Sicurezza
Molestie dall’allenatore, le sei ragazzine di Massa confermano
In incidente probatorio, le minori hanno raccontato nuovamente l’accaduto, sono state ascoltate dopo una perizia che ne confermava l’attendibilità
Massa. Sono rimaste lucide, l’agitazione e la paura non le ha vinte: hanno raccontato. Tutte e sei. Ripercorso quella notte di luglio al campus di volley a Marina di Massa quando - riferiscono le minorenni - l’allenatore le ha molestate. È entrato in camera loro - raccontano - si è sdraiato nel letto di ciascuna, ha palpeggiato, fatto grattini, scostato la spallina della canotta, provato ad abbassare i pantaloncini. Quella notte e quelle intimità “rubate” le ragazzine le hanno riferite, il mattino, ai responsabili del campus di volley, ai genitori subito allertati. Ai poliziotti che hanno svolto le indagini. E il 14 febbraio le confermano davanti al gip, in incidente probatorio.
Per Marco Mansi, il pubblico ministero titolare del fascicolo, la ricostruzione delle ragazzine era fondamentale per delineare l’eventuale quadro indiziario: ha quindi chiesto e ottenuto dalla giudice per le indagini preliminari, Marta Baldasseroni, che le bambine fossero ascoltate in incidente probatorio, appunto, in camera di consiglio, alla presenza di una psicologa. A porte chiuse e in ambiente protetto. Se si dovesse arrivare a processo, gli esiti di quell’incidente varranno come prove costituitesi a dibattimento e le sei minori che hanno denunciato non saranno chiamate in tribunale a ripetere la loro versione dei fatti.
L’incidente probatorio ha fatto seguito ad una perizia disposta dal tribunale per verificare che le sei minorenni potessero sostenere l’incidente, appunto, e che le loro dichiarazioni potessere essere ritenute affidabili. Secondo la psicologa, le testimonianze delle ragazzine - tutte di età compresa tra i 10 e i 12 anni - hanno il requisito della coerenza interna, vale a dire - stando alla sua relazione - non sono frutto di uno scambio tra le bambine o di reciproche suggestioni che le avrebbero portate - seppur involontariamente - a distorcere la realtà.
È sulla base della relazione della psicologa, che la giudice per le indagini preliminari Baldasseroni ha disposto, come chiesto dal pubblico ministero, l’incidente probatorio che si è svolto ieri mattina, a porte chiuse e nella totale tutela delle ragazze.
Le sei bambine hanno parlato e risposto alle domande che gli sono state poste su quanto accaduto quella notte del luglio scorso al campus. Le loro risposte hanno diesgnato un quadro che non si discosta da quello già tracciato dalle sei minorenni durante le fasi precedenti delle indagini quando hanno riferito l’accaduto agli agenti della polizia. L’allenatore è indagato, a piede libero, per violenza sessuale con l’aggravante che le presunte vittime di quelle violenze sono tutte minorenni. Il coach, un 47enne lombardo, al momento della denuncia sedeva sulla panchina di una squadra di volley femminile con cui aveva firmato un contratto, ma la dirigenza ha deciso di sospenderlo dall’incarico. È venuto a conoscenza dell’indagine a suo carico nell’ottobre quando gli è stata notificata la data dell’incidente probatorio del 14 febbraio.
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