Toscana
In un affollato convegno definite le linee guida del progetto
Salvare ambiente e posti di lavoro priorità del Piano per le Apuane
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Fabio Baroni del piano Salviamo le Apuane 2 MINUTI DI LETTURA
FOSDINOVO. Illustrato nell'affollata riunione organizzata dai comitati della Rete salviamo le Apuane, il Piano di programma di sviluppo economico alternativo, i cui cardini strutturali sono: realizzare un processo che non porti alla perdita di posti di lavoro stabili; creare le condizioni per un'attività diversa futura di lunga durata che occupi la manodopera esistente; predisporre possibilità di nuova e ampia occupazione qualificata con l'elevazione della qualità del lavoro e l'eliminazione del lavoro usurante; migliorare, assieme alla qualità del lavoro, la sicurezza e la qualità della vita degli occupati e dei residenti nelle aree apuane. Poi c'è la proposta per «definire gli ambiti ambientali e storici delle Apuane in tre tipologie di area: ambiti in cui riqualificare e valorizzare economicamente il paesaggio prodotto dalla secolare escavazione del marmo; ambiti di forte ripristino ambientale da riqualificare economicamente; ambiti naturali, dove l'escavazione non è mai avvenuta, da esaltare sotto l'aspetto scientifico, economico e sociale». Per gli esperti della Rete salviamo le Apuane è necessario quindi «attivare un'azione combinata, integrata e contemporanea di: riduzione progressiva, misurabile in termini di anni, dell'attività di cava, recupero/adeguamento/costruzione di strutture di servizio al turismo (di massa, specialistico, di nicchia), nelle principali aree dismesse, apertura di cantieri per il ripristino/ricostruzione ambientale dei siti sensibili intaccati, reintroduzione di attività agricole, pastorali e di coltura del bosco, riqualificazione dell'artigianato di qualità, attivazione di adeguate attività commerciali, riscoperta degli usi civici, in termini contemporanei, sviluppo delle attività di conoscenza scientifica, storica e archeologica, e dell'uso delle risorse in termini sostenibili (acque, carsismo, biodiversità e altro). Tutta una serie dunque di proposte per salvaguardare al meglio le Apuane valorizzando la risorsa marmo. Come noto poi la Rete crede che le Apuane debbano ricevere il riconoscimento di patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco, anche per i Geositi, così come l'ottenimento per tutti i Comuni del Parco, inferiori in popolazione ai 15mila abitanti, della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Infine Salviamo le Apuane, come spiega Fabio Baroni «intende proporre una concreta azione di riconversione lenta e non traumatica dal punto di vista occupazionale dalla mono cultura del marmo a forme economiche che possano rappresentare il futuro della Apuane». M.L.
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