Il Tirreno

Rina Andriolo Ciampi, l’addio alla paladina del volontariato massese

Rina Andriolo Ciampi
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Rina Andriolo Ciampi

Scomparsa a 94 anni, aveva fondato a Marina di Massa la Casa Ciampi per ragazze madri

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Massa. Lutto per la scomparsa, ieri mattina, di Rina Andriolo Ciampi; aveva 94 anni, era alla Don Gnocchi di Marina di Massa. I funerali si svolgeranno sabato 25 luglio alle 16 nel Duomo di Massa. Il sacro rito sarà celebrato da don Giulio Rossi, parroco della cattedrale. Rina Ciampi era molto conosciuta e stimata per la sua attività in Azione Cattolica, in parrocchia e nel volontariato. Era anche ministro dell’eucarestia. Con determinazione e grande forza d’animo aveva portato avanti i progetti del figlio Mario, noto dentista massese, molto impegnato nel movimento e nel centro di aiuto alla vita di cui era presidente, scomparso nel luglio del 1999 in un incidente stradale nel quale perì anche la moglie Patrizia.

Con il suo impegno e quello di numerosi volontari, Rina Ciampi ha fra l’altro promosso e sostenuto la nascita della Casa Ciampi a Marina di Massa che accoglie le giovani ragazze madri nel disagio e i loro bambini. Lascia i figli Renzo, Carlo e Marco, la sorella Maria Pia Andriolo, le nuore Piera, Dafne, Andreina e i nipoti.

Don Luca Franceschini ricorda commosso Rina Andriolo Ciampi: «Ho conosciuto Rina - spiega Don Luca - da quando ero seminarista e facevo servizio in Duomo e poi da Viceparroco e Parroco. Era una persona forte e decisa, con una fede genuina che non venne meno con la tragica morte del figlio Mario e della nuora Patrizia in un incidente stradale, ma anzi si rafforzò. Animava, con altri coetanei, il gruppo di terza età dell’Azione Cattolica e soprattutto si dedicava agli ammalati prodigandosi di portar loro la Comunione, ma non solo. Non c’era occasione - continua - dove non ci proponesse di pensare ad un messaggio del parroco da portar loro, un pensierino per far sentire loro che la parrocchia era vicina e li portava nel cuore e nella preghiera. Dopo la morte di Mario - aggiunge Don Luca - che aveva voluto fortemente e guidato il Centro Aiuto alla Vita di Massa, si era dedicata con ancor più impegno a questo delicato settore della vita sociale e della pastorale della Chiesa. Il centro di aiuto alla vita non bastava, ci voleva una casa d’accoglienza; anche quella non bastava per tutelare la vita, soprattutto quella più debole dei bambini ancora non nati e la delicata situazione delle mamme che si trovano in una maternità scomoda. Ci voleva la culla per la vita; non si è data per vinta finché non è riuscita a realizzarla alla Misericordia di Massa. E se su un argomento legato al diritto alla vita c’era la possibilità di raccogliere firme o muovere qualcosa si mobilitava senza stancarsi».

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