri. Per ulteriori informazioni: http://fidest.wordpress.com/2011/04/04/storia-anarchici-italiani/

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web