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Marmo, caos in consiglio comunale. Seduta sospesa, interviene la polizia - Video

Marmo, caos in consiglio comunale. Seduta sospesa, interviene la polizia - Video

Carrara: decine di rimostranti e agenti di polizia in assetto antisommossa, la seduta riprende con all'interno della sala una delegazione di manifestanti

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CARRARA. Attimi di tensione nel consiglio comunale con al centro il lapideo che si è tenuto ieri dal tardo pomeriggio fino a sera. Prima il presidio all’esterno - quello lanciato dal gruppo Athamanta, ma che ha raccolto adesioni tra varie realtà territoriali per dire "no" al regolamento degli agri marmiferi -, poi la richiesta di sospensione della seduta che ha provocato lo stop, le forze dell’ordine in assetto antisommossa e poi la ripresa, dopo oltre un’ora d’interruzione e di confronto, del consiglio. Mai una protesta così accesa, in questi tre anni di legislatura pentastellata, in consiglio comunale.

La miccia è stata il marmo inevitabilmente: l’approvazione del regolamento, preceduta dalla ricognizione degli agri marmiferi e, in coda secondo l’ordine del giorno, i Pabe (Piani attuativi dei bacini estrattivi). I manifestanti, decine e decine riuniti fuori, alternano a striscioni e cori il loro "no", fatto di interventi, poi scatta la richiesta di sospensione, a fare il paio con quella di partecipare al consiglio (off-limits per il pubblico viste le disposizioni anti-contagio). Non possiamo partecipare e allora sospendetela, il sottinteso dal presidio. Seguono attimi di tensione; arriva la sospensione effettiva del consiglio e la riunione dei capigruppo per decidere cosa fare: si va avanti; dopo oltre un’ora di dialogo serrato tra i manifestanti e il presidente del consiglio Michele Palma entra una delegazione che in realtà resterà pochissimo, ma ribadisce più volte il pensiero sui documenti vicini all’approvazione e sulle modalità: «Vergogna, bisognava garantire la partecipazione». Prima che gli animi si surriscaldassero, però, la volta degli interventi all’esterno mentre la seduta alternava le prime comunicazioni. «Siamo delusi, noi siamo rimasti coerenti, loro no...».

Quel noi è la sezione carrarese di Legambiente di cui parla uno dei volti storici, Giuseppe Sansoni; la parola "loro" racchiude invece l’amministrazione. La fotografia che fornisce è questa. Eppure, sottolinea, «lo stesso sindaco era vicino a noi in tante battaglie, non ci spieghiamo perché siano arrivati a produrre un testo, il regolamento, che sostanzialmente è uguale a quello proposto precedentemente da altre amministrazioni e che veniva contestato. A noi non si può dire davvero, siamo rimasti coerenti», rimarca. I nodi su cui riflette si trascinano da mesi ed erano stati al centro di una commissione marmo: «La riduzione dei detriti che non c’è, lo sfruttamento privato, la gara pubblica imposta in realtà dalle normative europee; per il resto è tutto invariato, proprio come il precedente, a partire dallo spirito. E invece il Comune dovrebbe garantire l’interesse della cittadinanza: il massimo dell’occupazione, introiti maggiori per la collettività e il minimo danno ambientale. Anche il requisito della lavorazione in loco superiore al 50 per cento doveva essere un punto fondamentale, non solo una premialità». 

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