Sicurezza
Aeroclub fa il passo indietro e ritira il ricorso contro il Comune di Massa
Il neo presidente: nel 2019 abbiamo versato 24.000 euro. Situazione meno tesa. Giovanni Lenzi non esclude un possibile accordo, ma l’ordinanza di sgombero resta
MASSA. L’AeroClub, società che gestisce l’aeroporto, rinuncia ad andare fino al Consiglio di Stato e lascia cadere il ricorso, che aveva intrapreso l’anno scorso contro il Comune, per far annullare l’ordinanza di sgombero per “occupazione abusiva”. «Una mano tesa verso l’amministrazione» la definisce il neo presidente di AeroclubGiovanni Lenzi, che ammette: «Non che ci siano stati grandi passi in avanti, ma la situazione adesso sembra meno tesa, il Comune ha velocizzato l’iter per permettere il taglio dei famosi pini, ostacoli ai decolli e agli atterraggi e l’aeroporto è tornato funzionante. Abbiamo rinunciato a proseguire con il ricorso - aggiunge Lenzi - per non alimentare dispute con il Comune e magari in futuro trovare un nuovo accordo». Infatti, nel decreto del presidente del Tar, emesso lo scorso 21 gennaio, si legge che “il 9 gennaio 2020 la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse al ricorso” e quindi il ricorso deve essere “dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse”.
Nel ricorso, fortemente voluto dall’ex presidente dimissionario Alberto Pellegrini e dal suo cda, Aeroclub chiedeva l’annullamento dell’ordinanza dirigenziale numero 743 del 14 novembre 2018, dal titolo: “Sgombero a seguito di occupazione senza titolo dell'unità immobiliare di via Intercomunale 9”. In appello, il Comune aveva avuto la meglio e adesso l’ultima parola sarebbe spettata al Consiglio di Stato, ma Lenzi e il nuovo cda hanno fatto marcia indietro “per il bene di tutti” - dichiara il neo presidente - che aggiunge: «Il 2019 si è chiuso con il pagamento di 24mila euro al Comune, per dimostrare che non abbiamo mai smesso di versare cifre nelle casse pubbliche». La situazione attuale, però, vede sì l’aeroporto aperto, con l’avallo di piena operatività dato da Enac e Coni, ma con una ordinanza di sgombero ancora di fatto in essere, a cui il Comune non ha certo rinunciato. «Per il momento- dichiara Lenzi- non ci è stato ancora chiesto di consegnare le chiavi dell’hangar al Comune. Se accadesse cesserebbero tutte le attività, compreso il servizio di sicurezza antincendio, il Pegaso, i servizi di Protezione civile. La nostra attività privata è infatti da anni ridotta ai minimi termini, come marginali sono le ore di volo. A rimetterci sarebbe soltanto la comunità».
Aeroclub rimane un soggetto “moroso”, ma sul contenzioso che riguarda il pregresso di affitti non pagati, lavori fatti e non conteggiati e una transazione considerata “lacrime e sangue” dal presidente Lenzi, dovrà esprimersi prima o poi un giudice, per stabilire quanto debba dare Aeroclub e quanto il Comune «e non è detto - commenta Lenzi- che la ragione stia tutta dalla parte dell’amministrazione». In cantiere c’è anche il nuovo bando per la gestione dell’aeroporto, di cui però ancora non sono stati resi noti gli estremi e le tempistiche. —
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