Il Tirreno

Preso dai carabinieri

Massacra di botte la compagna e il figlio di lei: arrestato 38enne

Massacra di botte la compagna e il figlio di lei: arrestato 38enne

Le aveva reso la vita impossibile da mesi, sottomettendola e impedendole di uscire senza permesso. Ora lei ha trovato il coraggio di denunciare

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CARRARA. Una brutta storia di violenza nei confronti delle donne arriva da Carrara. Una 50enne  rimasta vedova da alcuni anni,  speranzosa di rifarsi una vita aveva allacciato una relazione sentimentale con un 38enne rumeno che lavora come operaio nel settore del marmo. Ma l'uomo nei giorni scorsi è stato denunciato per violenza sessuale aggravata e lesioni aggravate su minore.

I militari dell’Arma hanno puntato i riflettori sulla vita privata della donna all’incirca un anno fa, quando lei stessa aveva telefonato al 112 per chiedere l’intervento di una pattuglia, dopo un acceso litigio con il suo nuovo compagno. La 50enne all’epoca aveva raccontato ai carabinieri che superata la prima fase di innamoramento, il rapporto con il partner era diventato turbolento, inoltre per colpa dell’alcool l’uomo svariate volte l’aveva presa a schiaffi oppure per il collo per farla stare zitta, procurandole dei traumi piuttosto pesanti che lei aveva curato da sola, senza mai rivolgersi ad un medico. Aveva svelato ai militari dell’Arma che i maltrattamenti veri e propri si erano intensificati da quando l’uomo aveva cominciato ad abusare di alcolici, però di fare denuncia non ne aveva voluto sapere, speranzosa che la situazione potesse migliorare e soprattutto per paura di ritorsioni.

I Carabinieri, però, visto che era andato a vuoto l’ennesimo tentativo di convincere la donna a denunciare il convivente, prima di andare via avevano fotografato i segni che lei aveva sul volto e poi, il giorno successivo, avevano compilato d’ufficio una dettagliata informativa che è arrivata sul tavolo del Pubblico Ministero Alessandra Conforti della Procura di Massa, dove c’era non solo il racconto dell’episodio accaduto la sera precedente con le immagini dei lividi presenti sul volto della vittima, ma anche una minuziosa descrizione dello stato d’ansia, di paura e di profonda prostrazione che la vittima dei maltrattamenti non era riuscita a nascondere.

Aperto un fascicolo d’indagine, i militari hanno continuato a mantenere contatti con la 50enne per sapere come andavano le cose, ma lei in occasione dei più recenti contatti avvenuti in pieno lockdown quando le restrizioni anti-contagio da coronavirus hanno costretto molte famiglie a rimanere in casa, aveva garantito che la situazione con il compagno era tornata alla normalità.

La verità, però, è venuta a galla un paio di settimane fa, quando la 50enne ha telefonato in Caserma per parlare con il Maresciallo che l’aveva seguita nei mesi precedenti, che fra l’altro è una donna.

Quella telefonata ha segnato una vera e propria svolta per l’indagine in quanto il Maresciallo è riuscito a convincere la vittima dei maltrattamenti a raccontare tutte le violenze fisiche e psicologiche poste in essere dal partner negli ultimi mesi, che contrariamente a quanto aveva sempre detto, non si erano mai interrotte anzi erano peggiorate, visto che lui oltre a picchiarla selvaggiamente, era solito controllarla ossessivamente, al punto da costringerla a rimanere in casa per la paura che lui potesse “punirla” qualora l’avesse trovata in giro senza il suo permesso.

L’epilogo della vicenda è avvenuto alcune sere fa, quando il 38enne ha litigato per l’ennesima volta con la compagna, che vedendolo tornare a casa ubriaco, per la paura di prendere altre botte si è chiusa in casa con il figlio e ha telefonato ai Carabinieri. A quel punto l’uomo ha dato in escandescenze e per entrare ha lanciato dei sassi per rompere il vetro di una finestra, a seguire ha cominciato a demolire la porta d’ingresso, finchè è riuscito ad entrare. Lo straniero se l’è presa prima con il figlio della convivente, prendendolo ripetutamente a pugni con una violenza tale da procurargli la frattura del setto nasale e dello zigomo, poi ha sfondato la porta del bagno dove si era rifugiata in preda al terrore la madre del ragazzo, che per difendersi dalla furia del compagno è stata costretta a difendersi con una mazza da baseball.

Fortunatamente di lì a poco sono arrivati a sirene spiegate i Carabinieri, che si sono trovati davanti una scena di totale devastazione. La donna è stata subito portata in Ospedale insieme al figlio 17enne, dove entrambi sono stati visitati e refertati. Ad avere la peggio è stato proprio il 17enne, che dopo una serie di accertamenti è stato dimesso con oltre 40 giorni di prognosi.

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