Il Tirreno

Offese e demansionamento: «16 casi di mobbing all'Asl»

Infermiere in un reparto (foto d'archivio)
◗
Infermiere in un reparto (foto d'archivio)

Lo sportello della Uil di Massa ha raccolto denunce e sfoghi, vittime soprattutto le donne. Salvadori: «Informata l’azienda, alcuni casi finiranno davanti al giudice»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Le urla, le umiliazioni, il demansionamento, le offese che investono la vita personale e famigliare. Comportamenti ripetuti che - assicura Claudio Salvadori , segretario provinciale della Uil Fpl - configurano il mobbing o lo straining. Vero, lo sportello antomobbing della Uil aprirà ufficialmente i battenti lunedì 24 febbraio in via Massa Avenza 26 alla presenza di Angelo Disma Garofalo, segretario nazionale Uil Fpl. Ma se il taglio del nastro ancora non c’è stato, lo sportello è operativo eccome. Da sei mesi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:1.38494130:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38494130:1652780466/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E di lavoratori che hanno bussato alle sue porte ce ne sono stati parecchi: «Sono venuti in molti - Salvadori fa il punto - e i nostri esperti hanno valutato i singoli casi per verificare se realmente si configurassero mobbing o straining (con un singolo comportamento, seppur reiterato). Purtroppo in una ventina di casi è emerso con chiarezza che l’atteggiamanto vessatorio nei confronti del lavoratore c’era eccome. E si tratta nell’80% dei casi (16) di operatori del settore sanitario, del comparto infermieristico in particolare». Infermieri, quindi, ma non soltanto perchè anche alcuni medici - stando alle valuazioni degli esperti Uil - avrebbero subito negli ultimi mesi comportamanti vessatori. Il sindacato e i dipendenti le carte al giudice del lavoro ancora non l’hanno portate, ma - parola di Claudio Salvadori - stanno valutando se farlo:«Abbiamo steso ampia documentazione e coinvolto, per i casi in Asl, la dirigenza sanitaria. Ci sono lavoratori che lamentano offese pesanti, anche sul piano personale e demansionamento, accompagnato da frasi del tipo “ tu non sei capace...” non sai fare questo o quello”».

Parecchi dipendenti - aggiunge il sindacalista Uil - hanno però chiarito che l’intenzione di portare la questione in tribunale non ce l’hanno, preferiscono soluzioni di altro genere, prima fra tutte, il trasferimento in altra sede o in altra azienda: «Come sindacato - prosegue Salvadori - abbiamo segnalato ogni singolo caso ai vertici. Ad alcuni dipendenti della sanità, visto il quadro da loro descritto, abbiamo consigliato di rivolgersi direttamente al giudice del lavoro, ma molti preferiscono chiedere, ed ottenere, un trasferimento. È comunque un segnale importante soprattutto quando a valutare di andarsene sono più lavoratori di uno stesso reparto ospedaliero. In ogni caso, il loro spostamento in altra sede rappresenta un impoverimento, si tratta spesso di personale specializzato e competente».

Il sindacalista assicura che diversi lavoratori della sanità apuana, e di un reparto ospedaliero in particolare, il proprio disagio l’hanno espresso anche all’azienda: «Più di una persona si è rivolta a noi, denunciando un quadro di vessazione e un conseguente pesante stress emotivo e psicologico, dopo aver già segnalato il quadro alle strutture del “Benessere organizzativo”, vale a dire ai soggetti aziendali incaricati, appunto - chiarisce Salvadori - del benessere psicologico dei dipendenti. Vittime di mobbing o straining, su quei 20 casi di cui lo sportello Uil si sta occupando, sono soprattutto le donne». Lo sportello sarà ianugurato nella sede di via Massa Avenza, ma opererà anche presso le altri sede Uil:«Chi ne avesse bisogno - conclude Salvadori - può rivolgersi e avrà assistenza e sostegno». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa