Il Tirreno

La tragedia

Massa, imprenditore morto sull'ultraleggero. I testimoni: «Due scoppi, poi lo schianto»

di Daniele Montanari
Massa, imprenditore morto sull'ultraleggero. I testimoni: «Due scoppi, poi lo schianto»

Gabriele Baldoni è precipitato nei boschi di Sassuolo per un guasto al motore. Imprenditore edile modenese, 72 anni, da qualche tempo viveva nella città apuana

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MASSA. «Quell’autogiro ha sempre avuto problemi, anche pochi giorni fa non volava bene, ma a Gabriele piaceva fare lui le riparazioni. Qualcosa stavolta deve essere andato storto, purtroppo». Le parole dell’amico Umberto Bianchi confermano l’ipotesi del guasto meccanico come causa dello schianto nei boschi di Sassostorno che mercoledì verso le 17.40 è costato la vita all’imprenditore Gabriele Baldoni pavullese 72enne, molto conosciuto per la sua ditta di coperture edili e lattoneria e che da qualche anno abitava a Massa.

«Riparo il carburatore»

Baldoni e Bianchi si sono visti l’ultima volta verso le 16, nel piccolo hangar al Poggio dove l’autogiro era custodito: «Gli ho detto: “Io devo andare a Sassuolo a prendere un riduttore, dai vieni con me”. E lui: “No, devo mettere a posto il carburatore qui”. Lui era così, voleva fare le riparazioni da solo. Sicuramente dopo ha voluto fare un giro di prova, ed è successo l’incidente». Non il primo: Baldoni era stato coinvolto già in due gravi episodi. Nel giugno 2008 era caduto in fase di decollo sempre con quell’autogiro a Corneto di Toano, uscendone solo con la lussazione a una spalla. Nel 2010 a Coscogno l’incidente con un deltaplano a motore: finì contro un mucchio di ghiaia, rompendosi un piede.

Il guasto precedente

«Sono qui – continua Bianchi – che mi tormento dicendomi: “Se avessi insistito di più perché fosse venuto con me, non sarebbe successo”. Ma forse sarebbe capitato un’altra volta. Già cinque giorni prima Gabriele aveva fatto con quell’autogiro un tentativo di decollo andato male, finito però sulle ruote. “Il motore non rende, il motore non rende” diceva. Mercoledì dev’essersi ripresentato lo stesso problema, e stavolta gli è stato fatale. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito due forti scoppi in aria, poi il motore si è spento completamente».

La salma è stata recuperata verso le 21.30 e portata in medicina legale. Non è detto che venga eseguita l’autopsia: vista l’evidenza di morte per incidente, potrebbe anche bastare una ricognizione esterna. Il velivolo invece è stato recuperato ieri mattina, insieme a vigili del fuoco e carabinieri, e posto sotto custodia giudiziaria. Sicuramente verrà effettuata una perizia tecnica per stabilire le cause del guasto. Non risultano indagati, proprio perché Baldoni stesso era solito fare le sue riparazioni.

Perché nel bosco?

L’ultraleggero ha subito pesanti danni, ma non è andato in mille pezzi: entrambe le eliche, ad esempio, sono rimaste attaccate, l’abitacolo deformato ma non spezzato. È possibile che la morte sia stata causata dall’impatto con una pianta, che ha fatto picchiare violentemente la testa. Resta il mistero sul perché Baldoni, pilota esperto, alla rottura del motore si sia girato verso il bosco anziché sul campo distante pochi metri. Gli autogiri a motore spento non vengono giù di colpo ma fanno una planata: sul campo avrebbe preso una forte botta ma si sarebbe salvato. Ma è chiaro che nell’emergenza tutto può succedere. L’accaduto ha colpito molto il territorio modenese: Baldoni era conosciutissimo per la sua ditta di lattoneria portata avanti fino alla pensione e da qualche anno viveva a Massa. «Cordoglio anche da Roberto Gianaroli, presidente dell’aeroporto : «Baldoni mosse qui i primi passi nel mondo del volo nei primi anni ’80 – ricorda – anche se poi prese l’attestato di volo altrove, perché all’epoca qui non c’era una scuola. Gli autogiro sono ultraleggeri abbastanza diffusi oggi (anche se non come gli aerei) perché sono sicuri e dalle 5 alle 10 volte più economici degli elicotteri. Non so cosa possa essere successo, è strano che non sia riuscito a individuare una zona di atterraggio. Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto: le condoglianze più sentite a tutti famigliari».  

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