Il Tirreno

Ecco la Lunigiana, "La terra del sole"

Uno dei tanti luoghi misteriosi scovati in Lunigiana da Rino Barbieri
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Uno dei tanti luoghi misteriosi scovati in Lunigiana da Rino Barbieri

Pubblicato il nuovo volume dello studioso Rino Barbieri

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 MASSA-CARRARA. Forse il simbolo di Carrara, la ruota, non è legata al trasporto dei carri. Questa è la singolare tesi sostenuta da Rino Barbieri nel suo libro "Lunigiana: la terra del sole" (Pilgrim Edizioni, 141 pagine, 14 euro). Barbieri, classe 1950, funzionario di banca in pensione e studioso della storia della Lunigiana, ritiene infatti che la ruota del carro sia in realtà un attributo tipico del dio celtico Taranis: una ruota a sei o otto raggi.  Taranis era venerato anche in Italia, ed era il dio dei tuoni e dei fulmini, fenomeni atmosferici molto frequenti sulle Apuane. A suffragare questa tesi c'è anche il fatto che Taranis a volte era chiamato Toranos, e da questo potrebbe derivare il nome del paese sopra Carrara.  Questa è solo una delle "incredibili scoperte", come recita il sottotitolo, che Barbieri descrive nel suo volume. Un testo che è anche un tributo d'amore alla terra in cui è nato e cresciuto. Un luogo che tante persone credono di conoscere, ma che può riservare ancora molte sorprese. Barbieri conduce il lettore quasi tenendolo per mano in un viaggio che comincia all'inizio del 2009, quando, grazie alle fotografie scattate dal satellite di Google Earth, l'autore nota alcune forme geometriche nel territorio dei paesi di Torsana e Camporaghena, nel comune di Comano. Osserva con curiosità una sorta di cerchio fatto di sassi e in particolare tre grosse pietre che gli sembrano allineate, come a formare un orologio. Barbieri sa che le popolazioni preistoriche erano solite osservare il cielo tramite dei punti di osservazione da cui calcolavano i solstizi e gli equinozi. Dopo aver fatto delle misurazioni accurate, conclude che i sassi potrebbero costituire un osservatorio solare primitivo che nessuno studioso aveva mai rilevato prima.  Purtroppo, come spesso accade con le rivelazioni di una certa portata, le ipotesi di Barbieri non vengono accolte dalla comunità accademica ufficiale. Ma l'autore non si perde d'animo e continua ad esplorare il territorio lunigianese. Ed il suo occhio appassionato e privo di pregiudizi gli permette di osservare molte altre cose degne di nota. E anche con il cuore intravede quello che si nasconde dietro a ciò che per un osservatore arido o distratto è un semplice masso: un volto scolpito, una scultura rupestre, un racconto scritto dai nostri antenati. Rino Barbieri, inoltre, riesce a cogliere alcuni "messaggi" lasciati dagli uomini primitivi. Per esempio, racconta infatti con grande emozione il momento in cui ha potuto vedere un masso colpito dai raggi del sole al tramonto: a suo dire, non si tratta di un semplice masso, ma di un menhir, da lui battezzato "Cane che morde il sole" per la forma che ricorda le fauci di un animale. Inoltre, Barbieri ha modo di notare varie pietre intagliate a forma di losanga, che rappresenta il principio femminile, e a forma di cilindro o di serpente, che indica invece il principio maschile. La sua tesi conclusiva è dunque che i primi abitanti della Lunigiana adorassero il Sole con dei culti simili a quelli praticati dai Celti.  Il volume di Rino Barbieri costituisce dunque un'interessante lettura per tutti coloro che vogliono scoprire, o riscoprire con occhi nuovi, il nostro territorio.  Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.luoghimisteriosi.it. I.B.

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