Il Tirreno

Flop Spino Fiorito in piazza Aranci: 2.600 visitatori (nel 2014 erano 21mila)

di Ivan Zambelli

	Lo Spino Fiorito in piazza Aranci
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Lo Spino Fiorito in piazza Aranci

Il Comune per il 2025 conferma la location e anticipa le date a maggio

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MASSA. Dal 2 al 5 maggio del 2025 tornerà lo Spino Fiorito. Sempre in piazza Aranci, ma anche in altre strade del centro così da avere una rassegna enogastronomica diffusa in tutta la città. L’annuncio, con ampio anticipo, arriva dall’amministrazione comunale mentre in commissione Attività produttive e Cultura il vicesindaco Andrea Cella parlava proprio dell’edizione del giugno scorso.

«Durante la riunione con i produttori è stata condivisa la volontà di continuare a rilanciare la manifestazione, ampliando ulteriormente la partecipazione del centro storico e sviluppando nuovi contenuti culturali e di intrattenimento, senza comprometterne la qualità degli stand e delle proposte». Appena concluso il periodo di vendemmia il tavolo di organizzazione si metterà al lavoro per definire i dettagli della nuova edizione. «L’obiettivo -conclude l’amministrazione comunale- è continuare a migliorare e arricchire l’evento, rendendo Spino Fiorito un appuntamento sempre più atteso nel panorama enogastronomico e culturale della città». Di ciò ha parlato anche il vicesindaco Cella in commissione, dove ha tirato le somme dell'evento che si è tenuto il giugno scorso in piazza Aranci. L'edizione appena trascorsa, di ripartenza, ha coinvolto Coldiretti, Consorzio del Candia, Associazione dei Cuochi di Massa, Camera di Commercio nonché istituzioni quali Provincia e Regione. Tre giorni dedicati al vino ed ai prodotti della terra apuana . Secondo l’assessore «questa prima edizione è stata un momento di rilancio apprezzato dai produttori.

Ci sono state alcune criticità ma nel complesso l’esperienza è positiva». Venendo ai numeri, la prima edizione è stata investimento per l’amministrazione comunale, i cui costi sono stati solo in parte compensati dai ricavi. L’investimento è stato di circa 115 mila euro, dove la voce principale è quella dei tendoni (85 mila euro, compresi allestimenti e smontaggi) per ospitare i 46 stand dei produttori. Investimento in parte compensato dai ricavi: oltre ai patrocini di Regione (2.000 euro) e Camera di Commercio (5.000 euro), gli incassi dalla vendita dei biglietti hanno registrato 26.800 euro, mentre l’affitto per gli stand circa 11 mila euro. In generale, i visitatori nei tre giorni di Spino Fiorito sono stati 2.600. Numeri ben lontani rispetto all’edizione di 10 anni fa, quando lo Spino Fiorito nel 2014 aveva superato le 21 mila affluenze. Chiaro erano altri tempi, in un’altra location ovvero il castello Malaspina. Ci sono stati consiglieri, come Stefano Alberti (Pd), che hanno definito l’edizione «un mezzo flop», sia per spese che ricavi, ma anche per eventi: «Mi è sembrato sia stato sottovalutato l’aspetto culturale dello Spino Fiorito, che non è solo bere un calice. In passato c’erano convegni, ospiti provenienti da tutta la Toscana. E poi il costo dei biglietti: 20 euro è una cifra importante che ha suscitato critiche». Essendo la ripartenza, ha risposto Cella, «è stata un edizione più contenuta, limitata a piazza Aranci, onde evitare di fare il passo più lungo della gamba». Sugli eventi ha comunque ricordato la partecipazione di Coldiretti e Associazione Cuochi, mentre sul prezzo la scelta era quella di non svilire un evento che altrimenti, come già capitato, poteva attrarre persone per bevute a basso costo. Anche sull’investimento se alcune spese ritorneranno altre sono già stata fatte. Un esempio sono appunto i tendoni. «Abbiamo speso in modo importante, ma l’allestimento sarà disponibile anche il prossimo anno, quando si cercherà di migliorare il format in maniera diffusa. I numeri non sono trascurabili e anzi migliorabili. Il messaggio era di ripartenza, stando contenuti per tornare ai livelli degli anni precedenti».

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